{"id":15057,"date":"2026-04-16T02:00:00","date_gmt":"2026-04-16T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=15057"},"modified":"2026-04-15T15:22:27","modified_gmt":"2026-04-15T14:22:27","slug":"ogm-tea-ngt-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2026\/04\/16\/ogm-tea-ngt-2\/","title":{"rendered":"OGM, TEA, NGT #2"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo abituati a vedere campi di grano o di mais perfettamente uniformi, dove ogni pianta \u00e8 identica all\u2019altra. Questa immagine, che associamo all\u2019efficienza, \u00e8 in realt\u00e0 la pi\u00f9 grande debolezza dell\u2019agricoltura moderna. Il professor Salvatore Ceccarelli propone una soluzione rivoluzionaria nella sua semplicit\u00e0: tornare a mescolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il miglioramento genetico degli ultimi cento anni si \u00e8 concentrato sull\u2019uniformit\u00e0. Questo ha reso le piante fragili di fronte al cambiamento climatico. Se arriva una siccit\u00e0 improvvisa o un nuovo parassita, un campo uniforme soccombe interamente perch\u00e9 ogni pianta ha lo stesso punto debole. Al contrario, la natura sopravvive grazie alla biodiversit\u00e0. La proposta di Ceccarelli \u00e8 quella delle \u201cpopolazioni evolutive\u201d: seminare nello stesso campo centinaia di variet\u00e0 diverse della stessa specie (ad esempio di frumento).<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa succede in un campo dove le piante sono tutte diverse? Accade una magia chiamata evoluzione. Se l\u2019anno \u00e8 molto secco, le variet\u00e0 che resistono meglio alla sete produrranno pi\u00f9 semi; se l\u2019anno dopo \u00e8 piovoso, prevarranno le altre. Il campo non \u00e8 mai uguale a se stesso: cambia, si adatta e \u201cimpara\u201d a sopravvivere all\u2019ambiente specifico in cui si trova. \u00c8 un sistema che non ha bisogno di pesticidi chimici perch\u00e9, in mezzo a tanta diversit\u00e0, un fungo o un insetto non trova mai una strada spianata per colpire l\u2019intero raccolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre gli OGM (vecchi e nuovi) cercano di risolvere i problemi con un singolo \u201cgene magico\u201d che per\u00f2 diventa inutile dopo poco tempo, i miscugli offrono una resistenza ecologica duratura. I danni causati dai parassiti diventano irrisori, perch\u00e9 le piante collaborano tra loro invece di competere. \u00c8 una strategia \u201cvincente\u201d dal punto di vista biologico, mentre i nuovi OGM sono definiti da Ceccarelli come \u201cperdenti\u201d, perch\u00e9 incapaci di adattarsi senza l\u2019intervento costante dell\u2019uomo e della chimica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni, questa pratica \u00e8 stata ostacolata da leggi sementiere scritte su misura per le grandi industrie, che vietavano la vendita di sementi non uniformi. Oggi, grazie a nuove normative sul biologico, la strada \u00e8 aperta. Coltivare la diversit\u00e0 significa ridare potere agli agricoltori, che possono produrre i propri semi anno dopo anno senza pagare royalty a nessuno. Ma significa anche tutelare la nostra salute: una dieta basata su prodotti che derivano da popolazioni diverse arricchisce il nostro microbiota intestinale e ci rende pi\u00f9 forti. Sostenere i miscugli e i comuni \u201cOGM-free\u201d non \u00e8 un ritorno al passato, ma l\u2019unico modo scientificamente sensato per affrontare un futuro climatico incerto, garantendo cibo certificato e libert\u00e0 per chi lo produce e chi lo mangia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo abituati a vedere campi di grano o di mais perfettamente uniformi, dove ogni pianta \u00e8 identica all\u2019altra. Questa immagine, che associamo all\u2019efficienza, \u00e8 in realt\u00e0 la pi\u00f9 grande debolezza dell\u2019agricoltura moderna. Il professor Salvatore Ceccarelli propone una soluzione rivoluzionaria nella sua semplicit\u00e0: tornare a mescolare. 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