{"id":2231,"date":"2021-03-25T01:10:00","date_gmt":"2021-03-25T01:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2231"},"modified":"2021-03-24T16:13:53","modified_gmt":"2021-03-24T16:13:53","slug":"appiano-terra-di-castelli-e-vini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/03\/25\/appiano-terra-di-castelli-e-vini\/","title":{"rendered":"Appiano, terra di castelli e vini"},"content":{"rendered":"\n<p>Terra di castelli e vini, si definisce il comune di Appiano. E non a torto: i primi raggiungono l\u2019incredibile numero di 180, mentre i secondi interessano un\u2019area coltivata unica in Alto Adige. Alle due caratteristiche se ne pu\u00f2 aggiungere una terza: la memoria. Ogni passo equivale a un\u2019immersione storica che abbraccia un arco temporale di oltre 10000 anni. Il passato ha lasciato tracce indelebili in tutte e nove le \u201cfrazioni\u201d: da San Michele a Cornaiano, da San Paolo a Monticolo, da Frangarto a Riva di Sotto, da Missiano alle solitarie Gaido e Predonico.<br>A differenza delle localit\u00e0 \u201cretiche\u201d dell\u2019Alto Adige, la cui denominazione rimane avvolta nel mistero, Appiano appartiene al novero di comuni dal nome abbastanza comprensibile. Si tratta dei cosiddetti \u201cprediali\u201d romani, derivati dal nome proprio del dominus del luogo. \u00c8 dunque ipotizzabile che Appiano fosse il feudo di un veterano di nome Appius o Appianus. La prima citazione del nome risale tuttavia al 590, quando Paolo Diacono nella sua \u201cStoria dei Longobardi\u201d parla di Appianum come di un castello longobardo distrutto dai Franchi.<br>Siamo, dunque, in presenza di una zona agricola e naturale particolarmente seducente. E non da oggi, dato che dopo i Romani (non \u00e8 certo un caso se la battaglia finale tra Druso e i \u201cribelli\u201d retici ebbe luogo proprio negli acquitrini ai piedi di Castel Firmiano: ultimo baluardo a difesa di un luogo privilegiato e ambito), anche in epoca medievale Appiano rappresent\u00f2 il centro di potere di un territorio comprensivo del Burgraviato, della vicina Bolzano e della Bassa Atesina, porta verso il sud lombardo-veneto. I potenti conti governavano per conto del Vescovo di Trento e, in epoca successiva, anche dei conti del Tirolo.<br>Oggi, come detto, Appiano \u00e8 il nome di un insieme di localit\u00e0 disseminate dalle pendici della Mendola ai boschi di Monticolo e dalla piana di Bolzano, sulla cui strada si possono ammirare le grandiose colline moreniche dell\u2019ultima era glaciale, alle porte di Caldaro, comune che invece ha esercitato un lungo dominio religioso.Gli abitanti sono circa 15000 e la crescita degli ultimi decenni \u00e8 stata vertiginosa. Al pari di Laives, altro centro che ha sofferto il lungo blocco edilizio bolzanino, ha subito una massiccia immigrazione \u201cforzata\u201d. Il centro del comune \u00e8 San Michele, un borgo rinnovato ma nel contempo capace di conservare le peculiarit\u00e0 del paesino di un tempo. Certo molti sono gli edifici nuovi o ristrutturati, la stessa piazza principale ha subito un consistente restyling. Ma rimangono, tutt\u2019attorno, anche i vecchi edifici, il convento dei Cappuccini, le locande storiche, il municipio e, poco distante, la chiesa parrocchiale.<br>Torniamo, con la memoria, al punto di partenza: il passaggio a livello di Ponte Adige. Qui si pu\u00f2 imboccare la suggestiva ciclabile che \u201ccircumnaviga\u201d il Monte di Mezzo sul vecchio tracciato della indimenticata \u201cvacca\u201d di Caldaro, il trenino che faceva la spola tra Bolzano e il centro pi\u00f9 remoto dell\u2019Oltradige. Dopo Frangarto e Riva di Sotto, che ci collegano alla via dei castelli \u2013 dove spiccano i gioielli di Hocheppan, Boymont e Korb \u2013 incontriamo il bivio per due paesi da sempre orgogliosamente \u201cindipendenti\u201d: San Paolo, il cui campanile svetta imponente sulla vallata, e Cornaiano, il paese vinicolo dalle incantevoli vie e cantine di stampo medievale. Raggiunto San Michele, che si apre verso gli estesi boschi di Monticolo con i due stupendi laghi e le solitarie alture un tempo abitate da misteriosi personaggi (chiamati uomini selvaggi), percorriamo la strada che da Monte conduce alle due localit\u00e0 pi\u00f9 lontane e incantate del comune: Gaido e Predonico, entrambe meravigliosamente incastonate nel paesaggio montano ai piedi del candido Macaion. Guardando lontano oltre le case del fondovalle nulla si percepisce del rumore del traffico e, per fortuna, ancor meno dell\u2019aggressione dell\u2019edilizia alla natura anche qui sempre in agguato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Copyright della foto principale: David Kruk<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Terra di castelli e vini, si definisce il comune di Appiano. E non a torto: i primi raggiungono l\u2019incredibile numero di 180, mentre i secondi interessano un\u2019area coltivata unica in Alto Adige. Alle due caratteristiche se ne pu\u00f2 aggiungere una terza: la memoria. 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