{"id":1856,"date":"2021-02-24T07:04:00","date_gmt":"2021-02-24T07:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1856"},"modified":"2021-02-24T13:07:11","modified_gmt":"2021-02-24T13:07:11","slug":"gli-spazi-del-quartiere-la-lasagna-e-il-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/02\/24\/gli-spazi-del-quartiere-la-lasagna-e-il-teatro\/","title":{"rendered":"Gli spazi del quartiere, la lasagna e il teatro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nativo calabrese, Salvatore Cutr\u00ec in realt\u00e0 \u00e8 cresciuto nel quartiere Don Bosco e, dopo essersi cimentato su diversi palchi italiani, oggi torna a Bolzano portando con s\u00e9 l\u2019idea di un teatro che scende direttamente in piazza in mezzo alla gente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cutr\u00ec nasce nel 1992 a Soveria Mannelli (Catanzaro) e all\u2019et\u00e0 di 13 anni si trasferisce con la famiglia a Bolzano, in Piazza Matteotti. Attraverso l\u2019esperienza del Festival Studentesco scopre la passione per il teatro che lo porter\u00e0 a iscriversi all\u2019Accademia di Recitazione del Teatro Bellini di Napoli. \u201cA Napoli devo tutto, sia in ambito formativo che in ambito umano, \u00e8 una citt\u00e0 fantastica. \u00c8 una sorta di lasagna, c\u2019\u00e8 tutto: cultura musicale, teatrale\u2026 \u00e8 uno dei pochi posti in Italia dove c\u2019\u00e8 ancora il popolo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1858\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/QuiBZ_gli_spazi_del_quartiere2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Questo interesse per il popolo, per la moltitudine, rimane per Salvatore un punto di riferimento artistico. Infatti, parallelamente alle collaborazioni con il Teatro Cristallo e la Rai, Cutr\u00ec pensa anche a un teatro libero, che si manifesti con irruenza nelle diverse dimensioni della citt\u00e0 e dei suoi quartieri, \u201cche vada tra gente, e che parli delle persone\u201d. Sostiene che la sopravvivenza del teatro si giochi proprio nella rottura della quarta parete, quel muro immaginario che divide gli attori dal pubblico: \u201cIl teatro come luogo chiuso non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile economicamente e culturalmente, c\u2019\u00e8 bisogno di riprendersi gli spazi pubblici\u201d. Prima del lockdown Cutr\u00ec aveva inaugurato, assieme al drammaturgo Francesco Ferrara, il progetto Reti, tratto dai racconti di attiviste e attivisti di Bozen Solidale che documentano le migrazioni dai Balcani verso l\u2019Europa: \u201cQuesto monologo ha l\u2019esigenza di andare in quei posti in cui il teatro non arriva: strade, piazze e centri sociali\u201d. Lo spettacolo ha debuttato sulle strade di Mestre in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e arriver\u00e0 presto anche nelle piazze bolzanine. La difficolt\u00e0 che un attore trova nel portare uno spettacolo in piazza non \u00e8 tanto il pubblico o la sua sensibilit\u00e0, ma piuttosto il riconoscimento della ricerca e dello studio che si nasconde nel \u201cdietro le quinte\u201d di una rappresentazione tradizionale. Diventa essenziale ricercare e sperimentare forme di comunicazione adatte ai nuovi scenari che i diversi luoghi pubblici propongono. \u201cRiappropriarsi degli spazi del quartiere deve essere sostenibile anche per l\u2019artista che dovrebbe aver la possibilit\u00e0 di produrre qualcosa di specifico per la piazza con le sue esigenze\u201d. Nonostante il freno imposto dal Covid, Bolzano si sta muovendo lentamente nella direzione di un teatro pi\u00f9 vivo e radicato nel territorio. Piazza Matteotti e il parco delle Semirurali sono alcuni esempi di luoghi che sempre di pi\u00f9 diventano opportunit\u00e0 per accogliere nuove manifestazioni artistiche. Proprio seguendo questo progressivo movimento, Salvatore \u00e8 tornato qui, in quella che lui stesso definisce la sua casa adottiva, per cercare di far scorrere il teatro in tutti i canali, in tutti i quartieri della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Giada Noto &#8211; COOLtour<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nativo calabrese, Salvatore Cutr\u00ec in realt\u00e0 \u00e8 cresciuto nel quartiere Don Bosco e, dopo essersi cimentato su diversi palchi italiani, oggi torna a Bolzano portando con s\u00e9 l\u2019idea di un teatro che scende direttamente in piazza in mezzo alla gente. 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