{"id":1996,"date":"2021-03-11T01:30:00","date_gmt":"2021-03-11T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=1996"},"modified":"2021-03-11T07:10:54","modified_gmt":"2021-03-11T07:10:54","slug":"fact-checking-e-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/11\/fact-checking-e-coronavirus\/","title":{"rendered":"Fact-checking e coronavirus"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Durante la pandemia, il proliferare di fake news in rete ha messo a dura prova la tenuta sociale. Di questo problema e della \u201cbulimia informativa\u201d abbiamo parlato con il responsabile dell\u2019autorit\u00e0 provinciale di garanzia sulla qualit\u00e0 dell\u2019informazione Roland Turk e con con lo psicologo esperto di dipendenze da internet Cesare Guerreschi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\/\/ Di Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente la pubblicazione e la successiva circolazione nei social di un video a opera di medici e farmacisti altoatesini che mettono in discussione l\u2019utilit\u00e0 dei vaccini contro il coronavirus ha suscitato un grande dibattito. \u00e8 tornato dunque in primo piano il tema della qualit\u00e0 dell\u2019informazione e del disorientamento causato dalla sovrabbondanza di notizie \u201cnon certificate\u201d che circolano in rete, soprattutto nei social network e nella messaggistica privata. Si tratta di un tema complesso, anche perch\u00e9 tocca principi intangibili nel nostro ordinamento democratico come la libert\u00e0 di informarsi e di esprimere opinioni. La qualit\u00e0 dell\u2019informazione come garanzia per i cittadini e la capacit\u00e0 degli stessi restano comunque tutt\u2019oggi dei veri e propri fari a cui aggrapparsi, come risulta chiaro nelle due interviste che vi proponiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>INTERVISTA CON ROLAND TURK<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1999\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Roland_Turk.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Roland Turk<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Fake News in Alto Adige. Quali le osservazioni del Comitato provinciale delle Comunicazioni?<\/strong><br>Quella che stiamo vivendo \u00e8 una situazione eccezionale, un tempo di crisi che purtroppo presenta straordinarie conseguenze anche per la divulgazione di fake news. Fin dall\u2019inizio c\u2019\u00e8 stata una grande incertezza da parte degli scienziati nell\u2019inquadrare il fenomeno e questo ha determinato un terreno fertile per la nascita delle \u201cteorie\u201d pi\u00f9 strane. Mi domando quali motivi ci siano alla base. Di solito si dice che le fake news nascono per motivi economici e in questo hanno il loro peso anche i comportamenti dei media online, che vogliono avere tanti \u201cclic\u201d. Ma ci possono anche essere motivi politici, come abbiamo visto anche nell\u2019esempio delle elezioni negli Stati Uniti. Nel caso della pandemia le fake news a mio avviso sono state veicolate anche dalla grande preoccupazione manifestata dalle persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Insomma, l\u2019ansia e la paura hanno sostenuto in questa fase la forte diffusione di ideologie e credenze gi\u00e0 precedentemente esistenti, attraverso la forte penetrazione dei social network, che oggi si affermano sempre di pi\u00f9 come i veri mass media.&nbsp;<\/strong><br>S\u00ec, poi le fake news si muovono con i loro consueti meccanismi. Di solito hanno contenuti eclatanti, che saltano subito all\u2019occhio. Oppure si basano su facili semplificazioni plausibili e smascherarle \u00e8 anche molto difficile, perch\u00e9 spesso non sono false al 100%. Spesso succede che di queste notizie siano false solo le conclusioni e non le premesse. In realt\u00e0 i problemi principali relativi alle fake news \u00e8 che non si riescono a bloccare e la loro caratteristica di diffondersi pi\u00f9 rapidamente delle notizie vere, garantendo di informare in merito a \u201cquello che altri non dicono\u201d. &nbsp;<br>\u00c8 un po\u2019 il meccanismo che si attiva quando ci si trova a un tavolo tra amici. Ognuno racconta le proprie storie, anche fantasiose, ma&nbsp; \u00e8 raro che qualcuno chieda \u201csenti, ma chi te l\u2019ha raccontata questa cosa?\u201d. Proprio qui sta la prima questione fondamentale&nbsp; per smascherare le fake news. Occorre chiedersi: qual \u00e8 la fonte? La notizia si trova anche su altri media? \u00e8 oggettivamente credibile? Insomma: bisogna ragionare un attimo prima di prendere una notizia per buona e magari divulgarla a propria volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi si ha spesso la sensazione che quella tra i media tradizionali e Google e i social network per il monopolio dell\u2019informazione sia ormai una battaglia persa. \u00c8 cos\u00ec?&nbsp;<\/strong><br>Questo rapporto andrebbe regolato. Ma purtroppo nei vari stati le autorit\u00e0 di garanzia per le comunicazioni da tempo si ritrovano a essere privi degli strumenti necessari per intervenire su questo piano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non abbiamo gli anticorpi per poter reagire e garantire la correttezza e la qualit\u00e0 dell\u2019informazione in rete?<\/strong><br>Bisognerebbe responsabilizzare i social network in merito ai contenuti che vi vengono veicolati. Finora non era stato possibile farlo, ma forse recentemente qualche piccolo passo in questa direzione \u00e8 stato compiuto. Certo non facilita il fatto che le legislazioni vigenti in merito sono nazionali, mentre i social sono realt\u00e0 internazionali. Noi come Corecom a livello locale possimo fare molto poco. Qualche intervento lo possiamo mettere in atto solo sui siti locali d\u2019informazione, soprattutto se viene pubblicata qualche bufala o se tra i commenti online trova spazio qualcosa di intollerabile dal punto di vista legale. Sui social, invece, come autorit\u00e0 garante non possiamo fare nulla, purtroppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2000\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Un altro argine alle fake news potrebbe essere rappresentato in futuro da vere e proprie scelte editoriali da parte delle testate giornalistiche in merito al cosiddetto fact-cheching, riservando risorse giornalistiche proprio alla confutazione pi\u00f9 o meno in tempo reale delle fake news.&nbsp;<\/strong><br>Purtroppo questo \u00e8 molto difficile da realizzare in un momento in cui il mondo del giornalismo \u00e8 in grande crisi e non ha le risorse umane, oltre che finanziarie, che sarebbero necessarie in questo senso. Spesso i giornalisti non hanno il tempo per fare le loro ricerche per verificare a fondo le notizie che si apprestano a pubblicare e questo vale anche per il lavoro che prelude al fact-checking. Lo stesso problema naturalmente rende molto difficile anche la moderazione dei commenti ai post nei social che vengono pubblicati dai singoli media.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Certo, ma per i media tradizionali questo vuol dire privarsi di un\u2019indispensabile autodifesa, in una vera e propria lotta per la sopravvivenza.&nbsp;<\/strong><br>Purtroppo si ha spesso la sensazione che il giornalismo di qualit\u00e0 non sia pi\u00f9 finanziabile. Gli introiti pubblicitari calano e non sappiamo fino a che punto lo stato andr\u00e0 avanti con i suoi sostegni all\u2019editoria. Dobbiamo avere fiducia nel nuovo giornalismo online e nel suo coraggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E forse dobbiamo sviluppare tutti, anche e soprattutto i lettori e utenti, una responsabilit\u00e0 nei confronti delle fake news, per poter continuare a disporre anche nel futuro di un\u2019informazione di qualit\u00e0. Nell\u2019interesse di tutti.<\/strong><br>\u00c8 proprio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Arginiamo lo stress, usiamo meglio la rete e difendiamoci dalla bulimia informativa<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1998\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus_Cesare_Guerreschi.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Cesare Guerreschi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dott. Guerreschi, il fenomeno delle dipendenze da internet non \u00e8 nato con il Covid-19, ma \u00e8 indubbio che con la pandemia certi meccanismi psicologici e sociali abbiano ricevuto una forte accelerazione. Quali sono i principali pericoli a cui siamo andati e andiamo tuttora incontro?<\/strong><br>Esistono ancora pochi studi riguardo gli effetti psicologici da Coronavirus, ma quelli esistenti confermano le ipotesi avanzate dagli studiosi: la pandemia ha aumentato i livelli di stress, ansia, sintomi depressivi, insonnia, rabbia e paura. Le paure non sono rivolte solo al contagio, ma anche al timore di perdere la propria posizione lavorativa. Sembra che gli effetti psicologici della pandemia siano simili a quelli di un disturbo da stress post traumatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La prolungata limitazione delle proprie libert\u00e0, inoltre, ha generato la cosiddetta pandemic fatigue, intesa come un insieme di demotivazione e fatica nel seguire i comportamenti protettivi per fronteggiare l\u2019emergenza sanitaria, unita a demotivazione, sfiducia e percezione non realistica del pericolo.<\/strong><br>L\u2019ultimo anno ha generato una grande domanda di informazione in merito alla malattia da coronavirus, la sua gestione e le sue possibili cure. La cittadinanza come si \u00e8 orientata? Quale effetto ha prodotto in merito la sovrabbondanza di notizie e la diffusione di fake news?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da tempo si parla di \u201cmedicina google\u201d, ma in realt\u00e0 la recente diffusione incontrollata di informazioni \u201cnon certificate\u201d ha provocato in molte persone un vero e proprio rifiuto della medicina tradizionale. \u00e8 un processo in qualche modo reversibile?<\/strong><br>Internet \u00e8 il mezzo pi\u00f9 potente che abbiamo a disposizione. La semplicit\u00e0 di utilizzo e la quantit\u00e0 di informazioni che pu\u00f2 fornirci in pochissimo tempo ci fanno erroneamente credere di trovare risposta a una qualsiasi nostra domanda. Ed \u00e8 anche vero, ma la differenza sta qui: se mi rivolgo al mio medico, sono certo di rivolgermi a un professionista che ha fatto un determinato percorso di studi ed \u00e8 specializzato per potermi aiutare. Cercando in internet non sempre ho la certezza che la fonte sia affidabile.&nbsp;<br>Le fake news sono costruite ad hoc per attirare l\u2019attenzione, per essere attraenti: si pongono come certezze in una situazione incerta. Non sono totalmente false, quindi possono risultare credibili e fanno leva su una serie di meccanismi cognitivi in cui \u00e8 facile cadere.<br>Il meccanismo diventa reversibile attraverso un\u2019educazione all\u2019utilizzo della rete; questo tipo di educazione deve essere preventiva e promossa gi\u00e0 dalla giovane et\u00e0, non appena si fornisce ai ragazzi la possibilit\u00e0 di navigare in internet. Il fact-checking \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che deve essere insegnata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2001\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC_QuiBZ_Fact-checking_e_coronavirus3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Quali consigli possiamo dare ai lettori che sentono il bisogno di \u201cdifendersi\u201d da un\u2019informazione che oggi come oggi parla 24 ore su 24 di coronavirus?&nbsp;<\/strong><br>Questo fenomeno viene anche detto Information overload, ed \u00e8 una sorta di bulimia informativa: da una parte assistiamo alla perenne diffusione, da parte di giornali e notiziari, di informazioni e notizie riguardanti la pandemia da Coronavirus, dall\u2019altra noi fruitori ne siamo alla costante ricerca, per incrementare il nostro senso di controllo su ci\u00f2 che sta accadendo. L\u2019effetto in realt\u00e0 \u00e8 opposto e incrementa le sensazioni di ansia.<br>L\u2019indicazione pi\u00f9 semplice, ma sicuramente anche la pi\u00f9 utile, \u00e8 quella di limitare il tempo in cui ci si dedica all\u2019ascolto dei notiziari, alla lettura dei giornali, per dedicarsi ad altre attivit\u00e0, come la lettura di un libro o dell\u2019esercizio fisico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la pandemia, il proliferare di fake news in rete ha messo a dura prova la tenuta sociale. 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