{"id":1497,"date":"2020-10-01T11:58:00","date_gmt":"2020-10-01T11:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1497"},"modified":"2021-02-17T09:25:06","modified_gmt":"2021-02-17T09:25:06","slug":"1907-dal-cavallo-allauto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/10\/01\/1907-dal-cavallo-allauto\/","title":{"rendered":"1907: dal cavallo all&#8217;auto"},"content":{"rendered":"\n<p>Come nel resto d\u2019Europa, anche dalle nostre parti per molti secoli il trasporto \u201cpubblico\u201d era prerogativa di carrozze trainate da cavalli. I percorsi erano accidentati, i tempi infiniti e le strade polverose. Gli spostamenti avvenivano tra una \u201cposta\u201d e l\u2019altra, dove gli animali spossati trovavano il meritato ristoro. Ferdinand Prati istitu\u00ec il suo \u201cservizio di persone mediante carrozza\u201d tra Bolzano e Egna nel 1837. Poi, agli albori del novecento, irruppe sulla scena un nuovo mezzo di trasporto che rivoluzion\u00f2 i movimenti delle persone: l\u2019automobile.<br>Il 7 agosto 1907, riferisce la \u201cBozner Zeitung\u201d, ebbe luogo presso l\u2019hotel Gasser un convegno pubblico convocato dal presidente della circoscrizione di Bolzano, il conte von Ceschi. Tema dell\u2019incontro: la realizzazione di un collegamento automobilistico tra Bolzano e la Bassa Atesina per incrementare i rapporti, commerciali e non, tra il capoluogo e i paesi dell\u2019Unterland mediante collegamenti rapidi e convenienti. Restava, ovviamente, la concorrenza della ferrovia, inaugurata mezzo secolo prima: ma questa era destinata anzitutto ai tragitti di lunga percorrenza e al turismo, dato che le stazioni ferroviarie erano per lo pi\u00f9 dislocate lontano dai centri abitati. Qualcuno sperava anche nel prolungamento della linea tramviaria fino a Egna, ma questa idea venne ritenuta utopistica per gli eccessivi costi di realizzazione. I convenuti, tra cui il commissario von Trentini, i fratelli Mumelter e il banchiere Schwarz, concordarono all\u2019unanimit\u00e0 che il \u201cpostale\u201d a cavallo aveva fatto il suo tempo ed era arrivato il momento di \u201caprire le porte al mezzo di trasporto pi\u00f9 nuovo e migliore, l\u2019automobile\u201d. Insieme ai colleghi di Bolzano (il noto Dr. Perathoner), Ora e Egna, tutti favorevoli alla richiesta della relativa concessione governativa, prese parte alla riunione anche il sindaco di Laives, Ebner. Rifer\u00ec che il suo comune vedeva di buon occhio l\u2019impresa e che di recente il consiglio comunale aveva gi\u00e0 espresso un primo parere positivo anche se, ancora, mancava il s\u00ec definitivo. Riteneva che Laives potesse entrare nella costituenda societ\u00e0 di trasporti con un capitale di 10000 fiorini. Bronzolo, Ora ed Egna erano ovviamente bendisposti verso l\u2019automobile \u2013 mezzo dalle grandi potenzialit\u00e0 \u2013 e pronti a contribuire con 20000 fiorini, anche se le due localit\u00e0 si contendevano caparbiamente il ruolo di paese \u201ccapolinea\u201d. Fu quindi nominata una commissione di esperti incaricata di elaborare un conto costi-ricavi alla stregua dell\u2019esperienza della neocostituita linea automobilistica pubblica Ora-Predazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come nel resto d\u2019Europa, anche dalle nostre parti per molti secoli il trasporto \u201cpubblico\u201d era prerogativa di carrozze trainate da cavalli. I percorsi erano accidentati, i tempi infiniti e le strade polverose. Gli spostamenti avvenivano tra una \u201cposta\u201d e l\u2019altra, dove gli animali spossati trovavano il meritato ristoro. 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