{"id":1494,"date":"2020-10-15T11:56:00","date_gmt":"2020-10-15T11:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1494"},"modified":"2021-02-17T09:24:45","modified_gmt":"2021-02-17T09:24:45","slug":"la-au-tra-bolzano-e-laives","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/10\/15\/la-au-tra-bolzano-e-laives\/","title":{"rendered":"La \u201cAu\u201d tra Bolzano e Laives"},"content":{"rendered":"\n<p>La piana di Bolzano, caratterizzata dalla presenza di due fiumi impetuosi quali l\u2019Adige e l\u2019Isarco, che nel corso dei millenni l\u2019hanno plasmata e poi rimodellata un\u2019infinit\u00e0 di volte (pare che dopo l\u2019ultima era glaciale si sia alzata di oltre 100 metri), copre un\u2019area molto ampia che arriva fino alla periferia di Laives. Dal medioevo in poi, quando Laives e Bolzano formavano un\u2019unit\u00e0 politico-amministrativa (definitivamente spezzata dal nuovo ordinamento comunale asburgico del 1849), la maggior parte di questo terreno era dominio pressoch\u00e9 incontrastato dei due fiumi e soltanto nei periodi di \u201cmagra\u201d era adibito a pascolo del bestiame cittadino e ad attivit\u00e0 occasionali quali raccolta di legname, pesca e coltivazioni stagionali del tutto marginali. Tuttavia, fin dal 1550 sono note ripetute disposizioni del governo di Innsbruck che suggerivano insistentemente un utilizzo pi\u00f9 razionale dell\u2019enorme area e, soprattutto, la bonifica della stessa da una pletora di personaggi dediti al malaffare che impedivano il pacifico transito di persone e merci, gi\u00e0 allora molto intenso grazie alla presenza alle porte di Laives del porto di Bronzolo. Insomma, la tratta stradale (poco pi\u00f9 di un tratturo) tra Bolzano, Unterau (S. Giacomo), Sissa (Pineta) e il comune rurale di Laives era infestata da fuorilegge di ogni lega, una sorta di far west che costringeva i viandanti a viaggi avventurosi per non farsi depredare dei propri beni e della stessa vita.<br>I suggerimenti governativi andavano nella direzione di una bonifica anche parziale del terreno paludoso e dell\u2019assegnazione di piccoli appezzamenti alle famiglie indigenti del luogo affinch\u00e9 vi potessero coltivare i beni di prima necessit\u00e0 e nel contempo garantire la sicurezza della pubblica via. Ma le resistenze a questi progetti non mancavano, in quanto la \u201cAu\u201d (augia), sia a nord che a sud dell\u2019odierno Agruzzo, rappresentava l\u2019unico pascolo dei cavalli e buoi degli allevatori e dei carrettieri della zona. Al termine di una lunga controversia tra Bolzano, Dodiciville e Laives, fu raggiunto un accordo che prevedeva l\u2019assegnazione della parte settentrionale della \u201cAu\u201d al Comune di Bolzano e quella a sud del Vurza, con un\u2019estensione di circa 100 ettari, al Comune di Laives. Dodiciville mantenne alcuni diritti (come la raccolta della paglia) su entrambi i territori.<br>Nei primi anni il Comune di Laives non modific\u00f2 la destinazione dei terreni che in sostanza rimasero pascolo, e solo in seguito alla riforma agraria di Maria Teresa e alla definitiva regolazione dell\u2019Adige inizi\u00f2 a migliorare anche i fossati e ad assegnare i terreni (le odierne \u201cpart\u201d) ai contadini del luogo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In foto principale: Vista di Laives negli anni &#8217;40<\/em><br><em>Copyright: Gianni Beordo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La piana di Bolzano, caratterizzata dalla presenza di due fiumi impetuosi quali l\u2019Adige e l\u2019Isarco, che nel corso dei millenni l\u2019hanno plasmata e poi rimodellata un\u2019infinit\u00e0 di volte (pare che dopo l\u2019ultima era glaciale si sia alzata di oltre 100 metri), copre un\u2019area molto ampia che arriva fino alla periferia di Laives. 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