{"id":14794,"date":"2026-03-19T02:00:00","date_gmt":"2026-03-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14794"},"modified":"2026-03-18T16:43:36","modified_gmt":"2026-03-18T15:43:36","slug":"ogm-tea-ngt-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/03\/19\/ogm-tea-ngt-parte-1\/","title":{"rendered":"OGM, TEA, NGT (parte 1)"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mondo dell\u2019agricoltura sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Si parla sempre pi\u00f9 spesso di TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) o NGT, presentandole come la soluzione moderna e \u201cpulita\u201d ai problemi della fame e del cambiamento climatico. Ma cosa si nasconde dietro queste sigle? Il professor Salvatore Ceccarelli, genetista di fama internazionale, ci invita a guardare oltre la propaganda.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire i nuovi OGM, bisogna guardare a come sono fatti. Mentre i vecchi OGM mescolavano specie diverse (ad esempio un gene di un batterio in una pianta), i nuovi intervengono sul DNA della pianta stessa. I sostenitori dicono che \u00e8 come usare \u201cforbicine di precisione\u201d, ma la realt\u00e0 tecnica \u00e8 diversa: si usano ancora batteri e geni resistenti agli antibiotici per \u201ctrasportare\u201d le modifiche. Il risultato \u00e8 un organismo che in natura non esisterebbe in quella forma e di cui non conosciamo gli effetti a lungo termine sulla salute e sull\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema principale, spiega Ceccarelli, \u00e8 di tipo evolutivo. Creare una pianta resistente a un insetto o a un fungo tramite la modifica di un singolo gene \u00e8 una strategia destinata a fallire. La natura non sta a guardare: parassiti e infestanti evolvono rapidamente per superare quell\u2019ostacolo. \u00c8 una \u201ccorsa agli armamenti\u201d in cui l\u2019agricoltore perde sempre: dopo pochi anni, la pianta modificata non funziona pi\u00f9 e bisogna acquistarne una nuova, ancora pi\u00f9 costosa e complessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo meccanismo serve a chi vende i semi, non a chi coltiva. Dietro ogni seme modificato c\u2019\u00e8 un brevetto. Se il polline di un campo OGM finisce per errore nel campo del vicino (cosa che accade normalmente con il vento), quell\u2019agricoltore potrebbe trovarsi legalmente perseguibile perch\u00e9 la sua pianta ora contiene un gene di propriet\u00e0 di una multinazionale. \u00c8 la fine della libert\u00e0 contadina e l\u2019inizio di una dipendenza totale dalle grandi aziende sementiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la liberalizzazione che si sta discutendo in Europa vorrebbe eliminare l\u2019obbligo di indicare in etichetta la presenza di questi nuovi OGM. Questo significa che noi consumatori perderemmo il diritto fondamentale di scegliere cosa mettere nel piatto. Senza tracciabilit\u00e0 e senza il rispetto del \u201cprincipio di precauzione\u201d, stiamo accettando una scommessa sulla nostra salute di cui non conosciamo i rischi, trasformando i nostri campi in laboratori a cielo aperto. La scienza che serve all\u2019agricoltura non \u00e8 quella che cerca di dominare la natura con la tecnologia, ma quella che impara a collaborare con essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo dell\u2019agricoltura sta vivendo una trasformazione silenziosa ma radicale. Si parla sempre pi\u00f9 spesso di TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) o NGT, presentandole come la soluzione moderna e \u201cpulita\u201d ai problemi della fame e del cambiamento climatico. Ma cosa si nasconde dietro queste sigle? 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