{"id":2147,"date":"2021-03-25T01:03:00","date_gmt":"2021-03-25T01:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2147"},"modified":"2021-03-24T17:02:58","modified_gmt":"2021-03-24T17:02:58","slug":"leurotel-un-prototipo-per-la-rivoluzione-del-turismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/25\/leurotel-un-prototipo-per-la-rivoluzione-del-turismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Eurotel, un prototipo per la rivoluzione del turismo"},"content":{"rendered":"\n<p>Quanti passano oggi fra via Garibaldi e viale delle Terme e osservano quell\u2019inconsueto edificio scuotono la testa, borbottano qualcosa, e lo definiscono \u201cl\u2019 ecomostro di Merano\u201d o peggio \u201cil luogo per eccellenza di degrado e di abbandono\u201d.<br>Eppure una volta non era cos\u00ec.<br>Fra il 1958 ed il 1959 si rivoluzion\u00f2, infatti e per sempre, il modo di concepire il turismo in citt\u00e0 ed in tutta Europa.<br>Merano venne scelta per il lancio di una nuova esperienza turistica, architettonica e di investimento: l\u2019Eurotel di Merano, fu il prototipo di una catena di alberghi che si svilupperanno, con le stesse modalit\u00e0 in tutto il continente europeo (arrivando a ben 41 di queste strutture). Il luogo scelto era decisamente propizio: prospiciente al fiume Passirio, al Kurhaus ed al viale delle Terme.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2149\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Rubrica_LePietrediMerano_Eurotel_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>La \u201cfirma\u201d \u00e8 di Armando Ronca, il progettista che rivoluzion\u00f2 l\u2019 architettura moderna in Alto Adige fra gli anni Trenta e Sessanta; \u00e8 lui che decide di incurvare in maniera clamorosa il grande blocco edilizio. L\u2019espediente \u00e8 semplice e allo stesso tempo rivoluzionario: permettere che ogni singola stanza dell\u2019albergo possa godere sempre dei raggi della luce solare. I moduli abitativi, inoltre, sono ripresi dalla \u201cUnit\u00e9 d\u2019habitation\u201d di Le Corbusier.<br>L\u2019edificio ultramoderno, contrassegnato di ogni comfort dell\u2019epoca, era lungo 74 metri, con 148 camere, ben 228 posti. Era completamente autonomo: ogni stanza poteva avere oltre ai posti letto una propria cucina, un piccolo salotto, un passavivande collegato al sottostante ristorante ed un moderno sistema di telefonia.<br>Al piano sottostante si trovano negozi e sarebbe stato previsto anche un cinema, che per\u00f2 non venne mai realizzato. Gli spazi sono tutti moderni, funzionali e ispirati ai canoni dell\u2019architettura razionalista.<br>La formula dell\u2019 Eurotel era molto semplice: chi acquistava una unit\u00e0 immobiliare a Merano la poteva scambiare con una analoga e con le stesse caratteristiche in qualsiasi altra parte del Continente europeo. Cos\u00ec facendo si potevano fare le vacanze, in posti diversi e con un buon investimento finanziario. Le cronache dell\u2019epoca narrano che in Germania pi\u00f9 della met\u00e0 delle unit\u00e0 immobiliari erano gi\u00e0 state vendute ancora in fase di costruzione dell\u2019edificio.<br>\u201cL\u2019Eurotel \u00e8 un modo spontaneo per unire i popoli. Quando persone di culture differenti si conoscono nell\u2019ambito familiare, i pregiudizi spariscono. Lasciate che tutti possano godere in armonia le bellezze della natura: il mondo sar\u00e0 migliore\u201d, spiegava un depliant dell\u2019epoca.<br>L\u2019Eurotel di Merano \u00e8 un pezzo della storia della citt\u00e0 e del turismo moderno europeo, e sarebbe da preservare e valorizzare, e sicuramente non da abbandonare al proprio attuale destino.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Da Villa Cembran a San Siro<\/h4>\n\n\n\n<p>Il gruppo Eurotel fu fondato nel 1956 da Gennaro Vanzo (1914 \u2013 1998) a Bolzano, con l\u2019intento di combinare il principio dell\u2019albergo con quello del condominio. Il primo Eurotel \u00e8 stato aperto a Merano nel 1959 ed \u00e8 stato sviluppato in stretta collaborazione con l\u2019architetto Armando Ronca, che era anche responsabile della standardizzazione delle unit\u00e0 abitative. Dopo questo prototipo, altri 35 Eurotel sono stati costruiti entro la met\u00e0 degli anni \u201880 in tutta Europa (e in Repubblica Dominicana) con un totale di circa 5.700 camere. Oggi, circa due terzi degli Eurotel originali continuano come alberghi tradizionali, mentre un terzo sono stati convertiti in condomini. All\u2019architeto Armando Ronca si devono altre grandi opere: oltre all\u2019Eurotel a Merano progett\u00f2 Villa Cembran (1935), a Bolzano il Palazzo del Turismo che dal 1947 divene Cinema Corso, poi demolito nel 1988. Progett\u00f2 anche l\u2019Istituto Rainerum, il complesso residenziale Ina-Casa (1964), la Chiesa Pio X di via Resia (1970) e inoltre l\u2019estensione dello stadio di San Siro a Milano (1955).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanti passano oggi fra via Garibaldi e viale delle Terme e osservano quell\u2019inconsueto edificio scuotono la testa, borbottano qualcosa, e lo definiscono \u201cl\u2019 ecomostro di Merano\u201d o peggio \u201cil luogo per eccellenza di degrado e di abbandono\u201d.Eppure una volta non era cos\u00ec.Fra il 1958 ed il 1959 si rivoluzion\u00f2, infatti e per sempre, il modo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[27],"class_list":["post-2147","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-le-pietre-di-merano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2272,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2147\/revisions\/2272"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}