{"id":1509,"date":"2020-07-30T13:50:00","date_gmt":"2020-07-30T13:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1509"},"modified":"2021-02-17T09:22:18","modified_gmt":"2021-02-17T09:22:18","slug":"il-tesoretto-di-laives","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/07\/30\/il-tesoretto-di-laives\/","title":{"rendered":"Il tesoretto di Laives"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei secoli immediatamente precedenti la rovinosa invasione romana del 15 a.C., che condusse al crollo della civilt\u00e0 retica alpina, sul conoide di Laives era insediato un consistente nucleo di persone dedite principalmente alla coltivazione della vite.<br>Nelle abitazioni di pietra e legno e soprattutto negli edifici di pertinenza risalenti a quel periodo sono stati ritrovati, accanto a macine e telai, utensili per la spremitura dell\u2019uva e la conservazione del vino. Siamo dunque in presenza di una collettivit\u00e0 agricola organizzata e capace, oltretutto, di intrattenere rapporti di scambio culturale e commerciale con comunit\u00e0 limitrofe sia a nord che, soprattutto a sud. \u00c8 infatti evidente il legame che ancora unisce questi individui al mondo mediterraneo-etrusco, del quale peraltro utilizza gi\u00e0 in quel periodo l\u2019alfabeto. \u00c8 pure indiscutibile che questa popolazione inizi\u00f2 ben presto a confrontarsi anche con una realt\u00e0 decisamente superiore e in costante espansione come quella romana, che di l\u00ec a poco ne avrebbe sancito la definitiva scomparsa.<br>Possiamo dunque affermare senza ombra di dubbio che i Reti di Laives, anche dopo aver abbandonato il secolare sito sulle sponde del rio Vallarsa per stabilirsi ai margini delle campagne paludose della valle dell\u2019Adige, dove forse era pi\u00f9 immediato il contatto con i viandanti che iniziarono a transitare tra Roma e l\u2019Europa settentrionale, erano non solo abituati a interagire in vari modi con l\u2019universo romano ma ne vennero influenzati in modo via via crescente fino a non distinguersi quasi pi\u00f9 dai potenti vicini. I Romani, da parte loro, descrivevano i Reti anche romanizzati della zona come persone brute e inaffidabili, giacch\u00e9 erano all\u2019ordine del giorno assalti e saccheggi nei confronti dei viaggiatori in transito sulla rete stradale tra Tridentum e Pons Drusi.<br>In una delle 14 case retiche scavate in localit\u00e0 Reif negli anni 80 del secolo scorso venne alla luce anche il cosiddetto \u201ctesoretto di Laives\u201d, 22 monete d\u2019argento romane di un\u2019epoca compresa all\u2019incirca tra il 155 e il 115 a.C. I preziosi denari erano stati interrati in una di quelle case forse gi\u00e0 abbandonate con l\u2019evidente intenzione di sottrarle alle attenzioni di chi le cercava. Non \u00e8 infatti difficile immaginare la provenienza di quel gruzzolo, che difficilmente poteva essere stato accumulato da un \u201cbacan\u201d del tempo nel corso di una vita lavorativa; molto pi\u00f9 probabile si trattasse del bottino di un agguato ai danni di un commerciante romano forse rimasto anche vittima dell\u2019aggressione lungo l\u2019insidiose tracciato della vecchia via Claudia Augusta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In foto principale: Una moneta ritrovata in localit\u00e0 Reif<br>Copyright: L. Dal R\u00ec<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei secoli immediatamente precedenti la rovinosa invasione romana del 15 a.C., che condusse al crollo della civilt\u00e0 retica alpina, sul conoide di Laives era insediato un consistente nucleo di persone dedite principalmente alla coltivazione della vite.Nelle abitazioni di pietra e legno e soprattutto negli edifici di pertinenza risalenti a quel periodo sono stati ritrovati, accanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1510,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-1509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1509"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1511,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1509\/revisions\/1511"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}