{"id":1539,"date":"2020-02-13T14:51:00","date_gmt":"2020-02-13T14:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1539"},"modified":"2021-02-17T09:26:24","modified_gmt":"2021-02-17T09:26:24","slug":"il-fiume-adige-in-bassa-atesina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/02\/13\/il-fiume-adige-in-bassa-atesina\/","title":{"rendered":"Il fiume Adige in Bassa Atesina"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi voglia godersi la straordinaria vista della valle dell\u2019Adige tra la piana di Bolzano e le campagne della Bassa Atesina dai 1200 metri del Montelargo oppure dai rilievi del Monte di Mezzo, rimarr\u00e0 abbagliato dalla striscia d\u2019argento che s\u2019insinua discreta e quasi impercettibile nel compatto tappeto verde, dividendo in due parti la sterminata distesa di frutteti. Da molti decenni a questa parte, questo grande fiume, un tempo determinante nella vita quotidiana e nell\u2019economia della valle, conduce un\u2019esistenza di grigio anonimato, di fatto interrotta solo dalle periodiche piene con conseguente pericolo di esondazione.<br>Dalla confluenza con l\u2019Isarco &#8211; altro fiume \u201cstorico\u201d probabilmente ritenuto in et\u00e0 antica il corso principale a cui affluiva l\u2019Adige, tra Bolzano e Laives, o comunque dal porto di Bronzolo (e precedentemente Vadena) in gi\u00f9 &#8211; l\u2019Adige ha rappresentato per oltre due millenni (non ci sono testimonianze dirette dei periodi precedenti, a parte gli antichissimi nomi dei fiumi) un\u2019inesauribile fonte di approvvigionamento idrico, ma non solo.<br>Il fiume \u00e8 stato anche la pi\u00f9 importante via di comunicazione tra nord e sud, tra il mondo cosiddetto retico e quello lombardo-veneto prima e romano poi, rendendo possibili scambi commerciali e culturali altrimenti inimmaginabili. Insomma, quella che oggi \u00e8 nota come la \u201crete\u201d di ferrovia \u2013 che di fatto ha soppiantato la navigazione sull\u2019Adige \u2013 e autostrada, un tempo era appannaggio esclusivo del grande fiume che toccava tutti i centri pi\u00f9 importanti prima di sfociare nell\u2019Adriatico.<br>Grazie a questa sua indiscussa rilevanza, gi\u00e0 in epoca antichissima, tra l\u2019ottavo e il quinto millennio a. C., si sono avuti i primi insediamenti umani nella fertile valle che garantiva cibo per tutto l\u2019anno. In quel periodo \u2013 e fino a un secolo e mezzo fa \u2013 l\u2019Adige non seguiva il corso attuale, ma si disperdeva liberamente attraverso l\u2019intera valle, modellando un paesaggio assai diverso dall\u2019odierno. Lo si pu\u00f2 intuire anche dagli abitati che, in questo tratto di valle insistono sul lato orografico sinistro del fiume, sui conoidi alluvionali prodotti nel corso dei millenni dai riottosi ruscelli che precipitano dai monti sovrastanti. La sola Vadena, oggi piccolo centro ma in epoca \u201cpreistorica\u201d e romana sito di grande rilievo, sorge in prossimit\u00e0 del fiume alle pendici del Monte di Mezzo.<br>Quando nell\u2019et\u00e0 del rame (quella di \u00d6tzi) venne introdotto nell\u2019economia domestica anche l\u2019allevamento del bestiame accanto alla coltivazione dei cereali, inizi\u00f2 anche qui la lavorazione e soprattutto la commercializzazione dei metalli, attivit\u00e0 che ha lasciato tracce indelebili in molte localit\u00e0 e ha visto il fiume come protagonista principale. (1. continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi voglia godersi la straordinaria vista della valle dell\u2019Adige tra la piana di Bolzano e le campagne della Bassa Atesina dai 1200 metri del Montelargo oppure dai rilievi del Monte di Mezzo, rimarr\u00e0 abbagliato dalla striscia d\u2019argento che s\u2019insinua discreta e quasi impercettibile nel compatto tappeto verde, dividendo in due parti la sterminata distesa di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1540,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-1539","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1539"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1700,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1539\/revisions\/1700"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}