{"id":14796,"date":"2026-03-19T02:00:00","date_gmt":"2026-03-19T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14796"},"modified":"2026-03-18T16:45:08","modified_gmt":"2026-03-18T15:45:08","slug":"a-proposito-di-concerti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/03\/19\/a-proposito-di-concerti\/","title":{"rendered":"A proposito di concerti&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Da veterano dell\u2019andar per concerti, ho letto con interesse la recente intervista di Anna Michelazzi a Siria Stenico pubblicata sul nostro giornale riguardo alle difficolt\u00e0 cui va incontro chi ha la passione della musica dal vivo. Proprio durante la lettura dell\u2019articolo in questione mi sono passate davanti agli occhi un serie di argomentazioni, nonch\u00e9 ricordi, considerazioni riguardo alla musica dal vivo, ai suoi luoghi e ai suoi costi. Premetto che sono un matusa della materia, ma nell\u2019ultimo decennio ho avuto anche modo di assistere a concerti di artisti provenienti dal mondo dei talent show e quindi la mia esperienza di musica dal vivo non \u00e8 limitata ai generi prediletti dalla mia generazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Condivido molto, se non tutto quello che l\u2019intervistata racconta ad Anna Michelazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>E comprendo il suo desiderio di quei cosiddetti bagni di folla che sono i concerti negli stadi, i grandi raduni, quegli appuntamenti irrinunciabili in cui a volte \u2013 non di regola \u2013 la spettacolarit\u00e0 e il fatto che ci siano migliaia di persone ad emozionarsi, commuoversi, cantare a squarciagola con l\u2019artista del cuore, prendono il sopravvento sul fattore musica, che, per quanto mi riguarda \u00e8 ci\u00f2 che vado cercando quando mi reco ad un concerto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso di oltre quarant\u2019anni di musica dal vivo vista e ascoltata, ho maturato la convinzione che, da parte di chi i concerti (quelli da migliaia di spettatori) li organizza, ci sia poco rispetto per coloro che ai concerti si recano. Ho ascoltato, si fa per dire, esibizioni al limite della decenza, con i musicisti costretti a suonare in un palasport di cemento dall\u2019acustica inaccettabile, anche in tempi recenti: insomma, un insulto anche per chi la musica la suona e non solo per chi ne fruisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul discorso costi poi, nemmeno parlarne, i biglietti degli eventi sono davvero proibitivi, un paragone col secolo passato \u00e8 insostenibile, ma molta colpa \u00e8 delle agenzia di ticketing (veri e propri squali senza ritegno). Ed \u00e8 un peccato, perch\u00e9 a detta di molti artisti stranieri, il calore e l\u2019accoglienza del pubblico italiano sono qualcosa di unico, il problema \u00e8 l\u2019organizzazione&nbsp; spesso non all\u2019altezza di quella dei paesi del nord Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante nel mio piccolo abbia anch\u2019io fatto chilometri per andare a vedere dal vivo i miei beniamini, cosa che, meno frequentemente, continuo a fare, oggi come oggi prediligo assistere a concerti meno affollati, in situazioni pi\u00f9 confortevoli che non sul prato di uno stadio. Non \u00e8 solo una questione di et\u00e0, se si ama la musica di qualit\u00e0 e si ha voglia di ascoltarla in condizioni ottimali, le occasioni non mancano. Certo, se la priorit\u00e0 \u00e8 il bagno di folla le cose cambiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Limitatamente alla realt\u00e0 locale, Bolzano pur essendo citt\u00e0 UNESCO della musica ha sempre brillato e continua a farlo per l\u2019assenza di spazi deputati alla musica giovane e non colta. Pensiamo alla terribile acustica del vecchio Palaghiaccio di via Roma, al Palasport, al Palaonda e pensiamo a strutture volute dall\u2019ente pubblico, come il KuBo. Tutte situazioni nemiche della buona acustica. Per non dire della promozione della produzione locale, un tempo deputata alle associazioni foraggiate dalla pubblica amministrazione ed oggi fagocitata dalla medesima o affidata alla buona volont\u00e0 di pochissime realt\u00e0 autonome.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche a rischio di flop clamorosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, credo che il nocciolo della questione sia questo: c\u2019\u00e8 troppa attenzione per il concerto in quanto evento mediatico che raduna folle oceaniche (penso a Vasco a Trento, ai concerti all\u2019autodromo di Imola) e ce n\u2019\u00e8 troppa poca per quella musica pi\u00f9 \u201cpiccola\u201d, ma ugualmente bella che a Bolzano si pu\u00f2 ascoltare nei teatri o in luoghi come Laurin, Sudwerk, Pippo.Stage, Carambolage, Zoona.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dico che ci sia da andare a vedere un concerto al giorno (talvolta purtroppo succede che in un giorno ce ne siano due o tre in contemporanea), ma un paio alla settimana ci stanno. E se la spinta per andare ad un concerto \u00e8 l\u2019amore per la Musica, con la Emme grande, vi assicuro che in giro ce n\u2019\u00e8, ci sono artisti italiani e stranieri, minori solo per considerazione, che propongono cose spettacolari per pochi intimi, c\u2019\u00e8 il jazz, ci sono i cantautori, le band, l\u2019elettronica. E c\u2019\u00e8 un universo di musicisti locali che sono bravissimi e meriterebbero pi\u00f9 attenzione, in particolare da parte dei loro coetanei, nel caso dei pi\u00f9 giovani. La musica c\u2019\u00e8, magari va cercata, ma credo sia meglio pagare 10 o 20 euro per un buon concerto di dimensioni ridotte, dove poi magari \u00e8 possibile anche scambiare due chiacchiere coi musicisti, che pagare fino a qualche centinaio di euro per il mega evento a San Siro dove per vedere i musicisti serve il mega schermo di turno, pregando di non avere l\u2019impalcatura del mixer davanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque sia, buona musica a tutti e long live rock\u2019n\u2019roll.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da veterano dell\u2019andar per concerti, ho letto con interesse la recente intervista di Anna Michelazzi a Siria Stenico pubblicata sul nostro giornale riguardo alle difficolt\u00e0 cui va incontro chi ha la passione della musica dal vivo. 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