{"id":1935,"date":"2021-03-11T01:00:00","date_gmt":"2021-03-11T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1935"},"modified":"2021-03-11T07:14:01","modified_gmt":"2021-03-11T07:14:01","slug":"ricordando-i-gloriosi-e-rissosi-funkwagen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/11\/ricordando-i-gloriosi-e-rissosi-funkwagen\/","title":{"rendered":"Ricordando i gloriosi e rissosi Funkwagen"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Trovano spazio anche i meranesi Funkwagen in un doppio vinile recentemente pubblicato per ricordare la gloriosa etichetta underground chiamata Rockgarage, attiva in Italia negli anni \u201880. Ecco il ricordo dell\u2019esperienza jazzrock e progressive di Funkwagen, nelle parole del bassista e fondatore del gruppo Max Carbone.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei mesi scorsi \u00e8 stato pubblicato un doppio vinile dedicato a una gloriosa etichetta underground chiamata Rockgarage, attiva in Italia nei primi anni ottanta e dedicata alla diffusione di gruppi allora sconosciuti legati alla scena post-punk\/new wave del nostro paese. L\u2019etichetta, nata attorno alla redazione dell\u2019omonima fanzine, in principio allegava degli EP da 7\u201d al giornale, l\u2019interesse attorno a queste produzioni&nbsp; port\u00f2 poi a un\u2019esperienza pi\u00f9 lungimirante, anche se sempre in totale autogestione.<br>Tra gli artisti pubblicati su questi EP, raccolti ora nel disco in questione, c\u2019erano i meranesi Funkwagen, uno dei gruppi pi\u00f9 interessanti e importanti della scena altoatesina di allora, cosa che ci offre l\u2019occasione per ricordarli attraverso i racconti del bassista Max Carbone: \u201cIn origine erano gli Urbanoide, un quartetto ibrido. Io provenivo da un\u2019esperienza piuttosto forte ai tempi del movimento del 1977 bolognese ed ero arrivato alla conclusione che la mia presa di coscienza politica volevo continuarla, ma in un altro modo, con la musica. Andrea Giglio, sassofonista nei Funkwagen, studiava a Venezia ed era arrivato alle stesse conclusioni, cos\u00ec insieme decidemmo di formare un gruppo, coinvolgendo il chitarrista Ezio Masotto e il batterista Roberto Romardi, che avevano un\u2019impostazione rock, mentre Andrea e io volevamo fare dell\u2019improvvisazione. Il risultato furono dei magma assoluti che erano lontanissimi dalle cose che si ascoltavano allora. Il debutto fu spiazzante per il pubblico, era un festival al dopolavoro Montecatini di Sinigo dove gli altri gruppi suonavano rock classico e west coast, qualcuno ci ha odiati, qualcun altro ci ha amati\u201d.<br>Con l\u2019arrivo di altri musicisti, dapprima Mariano Keller e poi Sandro Giudici alla batteria, mentre alla chitarra si aggiunse Gregor Marini, alla tromba Giancarlo il fratello di Andrea e alle percussioni Ugo Mustaffi, il gruppo fin\u00ec per divenire Funkwagen e nel 1983 (proprio poco dopo il cambio di nome) sulla terza compilation di Rockgarage, insieme ai Diaframma di Federico Fiumani, trov\u00f2 posto anche il loro brano Ebd\u00f2mero, il cui titolo era preso in prestito da un romanzo di Giorgio De Chirico.<br>\u201cIn origine \u2013 ci dice Carbone \u2013 dovendo registrare per un disco, avevamo preparato il brano in un certo modo, con melodia, struttura, ritornelli, ma quando ci siamo trovati in sala prove per registrarlo non riuscivamo a concretizzare. Dopo due giorni, allo stremo, ho detto agli altri: basta, cambiamo, improvvisiamo, questi sono gli accordi, questa la linea di basso e via. Al secondo tentativo il brano era pronto per il disco\u201d.<br>Il nome del gruppo, che in italiano significa carro-radio, derivava dal fatto che i ragazzi s\u2019immaginavano di essere un veicolo che s\u2019introduceva nelle lande desolate della sperimentazione e che come una radio ne trasmetteva il risultato. Il tutto riducendo la parte improvvisata e prendendo possesso di altri linguaggi: \u201cQuando Mariano \u00e8 uscito dal gruppo \u2013 prosegue il bassista \u2013 abbiamo avuto la grande fortuna di trovare Sandro Giudici, la macchina ritmica di cui avevamo bisogno. Lui ci ha presi a due mani sollevandoci. Non \u00e8 stata una storia lunga, eravamo troppo conflittuali, si discuteva molto, si litigava senza mezzi termini, offendendosi anche. Ma in sala prove e quando salivamo sul palco tutta questa conflittualit\u00e0 si sprigionava in energia. Poi, gi\u00f9 dal palco di nuovo a litigare\u201d.<br>Grazie all\u2019appoggio di Marco Pandin di Rockgarage, incontrato grazie ai contatti veneziani e mestrini di Andrea Giglio, i Funkwagen registrarono per l\u2019etichetta legata alla fanzine un intero LP intitolato il caso Funkwagen, tenuti a battesimo nientemeno che da Ares Tavolazzi degli Area, ed ebbero occasione di esibirsi in giro per il Norditalia insieme al Politrio (in cui militava il futuro CSI Giogio Canali), un altro gruppo legato a quel circuito. Il disco ricevette recensioni positive su riviste come Fare Musica e i Funkwagen a Torino parteciparono anche al grande festival Il suono della metropoli, su un palco all\u2019ingresso di Mirafiori: \u201cC\u2019era molta attesa \u2013 ricorda ancora Carbone \u2013 e quando salimmo sul palco il brusio si blocc\u00f2 di colpo, tutti si zittirono come se fossero in attesa che accadesse qualcosa. Mi vengono ancora i brividi a parlarne, come se la nostra fama ci avesse preceduti. Fu un\u2019esibizione perfetta. Anche se oggettivamente avevamo dei limiti tecnici: Gregor e Sandro erano gi\u00e0 dei musicisti fatti e completi, ma per il resto eravamo su altri livelli. Ed \u00e8 stato un po\u2019 il motivo per cui poi il discorso si \u00e8 presto esaurito, anche perch\u00e9 non abbiamo avuto il coraggio di andare oltre, di dedicarci solo a questo e studiare per colmare i limiti tecnici\u201d.<br>Carbone, che nel corso degli anni non ha mai smesso di fare musica, fa attualmente parte di progetto chiamato Miles Ahead (con Sandro Giudici e col chitarrista trentino Enrico Merlin) che prendendo le mosse dalla musica di Miles Davis si espande verso prog e hard rock: prima di doversi fermare a causa del Covid-19, si sono esibiti a Milano e al Festival Jazz di Pompei, destando notevole interesse.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In foto principale: I Funkwagen al Foro Borio di Bolzano nel 1983<br>Copyright: Enrico Kikki Larice<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovano spazio anche i meranesi Funkwagen in un doppio vinile recentemente pubblicato per ricordare la gloriosa etichetta underground chiamata Rockgarage, attiva in Italia negli anni \u201880. 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