{"id":2211,"date":"2021-03-25T01:15:00","date_gmt":"2021-03-25T01:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2211"},"modified":"2021-03-24T15:53:57","modified_gmt":"2021-03-24T15:53:57","slug":"il-mio-incubo-fra-le-quattro-mura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/25\/il-mio-incubo-fra-le-quattro-mura\/","title":{"rendered":"&#8220;Il mio incubo fra le quattro mura&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Marzo \u00e8 il mese dedicato alle donne, e fioccano ovunque le iniziative per celebrare l\u2019evento. Ma la violenza sulle donne non ha una scadenza, agisce costantemente nella quotidianit\u00e0 di molte, prende forme sempre nuove e sottili e sconvolge la vita delle vittime. Potrebbe toccare a noi, ad una nostra vicina di casa, ad un\u2019amica: la violenza non deve essere mai tollerata in nessuna forma. L\u2019amara testimonianza di una signora meranese &#8211; della quale tuteliamo l\u2019identit\u00e0 per non esporla ad ulteriori rischi e vittima dell\u2019ex marito che non si \u00e8 mai rassegnato alla separazione &#8211; lo dimostra purtoppo a chiare lettere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se guarda al suo recente passato che cosa prova?<\/strong><br>Paura, rabbia, frustrazione, rassegnazione, avvilimento, umiliazione. All\u2019inizio non te ne accorgi nemmeno, non hai la capacit\u00e0 di capire che cosa stia accadendo attorno a te e dentro di te. Le prime riflessioni che ho fatto su me stessa \u00e8 che io sono la causa del mio stesso male. Io sono il problema, io sono quella sbagliata e che lui ha ragione ad essere arrabbiato e insoddisfatto.<br><br><strong>Quando \u00e8 cominciato questo suo incubo?<\/strong><br>Tutto \u00e8 iniziato moltissimi anni fa con l\u2019inizio del mio matrimonio, quando il mio neomarito mi insultava per farmi sentire inadeguata come donna. Le sue parole rimbombano ancora oggi nella mia testa: \u201cDove pensi di andare, chi ti credi di essere, ma chi ti vuole, non sai fare niente!\u201d. Questo meccanismo costante, ripetitivo, ciclico diventa diabolico e si trasforma in un boomerang: arrivi a pensare che sei una persona sbagliata, brutta, terribile, anche se il mondo esterno ti manda segnali diversi. Ho tante amiche che mi vogliono bene, al lavoro non ho mai avuto problemi, ho una socialit\u00e0 che restituisce di me un\u2019immagine diversa da quello che lui racconta di me. E allora perch\u00e9 tutto questo? Ancora oggi cucinare determinate pietanze mi mette ansia perch\u00e9 collego quell\u2019episodio a momenti terribili, in cui lui mi diceva che non ero nemmeno in grado di cucinare.<br><br><strong>Quando comincia a comprendere che tutto quello che stava vivendo non \u00e8 normale?<\/strong><br>Non subito, sono passati tanti anni di umiliazioni. Poi ogni volta che cercavo di staccarmi da lui, riprendevano le sviolinate amorose e io ho sempre rimandato la mia decisione di lasciarlo definitivamente.<br>Successivamente ho cominciato un percorso psicologico e di terapia e sono diventata consapevole del fatto che quella che stavo subendo era una vera e propria violenza psicologica e che il mio matrimonio, il mio legame, era divenuto tossico. Mi sono fatta coraggio e l\u2019ho lasciato, con tutte le conseguenze di quell\u2019azione.<br><br><strong>Cio\u00e8, che cosa intende?<\/strong><br>Lui non ha mai voluto accettare la separazione e ha cominciato a perseguitarmi: messaggi, telefonate in cui mi minacciava di morte, appostamenti sotto casa, al lavoro, mi spiava sui social o mi faceva spiare. Poi si pentiva e mi chiedeva scusa dicendo che non l\u2019avrebbe fatto mai pi\u00f9, che aveva capito di aver sbagliato.<br>Un giorno, invece, non ricevendo alcuna risposta da parte mia, mi ha scritto: ti roviner\u00f2 l\u2019esistenza, non sarai mai pi\u00f9 felice. Un incubo.<br><br><strong>Cosa \u00e8 successo dopo?<\/strong><br>Anni di convocazioni in tribunale, lettere di avvocati e denunce per stalking. In tribunale \u00e8 depositato un fascicolo di pi\u00f9 di 100 pagine fronte-retro di insulti e di messaggi minacciosi. Non riesco a leggere quelle parole senza provare ancora oggi paura e rabbia.<br><br><strong>Si \u00e8 sentita tutelata dalla legge e dalle istituzioni?<\/strong><br>Non del tutto. Quello che ho sub\u00ecto e quello che subiscono tante donne nella mia stessa situazione non si pu\u00f2 generalizzare; ci sono dinamiche, sfaccettature e risvolti cos\u00ec diversi che la legge non riesce ad intervenire sempre in modo efficace e puntuale su ogni singolo caso.<br>Quello che mi fa davvero tanto arrabbiare, per\u00f2, \u00e8 che per essere dichiarata vittima di violenza devi essere zitta, inerme, passiva, impaurita. Se al contrario ti ribelli, rispondi, ti opponi alle minacce e alle offese, allora la tua posizione agli occhi del giudice cambia, il tuo racconto \u00e8 meno credibile. E questo \u00e8 inaccettabile.<br><br><strong>Come vede il suo futuro?<\/strong><br>\u201cFinch\u00e8 morte non ci separi\u201d: lui non smetter\u00e0 di tormentarmi, non accetter\u00e0 mai la fine del nostro matrimonio. Ci devo convivere, \u00e8 come combattere contro un tumore che a volte torna\u2026<br><br><strong>Questa esperienza cosa le ha tolto di pi\u00f9?<\/strong><br>Il valore del tempo. La mia mente si \u00e8 persa tra quei messaggi e ha dimenticato il valore del tempo: il tempo per me, la libert\u00e0 di scegliere come trascorrere le mie giornate, invece di passare ore dietro la tendina di una finestra per vedere se mi stesse spiando. Il tempo per gli amici, per le risate, il tempo per sognare. Lui ha occupato il mio tempo per pi\u00f9 di vent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL PARERE DELL&#8217;ESPERTA<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sigrid Pisanu \u00e8 una delle responsabili del Centro Antiviolenza &#8211; Casa delle donne di Merano e una delle consigliere della rete nazionale D.i.Re (Donne in rete contro la violenza). Da anni mette a disposizione la sua esperienza a favore della tutela dei diritti delle donne e con la sua associazione promuove progetti tematici nelle scuole.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2213\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SDC2_QuiME_violenza_donne_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Sigrid Pisanu<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Quando parliamo di violenza all\u2019interno delle relazioni pensiamo automaticamente a forme di aggressione fisica o sessuale. Cosa sappiamo invece della violenza psicologica?<\/strong><br>Per violenza psicologica intendiamo tutte le forme agite da chi maltratta come l\u2019umiliazione, la svalutazione della persona, i gesti per mettere in discussione la vittima come donna e come madre, le parole usate come armi per responsabilizzare la donna sull\u2019agito dell\u2019uomo. Le parole sono pesanti: \u201cnon vali nulla, non sei capace, dove pensi di andare, vuoi fare la patente, cucini sempre male, non sai tenere i bambini, non sei una buona madre,fai schifo, ti vesti male, guardati come sei messa\u2026\u201d. Poi ci sono le azioni di tipo sociale come l\u2019isolamento della vittima per ridurre la socialit\u00e0 della donna con la famiglia e con gli amici, per poter esercitare meglio il controllo sulla vittima.<br><br><strong>Quando la violenza psicologica entra nel vocabolario comune e come si manifesta?<\/strong><br>Le prime battaglie sono state quelle contro la violenza sessuale prima e fisica dopo perch\u00e9 evidenti e riconoscibili. La violenza psicologica \u00e8 riconosciuta dagli esperti, ma socialmente meno percepita; in questo caso il legislatore \u00e8 stato pi\u00f9 veloce e lungimirante rispetto ai cambiamenti sociali ed ha introdotto reati e pene specifiche per questa nuova forma di violenza. La violenza psicologica \u00e8 pi\u00f9 difficile e complessa perch\u00e9 non \u00e8 dimostrabile: \u00e8 sempre la parola della donna ad esplicitarla e oggi sappiamo che una dichiarazione non basta. C\u2019\u00e8 un sottofondo di pregiudizio duro a morire. Se ci\u00f2 che racconta la donna \u00e8 dimostrato allora diventa reale, altrimenti il suo racconto si sminuisce. Le donne si rivolgono ai centri antiviolenza per raccontare le loro storie, ma fuori non vengono prese abbastanza sul serio. Si gioca con le aggravanti a carico delle donne (\u201cforse tu c\u2019hai messo del tuo, hai provocato, sei una rompiscatole, hai risposto alle provocazioni\u201d). Se non diamo valore a quello che raccontano le donne senza l\u2019etichetta della vittima incapace di reagire, sar\u00e0 difficile scardinare questo paradigma culturale.Qualsiasi forma di violenza va condannata.<br><strong><br>Come giudica oggi le nuove generazioni? Saranno in grado di affrontare con maggiore consapevolezza il tema della violenza di genere?<\/strong><br>In generale credo che oggi il tema della violenza di genere per le nuove generazioni non sia un tab\u00f9 rispetto a quella delle mamme. Le tecnologie e i social media nel bene e nel male sono riusciti a dare maggior risalto ai racconti delle donne. Ci sono poi molte donne blogger che usano i canali social per rivendicare il ruolo della donna nella famiglia e nella societ\u00e0.<br><br><strong>Quali sono i prossimi passi? Cosa c\u2019\u00e8 ancora da fare?<\/strong><br>Dobbiamo lavorare sulla parte maschile e sull\u2019educazione. Esistono luoghi dove recarsi per chiedere aiuto e farsi accompagnare in un percorso riabilitativo. Bisogna capire che certi agiti come sminuire, sopraffare e umiliare sono di fatto violenza. E che l\u2019isolamento e il controllo sono anch\u2019essi forme di violenza. Se impareremo, tutte e tutti, a riconoscere certe dinamiche, ci accorgeremo che c\u2019\u00e8 un\u2019enorme differenza tra il conflitto e la violenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autrice: Francesca Morrone<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marzo \u00e8 il mese dedicato alle donne, e fioccano ovunque le iniziative per celebrare l\u2019evento. Ma la violenza sulle donne non ha una scadenza, agisce costantemente nella quotidianit\u00e0 di molte, prende forme sempre nuove e sottili e sconvolge la vita delle vittime. 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