{"id":1585,"date":"2021-02-11T19:50:00","date_gmt":"2021-02-11T19:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1585"},"modified":"2021-02-17T09:09:46","modified_gmt":"2021-02-17T09:09:46","slug":"empatia-e-una-nuova-scuola-per-lalto-adige-pacificato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/02\/11\/empatia-e-una-nuova-scuola-per-lalto-adige-pacificato\/","title":{"rendered":"\u201cEmpatia\u201d e una nuova scuola, per l\u2019Alto Adige pacificato"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Qual \u00e8 lo \u201cstato dell\u2019arte\u201d del conflitto etnico in Alto Adige? Ne abbiamo parlato con l\u2019avvocata mistilingue esperta di mediazione Stefania Calabr\u00f2 e con il giovane ricercatore in studi internazionali e storia Lorenzo Vianini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1590\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_BZ.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\/\/ Di Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale periodo di crisi \u00e8 contraddistinto da una grande conflittualit\u00e0. L\u2019ombrello protettivo fornito dall\u2019autonomia (e dalle sue importanti risorse economiche) \u00e8 sembrato infatti scricchiolare a pi\u00f9 riprese, messo a dura prova dall\u2019ardua sfida rappresentata dalla gestione della pandemia.<br>Le nuove prospettive conflittuali (tra categorie economiche, generazionali, pubblico e privato, citt\u00e0 e valli, eccetera) hanno di fatto messo in secondo piano la dimensione di fondo su cui \u00e8 basata la convivenza in Alto Adige, caratterizzata dal confronto (e periodicamente anche dallo scontro) tra tradizionali gruppi etnico-linguistici.<br>Il conflitto etnico non \u00e8 pi\u00f9 quello di una volta, ma non \u00e8 certo scomparso. Per questo abbiamo pensato di parlarne con l\u2019avvocata bolzanina mistilingue Stefania Calabr\u00f2, che nel recente passato e per pi\u00f9 di un anno ha curato, sul nostro giornale, una rubrica dedicata alle tecniche della \u201cmediazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1589\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Calabro_Stefania.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Stefania Calabr\u00f2<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong><br>Dott.ssa Calabr\u00f2, nella sua attivit\u00e0 di mediatrice in Alto Adige non le \u00e8 mai successo di doversi occupare di conflittualit\u00e0 di tipo etnico?<\/strong><br>Devo essere sincera: non mi \u00e8 mai capitato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Beh, questa di per s\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 una buona notizia. Sempre che ci\u00f2 non sia conseguenza di un una conflittualit\u00e0 istituzionalizzata e quindi in qualche modo sistemica. Ma come mediatrice e come donna mistilingue, lei come giudica la situazione attuale dal punto di vista del cosiddetto conflitto etnico? In sostanza quello che le chiedo \u00e8 di fare una sorta di valutazione del nostro livello di convivenza, soprattutto rispetto al passato.<\/strong><br>Negli scorsi anni ho avuto la possibilit\u00e0 di fare un\u2019esperienza di insegnamento della seconda lingua presso l\u2019Istituto Rainerum di Bolzano. Visto e considerato che il tema della convivenza da sempre mi sta a cuore ho chiesto agli studenti com\u2019era il rapporto tra i vari Istituti scolastici. In questa occasione ho potuto appurare che effettivamente esistono ancora tensioni tra gli studenti dei due gruppi linguistici, cosa che a dire il vero mi ha molto stupito. Sembrerebbe che le cose non siano cambiate di molto, rispetto a quando io stessa ero studentessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rimane comunque una conflittualit\u00e0 diffusa, non solo tra le scuole?<\/strong><br>A dire il vero, mi sembra che tra \u201cadulti\u201d la conflittualit\u00e0 sia diminuita. Mi capita di incontrare sempre pi\u00f9 spesso persone che ripensando alla propria \u201ccarriera\u201d scolastica si sentono amareggiate di non aver studiato bene \u201cl\u2019altra\u201d lingua.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong><em>Le due culture oggi non sono pi\u00f9 cos\u00ec lontane. E ci vorrebbe una scuola bilingue e\/o interetnica vera, gestita da un\u2019unica Intendenza.<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><br><strong>Nel 2021, poi, parlare di due o tre gruppi linguistici assolutamente distinti \u00e8 di per s\u00e9 una rappresentazione della realt\u00e0 piuttosto discutibile. Le famiglie mistilingui sono oggi infatti molto numerose e lei personalmente ne sa qualcosa. Una mistilingue come lei come vive il concetto stesso di convivenza? Sembra quasi un paradosso\u2026<\/strong><br>Come mistilingue per me non esiste differenza e mi sento a mio agio in ambedue i mondi, preferibilmente quando si mischiano, il che succede sempre pi\u00f9 spesso.<br>Quando ero bambina e percepivo tensioni tra i due \u201cmondi\u201d non ne capivo il motivo e non riuscivo a farmene una ragione. Quando, cinque anni fa, mi sono candidata nelle liste della SVP alle elezioni comunali di Bolzano mi \u00e8 capitato di parlare con gli elettori della Stella Alpina. E l\u00ec ho scoperto una paura radicata di perdere le proprie identit\u00e0, lingua e cultura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo lei, dopo 75 anni di autonomia, questo \u00e8 ancora un pericolo reale oppure \u00e8 solo immaginario?<\/strong><br>Non \u00e8 una paura fondata, ma neppure del tutto immaginaria, e oggi riesco a comprenderla. Basti pensare al meccanismo automatico che si innesta quando ci sono pi\u00f9 persone di madrelingua tedesca e un italiano: automaticamente colui che parla tedesco tende a parlare in italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dipende sempre dai punti di vista. L\u2019italiano potrebbe vivere questa situazione come un impedimento al suo desiderio di praticare la seconda lingua. E dipende anche dal contesto, perch\u00e9 se invece le persone di madrelingua tedesca continuano ad esprimersi nella loro lingua, l\u2019italiano deve invece spesso affrontare il problema della grande differenza tra la seconda lingua \u201cstandard\u201d imparata a scuola e il dialetto tedesco. Insomma, ci vorrebbe un nuovo \u201cpatto\u201d che consenta contemporaneamente alle persone di lingua tedesca di lasciare da parte le loro paure e a quelle di lingua italiana di poter praticare sia Hochdeutsch che S\u00fcdtiroler Dialekt.<br>Tornando al tema del conflitto: dopo tutti questi anni, oggi la differenza tra i due mondi \u00e8 soprattutto una questione di lingua? Il mondo cambia e la globalizzazione incide ovunque, no? Il mondo di lingua tedesca e quello di lingua italiana non si sono in qualche modo avvicinati?<\/strong><br>Secondo me si sono avvicinati pi\u00f9 di quanto le persone pensino. La possibilit\u00e0 di apprendere anche l\u2019altra cultura viene vista oggi anche come un arricchimento e un vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1587\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma il vero muro, alla fine, resta ancora quello linguistico.<\/strong><br>A mio parere s\u00ec. Ma le due culture oggi non sono pi\u00f9 cos\u00ec lontane.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rimane invece una differenza molto forte tra contesto urbano e mondo rurale?<\/strong><br>\u00c8 difficile generalizzare e penso ci siano differenze tra paese e paese. Nella Bassa Atesina, che io frequento, mi viene quasi da dire che questa differenza non ci sia. Ma probabilmente in altre zone dell\u2019Alto Adige la situazione \u00e8 diversa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da mistilingue, lei cosa ne pensa dell\u2019attuale sistema scolastico altoatesino \u201cmonolingue\u201d?<\/strong><br>Da vera mistilingue la mia visione sarebbe quella di una scuola bilingue e\/o interetnica vera. In teoria esiste una scuola \u201cbilingue\u201d, ma di fatto sottost\u00e0 all\u2019Intendenza italiana. Questa scuola \u00e8 sicuramente una buona scuola, ma \u00e8 una scuola \u201citaliana\u201d con potenziamento della lingua tedesca e non, a mio avviso, una scuola bilingue a tutti gli effetti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quelle esperienze a cui lei ha fatto riferimento sono quelle di una \u201cscuola bilingue\u201d che entra dalla finestra invece che dalla porta. Ma per riuscire a fare una vera scuola plurilingue ci vorrebbero un progetto pedagogico specifico, spazi giusti e insegnanti formati appositamente. Prima o poi, politicamente, potr\u00e0 esserci spazio nella provincia di Bolzano per una vera scuola plurilingue?<\/strong><br>Me lo auguro, ma non so quando questo avverr\u00e0. Penso che a un certo punto ci sar\u00e0 bisogno di un\u2019unica Intendenza, che si ponga come obiettivo principale quello di dare la possibilit\u00e0 a tutti di imparare entrambe le lingue. Ci sar\u00e0 poi da affrontare il problema che questi nuovi bilingui non saranno in grado di parlare cos\u00ec bene la propria madrelingua. Ma a dire il vero questo problema oggi esiste gi\u00e0, perch\u00e9 i ragazzi tendono a leggere sempre meno e si impoveriscono linguisticamente stando troppo sui social network.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 vero, esiste un problema di fondo. Forse in questa prospettiva i due gruppi linguistici principali potranno avviare una nuova fase della convivenza, mettendo insieme le forze nella prospettiva del comune obiettivo di consolidare entrambe le culture, ma in dialogo tra loro in un progetto pedagogico che finalmente consenta di apprendere la seconda lingua a scuola, cosa che nel sistema attuale non avviene di certo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vianini: occorre andare oltre la lente \u201cetnica\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1588\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_SDC_PerunanuovaConvivenza_Lorenzo_Vianini.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Lorenzo Vianini<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Lorenzo Vianini, giovane ricercatore bolzanino con laurea triennale in Studi Internazionali e magistrale in Storia e Media, ritiene che il conflitto etnico sia ancora presente in Alto Adige, anche se in forme diverse rispetto al passato. La questione etnica, spiega, \u00e8 come un \u201celephant in the room\u201d (ndr: espressione tipica della lingua inglese per indicare una verit\u00e0 che, per quanto ovvia e appariscente, viene ignorata o minimizzata). In questo momento ci sono altri tipi di conflittualit\u00e0 che mantengono il conflitto etnico non tanto sullo sfondo quanto \u201csospeso\u201d, mentre la questione torna periodicamente per via di cronica mancanza di comprensione e volont\u00e0 di capire la realt\u00e0 dell\u2019\u201caltro\u201d.<br>\u00e8 successo anche negli scorsi giorni \u2013 ricorda Vianini \u2013 quando nel commentare i dati sul virus e le differenze tra citt\u00e0 e valli, si \u00e8 inevitabilmente scivolati a parlarne in versione etnica, anche se nella realt\u00e0 dei fatti non ce ne sarebbe motivo.<br>Secondo il giovane riceratore, il conflitto \u00e8 basato su un problema di reciproca comprensione. Manca ancora la necessaria \u201cempatia\u201d, che consentirebbe di riconoscere le reciproche storie permettendo la formazione di una base comune in grado di identificare le falle nella societ\u00e0 sudtirolese non sulla base dell\u2019appartenenza etnica ma guardando ai problemi reali. Vianini ritiene che l\u2019unica vera soluzione per il conflitto etnico resta un\u2019istruzione condivisa, sulla quale occorrer\u00e0 investire di pi\u00f9 in futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 lo \u201cstato dell\u2019arte\u201d del conflitto etnico in Alto Adige? Ne abbiamo parlato con l\u2019avvocata mistilingue esperta di mediazione Stefania Calabr\u00f2 e con il giovane ricercatore in studi internazionali e storia Lorenzo Vianini. \/\/ Di Luca Sticcotti L\u2019attuale periodo di crisi \u00e8 contraddistinto da una grande conflittualit\u00e0. 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