{"id":14865,"date":"2026-04-02T02:00:00","date_gmt":"2026-04-02T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14865"},"modified":"2026-04-01T16:09:52","modified_gmt":"2026-04-01T15:09:52","slug":"il-pacher-custodito-nel-nuovo-museo-dellabbazia-di-novacella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/04\/02\/il-pacher-custodito-nel-nuovo-museo-dellabbazia-di-novacella\/","title":{"rendered":"Il Pacher custodito nel nuovo museo dell\u2019Abbazia di Novacella"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel cuore della Val d\u2019Isarco sono assai numerosi i luoghi e gli oggetti da scoprire. Fra le innumerevoli perle da vedere e visitare, recarsi a Novacella significa scoprire uno scrigno dentro ad uno scrigno i cui tesori sono variegati e tutti imperdibili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo museo dell\u2019Abbazia si profila come una possibilit\u00e0 ulteriore di estasi. Davanti all\u2019altare a portelle dedicato a Santa Caterina di Alessandria e al suo martirio, del grande Friedrich Pacher (Novacella 1440 \u2013 Brunico 1508) non si pu\u00f2 che vivere una vera e propria \u201cSindrome di Stendhal\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abbazia di Novacella era sorta nel 1142, per volere del suo fondatore, il beato Artmanno vescovo di Bressanone. Con lo scorrere dei decenni l\u2019abbazia continua a crescere d\u2019importanza e ad estendere a vari territori e parrocchie la propria giurisdizione. \u00c8 per\u00f2 il tardogotico il periodo di fioritura artistica all\u2019interno del monastero. Nel 1485 fu consacrato il nuovo coro della chiesa abbaziale. I pi\u00f9 importanti pittori del Tirolo, tra i quali Michael Pacher, lo arredano con altari a portelle. Nello scriptorium nascevano manoscritti meravigliosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le depredazioni dovute alla Guerra dei contadini che, infuriati assaltarono l\u2019Abbazia nel maggio del 1525 sotto la guida di Michael Gaismair, e che distrussero gli urbari e i titoli di credito, derubarono anche il convento e la cantina. Fu per\u00f2 con l\u2019annessione del Tirolo al Regno di Baviera nel 1805 e la chiusura forzata di tutte le abbazie tirolesi nel 1807 che si ebbero i maggiori furti e saccheggi. I bavaresi portarono con s\u00e9 tonnellate di libri e opere d\u2019arte, compreso l\u2019importante altare tardogotico dei Padri della Chiesa di Michael Pacher. Dopo il ritorno del Tirolo all\u2019Austria, nel 1816 Novacella fu riaperta grazie a un editto imperiale. Ci\u00f2 che \u00e8 sopravvissuto e giunto sino a noi si trova oggi in parte nella pinacoteca del Museo abbaziale. Tra le opere pi\u00f9 importanti della collezione di dipinti c\u2019\u00e8 appunto l\u2019Altare di Santa Caterina, opera di Friedrich Pacher giunta sino a noi quasi integra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altare di Santa Caterina di Alessandria di Friedrich Pacher (Novacella 1440 \u2013 Brunico 1508) \u00e8 un brillante esempio dell\u2019arte sacra tardogotica in Tirolo. L\u2019altare mette in evidenza cinque momenti della vita e del martirio di Santa Caterina di Alessandria mettendo per\u00f2 in evidenza ci\u00f2 accadeva nelle vallate alpine nella seconda met\u00e0 del XV secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come da tradizione liturgica gli altari a portelle restavano chiusi nei giorni feriali per essere aperti durante le festivit\u00e0. Per questo motivo le tavole erano dipinte su recto e verso. Nel caso dell\u2019altare di Santa Caterina l\u2019esterno della portella di sinistra mostra una Annunciazione, qui la Vergine appare seduta ad uno scrittoio, mentre il lato esterno della portella destra raffigura l\u2019Angelo. Il lato interno presenta due scene, una superiore e una inferiore. La prima raffigurava Santa Caterina che rifiuta di adorare gli idoli. La seconda invece raffigura la Flagellazione di Santa Caterina. Il lato interno della portella di destra presentava la stessa suddivisione: la disputa di Santa Caterina con i sapienti pagani, la scena inferiore rappresenta Santa Caterina che converte l\u2019imperatrice Faustina. Mentre nel pannello centrale assistiamo al Martirio di Santa Caterina e, sullo sfondo, alla Sepoltura della santa sul Monte Sinai. L\u2019Altare di Santa Caterina dovrebbe essere stato dipinto tra il 1475 ed il 1478. In ogni caso \u00e8 evidente come la pittura in Tirolo sia ancora legata ai motivi del gotico ed ancora lontana dalle innovazioni che in quegli anni scuotevano l\u2019arte in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Friedrich Pacher fu a bottega da Michael Pacher (1435-1498), il maestro pi\u00f9 riconosciuto del XV secolo tirolese. Fra i due maestri, Friedrich era quello pi\u00f9 legato ai motivi tradizionali tirolesi mentre Michael ebbe un importante ruolo di innovatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante la maestria di Friedrich Pacher nella creazione dei ricchi particolari \u00e8 indiscussa. Sono da godere i broccati, le armature, le acconciature delle dame a fronte molto alta e spaziosa come di moda a quel tempo. Seguono poi un modello preciso di eleganza le mani dalle lunghe dita affusolate. Infine, splendidi sono i paesaggi che si stagliano sullo sfondo, con campagne o citt\u00e0 turrite, o fiumi dove navigano numerosi vascelli. Infine la prospettiva sicuramente mediata da Michael Pacher che per impararla e restituirla si era recato in visita nelle citt\u00e0 italiane di Padova e Mantova ed era entrato in contatto proprio con quei maestri che al tempo l\u2019avevano indagata e risolta. Michael Pacher aveva affrontato questo argomento con la sua bottega e i suoi collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore della Val d\u2019Isarco sono assai numerosi i luoghi e gli oggetti da scoprire. Fra le innumerevoli perle da vedere e visitare, recarsi a Novacella significa scoprire uno scrigno dentro ad uno scrigno i cui tesori sono variegati e tutti imperdibili. Il nuovo museo dell\u2019Abbazia si profila come una possibilit\u00e0 ulteriore di estasi. 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