{"id":14883,"date":"2026-04-02T02:00:00","date_gmt":"2026-04-02T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=14883"},"modified":"2026-04-01T16:23:09","modified_gmt":"2026-04-01T15:23:09","slug":"il-futuro-della-vipera-dal-corno-a-bronzolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/04\/02\/il-futuro-della-vipera-dal-corno-a-bronzolo\/","title":{"rendered":"Il futuro della vipera dal corno a Bronzolo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>A seguito delle modifiche recentemente apportate al piano paesaggistico di Bronzolo, la vipera dal corno, specie rara e protetta, potrebbe scomparire dai nostri pendii. Abbiamo dialogato con Gabriel Vettori, giovane studioso di scienze forestali, che ci ha parlato della presenza di questa specie in zona.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gabriel Vettori, che cos\u2019\u00e8 la vipera dal corno e dove si trova?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome deriva da una piccola appendice carnosa sul muso che ricorda un corno. Si suppone che sia rimasto ben evidente nella specie per favorirne il mimetismo nei terreni pietrosi in cui vive. Predilige, infatti, ambienti rocciosi, caldi e aridi, spesso di origine antropica e successivamente abbandonati, oppure zone interessate da franamenti naturali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Bronzolo, infatti, vive sui pendii di porfido del monte G\u00f6ller, nella gola di Aldino e nella zona delle cave. In Italia, la sua distribuzione \u00e8 scarsa: ci sono colonie nel Friuli Venezia Giulia, nel bellunese e in alcune aree altoatesine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A cosa \u00e8 dovuta la sua rarit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le aree nelle quali \u00e8 diffusa sono limitate, e la sua presenza in questi luoghi \u00e8 scarsa. Pensando al nostro territorio, si cerca di bonificare le frane e l\u2019uso delle superfici \u00e8 massimizzato per dare spazio al pascolo o all\u2019agricoltura. Inoltre, preferisce ambienti non disturbati dall\u2019attivit\u00e0 umana. La sua rarit\u00e0 dipende dalla scarsit\u00e0 delle zone adatte alla sua proliferazione. Per questo motivo, esistono specifiche normative internazionali, nazionali e provinciali volte a preservarne l\u2019habitat.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i principali rischi per la sua sopravvivenza nel nostro comune?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista naturale, direi l\u2019avanzamento della vegetazione, che andrebbe a coprire l\u2019ammasso pietroso nel quale la vipera ama ripararsi. Ma \u00e8 soprattutto l\u2019azione umana a metterne a rischio la sopravvivenza. La problematica principale per questa specie \u00e8 il rischio di scomparsa del suo habitat, attualmente non tutelato dal nostro comune, poich\u00e9 non riconosciuto come biotopo. La zona in cui vive potrebbe essere in futuro interessata da modifiche anche importanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Penso, ad esempio, a eventuali lavori per la Galleria di Base del Brennero (BBT) o alla riapertura della cava. Vibrazioni e rumori prolungati nel tempo potrebbero causarne la scomparsa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si potrebbe favorire la sua preservazione?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Penso che il problema sia credere che basti concentrarsi sulla salvaguardia di una singola specie, quando invece bisognerebbe considerare l\u2019ecosistema nel suo insieme. Nel caso della vipera dal corno, la sua presenza in un ambiente indica che questo \u00e8 variegato e relativamente ben conservato. Le distese rocciose dove vive sono habitat spesso ricchi di biodiversit\u00e0 e ospitano numerose specie vegetali e animali adattate a condizioni ecologiche particolari. Nel caso specifico di Bronzolo, bisognerebbe dunque riclassificare la zona come biotopo ed estenderne il perimetro fino a coprire l\u2019intera area interessata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio delle piccole realt\u00e0 in forte espansione come il nostro comune \u00e8 che l\u2019aspetto naturale passi in secondo piano. Ci sono leggi che tutelano gli ecosistemi, ma spesso non sono esaustive o, come nel caso del biotopo di Bronzolo, rischiano di venire modificate a discapito dell\u2019ambiente. La presenza di un\u2019area designata come biotopo, e quindi protetta, previene l\u2019eventualit\u00e0 che in futuro l\u2019ecosistema possa essere alterato senza contravvenire alle leggi. Senza un\u2019area tutelata, nulla garantisce che in futuro quella zona non venga compromessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SCHEDA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vipera dal corno pu\u00f2 raggiungere i 95 cm di lunghezza. La colorazione pu\u00f2 variare dal marrone al grigio. Lungo il dorso corre un disegno di colore pi\u00f9 scuro somigliante a una linea a zigzag o una serie di rombi uniti. Caratteristica di questa specie \u00e8 il \u201ccorno\u201d posto sulla punta del muso. Questa vipera \u00e8 la pi\u00f9 pericolosa per l\u2019uomo tra quelle osservate in Italia, anche se l\u2019animale \u00e8 timido e generalmente tende alla fuga in presenza di pericoli. \u00c8 ovovivipara, le femmine si accoppiano ogni due anni, tra aprile e maggio. Le nascite avvengono tra agosto e settembre e le vipere appena nate misurano tra i 15 e i 20 cm, alimentandosi in modo indipendente sin dalla nascita.<\/p>\n\n\n\n<p>Parti del corpo della vipera dal corno nel folclore hanno il potere di proteggere dai mali. In Alto Adige \u00e8 tradizione conservare le vertebre dell\u2019animale sotto forma di rosario, mentre nella Venezia Giulia si usa mettere sotto grappa le teste recise. Nella ex Jugoslavia, la Vipera ammodytes \u00e8 chiamata poskok (\u201csaltatore\u201d) perch\u00e9 le si attribuisce la capacit\u00e0 (che in realt\u00e0 non ha) di compiere balzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Tommaso Calamaro<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito delle modifiche recentemente apportate al piano paesaggistico di Bronzolo, la vipera dal corno, specie rara e protetta, potrebbe scomparire dai nostri pendii. Abbiamo dialogato con Gabriel Vettori, giovane studioso di scienze forestali, che ci ha parlato della presenza di questa specie in zona. 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