{"id":1576,"date":"2020-06-04T15:36:00","date_gmt":"2020-06-04T15:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1576"},"modified":"2021-02-15T15:39:06","modified_gmt":"2021-02-15T15:39:06","slug":"anna-bernard-e-anna-carol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/06\/04\/anna-bernard-e-anna-carol\/","title":{"rendered":"Anna Bernard \u00e8 \u201cAnna Carol\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Recentemente \u00e8 uscito il nuovo EP della cantautrice bolzanina, che ha deciso di tornare alla sua madrelingua dopo le precedenti esperienze in lingua inglese con il progetto Carol Might Know. Il nuovo album di Anna Carol \u00e8 prodotto dall\u2019etichetta nazionale Nufabric Records e si intitola \u201cEvoluzione\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ne abbiamo accennato brevemente quando lo scorso marzo \u00e8 uscito il primo singolo tratto dal nuovo disco della cantautrice bolzanina. A breve distanza \u00e8 stato messo in circolazione il disco intero, un EP di sei brani originali intitolato Evoluzione, e a fine maggio \u00e8 stata la volta del secondo singolo, naturalmente in formato di video, intitolato \u201cCom\u2019\u00e8 Fragile.\u201d<br>Anna Carol, questo il nome d\u2019arte con cui l\u2019artista si presenta al pubblico con la nuova produzione, rispetto alle sue passate esperienze musicali, per questo disco ha deciso di tornare alla sua madrelingua, dopo aver usato prevalentemente l\u2019inglese, sia ad inizio carriera nel campo delle cover che in seguito per i brani originali; un nome d\u2019arte che \u00e8 un voluto riferimento al nome del progetto Carol Might Know, con cui aveva realizzato un primo disco due anni fa.<br>\u201cIl cambiamento di nome \u2013 ci racconta Anna \u2013 \u00e8 in linea con l\u2019evoluzione che c\u2019\u00e8 stata a livello musicale. Musicalmente, come autrice delle mie canzoni, sono nata all\u2019estero, le mie prime canzoni le ho scritte quando stavo in Germania e poi ho continuato a Londra, e in quel momento mi sembrava che l\u2019inglese fosse la lingua pi\u00f9 idonea da utilizzare. Lo stesso vale per la denominazione Carol Might Know, dietro c\u2019era il concetto che non fossi solo io ma che ci fosse una band con quel nome. Quando \u00e8 uscito il primo EP con questo nome, stavo in Olanda e anche l\u00ec l\u2019inglese era la lingua di riferimento. Ho cominciato a considerare l\u2019idea di tornare all\u2019italiano quando si \u00e8 concretizzata la prospettiva di tornare a vivere qui\u201d.<br>Per Anna, al momento del suo rientro in Italia, due cose sono state evidenti: la musica non era pi\u00f9 solo quella dei talent, imperante quando se ne era andata, ma c\u2019erano delle cose interessanti nel settore indie soul che l\u2019hanno convinta che l\u2019italiano si poteva usare. La seconda cosa era che i testi in inglese e il nome del gruppo, se in Olanda erano comprensibili da tutti, qui non risultavano cos\u00ec immediati, da qui il cambio di nome in Anna Carol, che, assicura, \u00e8 quello definitivo.<br>\u201cUn\u2019altra cosa importante \u2013 prosegue la cantautrice \u2013 \u00e8 il fatto che dopo l\u2019esperienza con l\u2019autoproduzione del primo EP, volevo affidarmi a qualcuno che mi seguisse a livello di produzione e questo \u00e8 avvenuto per puro caso mentre promuovevo quel disco. Mi trovavo nelle Marche per un paio di concerti con la band e, al piano inferiore del posto in cui eravamo alloggiati, c\u2019era uno studio di registrazione che abbiamo poi scoperto essere la base della Nufabric Records, che ha pubblicato ora Evoluzione. Avendo avuto occasione di conoscere i proprietari, avevo lasciato loro una copia di Carol Might Know, e da l\u00ec \u00e8 partito tutto.\u201d<br>In capo a un anno da quell\u2019incontro fortuito, Anna si \u00e8 ritrovata a registrare a Roma il nuovo disco, con alle spalle due produttori rodati (Emanuele Triglia e Alessandro Donadei) che avevano gi\u00e0 lavorato con artisti che le piacevano, con la prospettiva di fare uscire il disco per la Nufabric: \u201cSono stati in grado di capire quello che volevo \u2013 dichiara Anna con soddisfazione \u2013 in quanto, da musicisti bravissimi quali sono, hanno saputo coniugare la loro esperienza nell\u2019RnB e nell\u2019indie soul col fatto che essendo una cantautrice per me era importante che venissero fuori ugualmente bene i contenuti dei testi. Nelle mie canzoni i contenuti prendono spunto talvolta dalla sfera personale, ma adesso sto anche scrivendo delle cose in cui emergono riferimenti a quella sociale. Passando dall\u2019inglese all\u2019italiano come lingua di scrittura ho dovuto fare una sorta di analisi di me stessa e quindi all\u2019inizio la sfera personale era pi\u00f9 coinvolta.\u201d<br>Ovviamente con il blocco dei concerti legato all\u2019emergenza sanitaria, il disco \u00e8 uscito senza poter contare su una presentazione e su dei concerti d\u2019appoggio, Anna dal canto suo, non trovando troppo interesse per i concerti online ha per ora pensato di fare un concerto in cortile, sotto casa, appena \u00e8 stato possibile. La sua intenzione \u00e8 per\u00f2, quando si torner\u00e0 alla normalit\u00e0, di scendere in campo con la sua band, di cui fanno parte la sua concittadina Anna Mongelli (che appare anche nel video di lancio del disco) e tre musicisti trentini, e suonare davanti ad un pubblico vero.<br>\u201cA fine maggio \u2013 conclude Anna \u2013 \u00e8 uscito il nuovo singolo, \u2018Com\u2019\u00e8 Fragile\u2019, con un video che ho realizzato a casa durante la quarantena, la canzone parla della fragilit\u00e0 intesa come vulnerabilit\u00e0 e quindi il contesto di realizzarlo tra le pareti domestiche ci stava: io ho fatto le riprese e poi con l\u2019aiuto di un videomaker di Milano, che poi lo ha montato nel suo studio sfruttando effetti e videografica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autore: Paolo Crazy Carnevale \u2013 musicofilo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente \u00e8 uscito il nuovo EP della cantautrice bolzanina, che ha deciso di tornare alla sua madrelingua dopo le precedenti esperienze in lingua inglese con il progetto Carol Might Know. 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