{"id":1500,"date":"2020-09-17T12:01:00","date_gmt":"2020-09-17T12:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1500"},"modified":"2021-02-15T12:03:00","modified_gmt":"2021-02-15T12:03:00","slug":"la-citta-di-nisselburg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/09\/17\/la-citta-di-nisselburg\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 di Nisselburg"},"content":{"rendered":"\n<p>Se abbandoniamo la terra ferma della storia per addentrarci nell\u2019intricato universo delle leggende che accompagnano la nascita e, spesso, anche la scomparsa dei paesi della nostra terra, ci imbattiamo immancabilmente nella misteriosa cittadina di Nisselburg, antesignana della moderna Laives. Si racconta infatti che la fiorente localit\u00e0 sorgeva \u201cmolti anni addietro alle porte di Bolzano, dove oggi si estende, su un verde terrazzo ricco di vigneti affacciato sulla valle, il paese di Laives\u201d.<br>A quei tempi (tra Impero romano e Medioevo?), il Montelargo e la caratteristica rocca di S. Pietro ancora uniti ospitavano un laghetto dalle acque cristalline, sulle cui rive viveva un\u2019operosa colonia di piccoli minatori. Gli esuberanti abitanti di Nisselburg presero a canzonare ferocemente i laboriosi omini, arrivando al punto di tagliare entrambe le orecchie a uno di loro. Apparve allora in paese uno sconosciuto che, al cospetto degli increduli cittadini, pronunci\u00f2 le seguenti parole: \u201cIo sono cos\u00ec vecchio, \/ conosco il bosco del Montestretto \/ per nove volte i campi e nove volte i boschi, \/ lo Sciliar come un cuore di noce, \/ il passo degli Oclini \/ come una lama di coltello, \/ sul Corno del Renon \/ il miglior grano \/ e a Pietralba \/ il vino di Termeno\u201d.<br>Gli abitanti di Nisselburg si piegarono in due dalle risate e presero a bastonate anche l\u2019imperscrutabile vecchio, minacciando di affogarlo nell\u2019Adige insieme a tutti gli gnomi del Lago Cristallino.<br>L\u2019uomo che aveva ripreso i villani di Nisselburg era un contadino di Settequerce di nome Burkhard, che a suo tempo aveva venduto la figlia Elisabetta al Signore di Greifenstein, tale Mainardo. Accompagnando la figlia al castello (dove non giunse mai perch\u00e9 riusc\u00ec a fuggire), il contadino aveva attinto l\u2019olio dalla roccia oleosa, che tuttora sorge ai piedi del castello, per rivenderlo al mercato di Bolzano. Per punizione era stato condannato a vagare in eterno nei boschi della zona avvisando gli abitanti dissoluti dei paesi delle disgrazie che stavano per colpirli.<br>Scacciato in malo modo dal paese, Burkhard raggiunse la rocca di S. Pietro ed esclam\u00f2: \u201cNisselburg deve scomparire, \/ nessuna casa deve rimanere in piedi \/ e poveri e ricchi, gi\u00f9 gi\u00f9 \/ nell\u2019umida tomba\u201d.<br>E cos\u00ec avvenne. Gli omini offesi scavarono notte e giorno finch\u00e9 la montagna fran\u00f2 sul paese sommergendo tutte le sue case, torri e mura. Anche il bel castello sulla rocca croll\u00f2 e rimase, unica traccia del suo glorioso passato, solo un enorme buco che un tempo aveva collegato il castello al fondovalle.<br>L\u2019uomo scomparve verso il passo degli Oclini e gli omini si ritirarono per sempre nel cuore della montagna. Di Nisselburg non rest\u00f2 traccia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In foto principale: Il lago di Laives<br>Copyright: Gianni Beordo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se abbandoniamo la terra ferma della storia per addentrarci nell\u2019intricato universo delle leggende che accompagnano la nascita e, spesso, anche la scomparsa dei paesi della nostra terra, ci imbattiamo immancabilmente nella misteriosa cittadina di Nisselburg, antesignana della moderna Laives. 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