{"id":1966,"date":"2021-03-11T01:00:00","date_gmt":"2021-03-11T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1966"},"modified":"2021-03-11T07:15:10","modified_gmt":"2021-03-11T07:15:10","slug":"giulia-pedrana-da-bolzano-a-brighton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/11\/giulia-pedrana-da-bolzano-a-brighton\/","title":{"rendered":"Giulia Pedrana, da Bolzano a Brighton"},"content":{"rendered":"\n<p>Giulia Pedrana, in arte Julia Traser, \u00e8 una giovane cantante che sta dedicando tutte le sue energie alla sua passione ed \u00e8 determinata a inseguire il suo sogno. Nata a Livigno, si \u00e8 trasferita a Bolzano, ospite del convitto Marcelline, per frequentare il liceo musicale G. Pascoli, seguendo in parallelo i corsi di musica dell\u2019Istituto Vivaldi. \u201cPurtroppo, dopo i primi due anni, l\u2019indirizzo musicale non \u00e8 partito a causa del numero esiguo di studenti e siamo stati uniti all\u2019indirizzo artistico. A quel punto ero incerta su cosa fare, se restare a Bolzano o trasferirmi a Trento, ma alla fine non ho avuto cuore di lasciare Bolzano. Una delle ragioni principali \u00e8 stato sicuramente il Festival Studentesco, che ho visto come una grande opportunit\u00e0 di crescita oltre che un\u2019esperienza unica ed emozionante. Un evento simile al Festival Studentesco, che permette a degli studenti delle scuole superiori di esibirsi in un palasport davanti a un pubblico enorme, non esiste da nessun\u2019altra parte. Proprio grazie al Festival ho capito che stare sul palco \u00e8 ci\u00f2 che mi piace e che voglio fare.\u201d Bolzano \u00e8 diventata quindi una seconda casa per Giulia e il luogo che l\u2019ha lanciata come artista. Infatti, quasi 5 anni fa, ha presentato il suo primo EP \u201cMy Own Way\u201d al centro giovanile Vintola18. Questo \u00e8 stato il suo esordio nella composizione in inglese, prima di trasferirsi a Brighton al termine della scuola. \u201cBolzano \u00e8 un\u2019ottima piattaforma di lancio perch\u00e9 \u00e8 una citt\u00e0 culturalmente molto attiva che offre tante possibilit\u00e0 ai giovani, oltre al Festival Studentesco penso per esempio all\u2019Art May Sound o a Upload, per\u00f2 \u00e8 come se fosse una bolla da cui difficilmente si riesce a uscire e a fare il salto per raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio. Dovevo quindi spostarmi per inseguire il mio sogno e invece che Milano o Roma ho preferito guardare pi\u00f9 in l\u00e0 e puntare al Regno Unito perch\u00e9 ho sempre amato gli artisti inglesi. Ho letteralmente digitato ci\u00f2 che mi interessava su Google e ho trovato la scuola di musica BIMM di Brighton. Purtroppo le mie competenze di inglese non erano ancora sufficienti e per pochi punti non ho ottenuto la certificazione che mi serviva ad entrare, ma sono partita comunque e ho passato il primo anno&nbsp; a lavorare e a studiare inglese. Essendo immersa nella lingua l\u2019ho imparata in fretta, sono riuscita a entrare al corso di songwriting che mi interessava e ora faccio quasi pi\u00f9 fatica a parlare italiano che inglese\u201d. Tuttavia, spiega, l\u2019inizio non \u00e8 stato in discesa sia per le difficolt\u00e0 linguistiche che per la concorrenza spietata: \u201cmi sono improvvisamente trovata proiettata in una realt\u00e0 completamente diversa: Brighton non \u00e8 una grande citt\u00e0, ma ospita lo stesso numero di artisti che si possono trovare a Londra\u201d. Ora Giulia ha finito l\u2019universit\u00e0 e, nonostante la concorrenza, adora Brighton, che le offre ottimi stimoli e opportunit\u00e0, fra cui quella di potersi esibire liberamente anche per strada che l\u2019ha spinta a compiere un viaggio per tutt\u2019Europa nell\u2019estate del 2019. \u201cHo sempre amato l\u2019arte di strada e qui \u00e8 una pratica molto diffusa perch\u00e9 \u00e8 possibile esibirsi senza licenza. Quindi ho cominciato a farlo anche io e poi ho pensato di portare la mia musica nelle strade di altre citt\u00e0. Dall\u2019Inghilterra sono andata in Francia, poi in Portogallo, in Spagna, in Germania, in Belgio e infine ho concluso il tour a Bolzano prima di tornare a Livigno dalla mia famiglia, tutto in compagnia del mio ukulele. \u00c8 stata un\u2019esperienza indimenticabile e per fortuna sono riuscita a farla l\u2019estate scorsa!\u201d.&nbsp;<br>Quest\u2019anno, invece, poich\u00e9 le possibilit\u00e0 di viaggiare e di esibirsi dal vivo sono limitate, Giulia ha deciso di impegnarsi in una sfida con se stessa e pubblicare una canzone alla settimana sulla piattaforma SoundCloud, progetto che ha intitolato \u201cOne Song at a Time\u201d. Alcune delle sue canzoni si possono ascoltare anche su Spotify e YouTube, mentre su Instagram condivide vari aspetti della sua vita e del suo percorso e recentemente ha iniziato a pubblicare contenuti anche su Tik Tok. Inoltre insegna musica a distanza via Zoom e lavora in una pasticceria, portando avanti la tradizione di famiglia.&nbsp;<br>Quando le restrizioni per la pandemia saranno finite, sogna di intraprendere un viaggio in Australia per ripetere l\u2019esperienza fatta l\u2019anno scorso, ma spera anche di tornare a Bolzano e organizzare qui un nuovo concerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Greta Sofia Lampis<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulia Pedrana, in arte Julia Traser, \u00e8 una giovane cantante che sta dedicando tutte le sue energie alla sua passione ed \u00e8 determinata a inseguire il suo sogno. Nata a Livigno, si \u00e8 trasferita a Bolzano, ospite del convitto Marcelline, per frequentare il liceo musicale G. 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