{"id":215,"date":"2021-01-29T09:40:00","date_gmt":"2021-01-29T09:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=215"},"modified":"2021-02-01T11:11:06","modified_gmt":"2021-02-01T11:11:06","slug":"il-patto-per-un-futuro-locale-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/29\/il-patto-per-un-futuro-locale-sostenibile\/","title":{"rendered":"Il patto per un futuro locale sostenibile"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il Patto per il futuro dell\u2019Alto Adige \u00e8 un\u2019iniziativa di cittadini che propone un processo partecipato per scrivere insieme alla politica le regole che avranno un impatto sullo sviluppo del nostro territorio. Ne abbiamo parlato con Emilio Vettori, consulente di sostenibilit\u00e0 del gruppo promotore di \u201cPatto per il Futuro\u201d dell\u2019Alto Adige.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per meglio inquadrare la questione \u00e8 opportuno fare un passo indietro: nel 2011 la Provincia di Bolzano ha stilato il Piano clima energia 2050, una strategia che declina a livello locale gli accordi sul clima stipulati a livello nazionale e globale. Il sito della Provincia si era espresso cos\u00ec: \u201cGli obiettivi definiti nel 2010 erano chiari: migliorare l\u2019efficienza energetica, ridurre i consumi pro capite e le emissioni di CO2, sostituire le fonti di energia fossile con quelle rinnovabili. Il Piano indica la strada che l\u2019Alto Adige vuole seguire per diventare un KlimaLand a livello internazionale e adottare un approccio sostenibile alla questione energetica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Qui_futuro_locale_sostenibile2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-217\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Qui_futuro_locale_sostenibile2.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Qui_futuro_locale_sostenibile2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Qui_futuro_locale_sostenibile2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Emilio Vettori<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Da qualche mese in internet si sta facendo conoscere il gruppo \u201cZukunftspakt &#8211; Patto per il futuro dell\u2019Alto Adige\u201d un\u2019iniziativa di cittadini nata nel 2020, durante i primi mesi della pandemia, con in mente una visione: che la politica affronti in modo condiviso con esperti e cittadini le tematiche dello sviluppo del nostro territorio, per raggiungere gli obiettivi prefissati con un occhio di riguardo alla sostenibilit\u00e0, alla tutela dell\u2019ambiente in cui viviamo e alla qualit\u00e0 della vita delle persone.<br>Ma l\u2019iniziativa Patto per il futuro come si relaziona in merito al Piano clima energia? Per il gruppo promotore, composto da tredici altoatesini di tutti i gruppi linguistici, ha risposto il consulente di sostenibilit\u00e0 Emilio Vettori.<br>\u201cNoi pensiamo che l\u2019aggiornamento, la realizzazione e il monitoraggio di questo strumento, e pi\u00f9 in generale di un piano per lo sviluppo sostenibile, non possa essere fatto solo dalla politica, ma che la politica possa e debba essere aiutata da un organo istituzionalizzato, composto da cittadini ed esperti, che accompagni questo processo. Il fatto \u00e8 che gli obiettivi formulati nel 2011 erano molto ambiziosi, ma a intervalli di tempo regolari, questi obiettivi vanno attualizzati e aggiornati in base alle mutate condizioni e alle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche. Se dieci anni fa ho definito un percorso che si basa su determinate soluzioni e dieci anni dopo si aprono nuove possibilit\u00e0, allora \u00e8 necessario rivedere la strategia e gli obiettivi\u201d.<br>L\u2019obiettivo del Zukunftspakt \u00e8 quello di essere un interlocutore della politica?<br>\u201cAssolutamente s\u00ec. Secondo noi \u00e8 possibile per l\u2019Alto Adige raggiungere la neutralit\u00e0 climatica entro il 2035. Sosteniamo l\u2019idea che sia importante un approccio partecipato nello scrivere le regole che riguarderanno lo sviluppo del nostro territorio per i prossimi 10-15 anni e per questo abbiamo fatto un appello chiaro alla politica. Chiediamo che il prossimo piano di sviluppo sia condiviso e fatto su basi scientifiche, che tenga conto di indicatori concreti, non solo di valutazioni contingenti. In questi mesi abbiamo sviluppato un modello organizzativo che pu\u00f2 consentire di realizzare questo percorso partecipativo e siamo pronti a presentarlo alla politica.\u201d<br>Sul sito zukunftspakt-pattofuturo.org \u00e8 possibile sottoscrivere il manifesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore:<\/em><\/strong> <strong><em>Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Patto per il futuro dell\u2019Alto Adige \u00e8 un\u2019iniziativa di cittadini che propone un processo partecipato per scrivere insieme alla politica le regole che avranno un impatto sullo sviluppo del nostro territorio. Ne abbiamo parlato con Emilio Vettori, consulente di sostenibilit\u00e0 del gruppo promotore di \u201cPatto per il Futuro\u201d dell\u2019Alto Adige. 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