{"id":2360,"date":"2021-04-08T01:07:00","date_gmt":"2021-04-08T00:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2360"},"modified":"2021-04-07T14:38:41","modified_gmt":"2021-04-07T13:38:41","slug":"la-via-crucis-sul-monte-calvario-del-virgolo-a-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/04\/08\/la-via-crucis-sul-monte-calvario-del-virgolo-a-bolzano\/","title":{"rendered":"La Via Crucis sul Monte Calvario del Virgolo a Bolzano"},"content":{"rendered":"\n<p>In tutta l\u2019Europa cattolica, fra il XVII e il XVIII secolo, vennero istituite le Vie Crucis per rammentare la \u201cpassione di Cristo\u201d, aumentare la devozione popolare, nel contesto di una nuova sensibilit\u00e0 culturale, politica e religiosa. L\u2019istituzione di tali vie sacre o di \u201cvie dolorose\u201d si deve in particolar modo a Carlo Borromeo, vescovo di Milano (1538-1584), che raccomand\u00f2 che fossero collocate in un ambiente naturale, di rilevante interesse paesaggistico e caratterizzato da una gi\u00e0 consolidata tradizione di fede e di pellegrinaggi. A Bolzano un simile sito fu individuato nel promontorio porfirico del Virgolo, con la sua chiesa dedicata a San Vigilio e all\u2019eremo annesso, gi\u00e0 meta di pellegrinaggi sin dall\u2019epoca medievale.\u00a0<br>In Alto Adige un precedente storico lo troviamo a Dobbiaco, dove nel 1519 Christoph e Kaspar Herbst, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, realizzarono la prima \u201cvia crucis\u201d nel Tirolo del Sud. I \u201cSacri Monti\u201d, verranno chiamati soprattutto in Lombardia e in Piemonte, mentre qui da noi prenderanno il nome di monti del Santo Sepolcro o del Calvario. Si tratta di ben dodici siti in tutto l\u2019Alto Adige. Saranno soprattutto i due ordini religiosi mendicanti, quello dei Francescani e quello dei Cappuccini, a favorirne la costruzione e ad alimentarne le pratiche di devozione popolare.\u00a0<br>A Bolzano l\u2019istituzione della via Crucis del Virgolo si deve a un frate cappuccino proveniente dal convento di Rosenheim in Germania. Nel 1678, con pochi mezzi, inizi\u00f2 la costruzione delle sette cappelle poste sul declivio sinistro del Virgolo in direzione della chiesa di S.Vigilio. Ben presto, nella realizzazione dell\u2019opera verr\u00e0 coinvolta l\u2019intera\u00a0 citt\u00e0.\u00a0<br>Le cappelle, di gusto secentesco,\u00a0 furono realizzate con forme e dimensioni diverse a seconda dello spazio che si poteva ricavare dalle roccie sovrastanti. Alla realizzazione dei gruppi scultorei venne chiamato l\u2019artista Georg Mayr Senior di Fi\u00e8 allo Sciliar. Le raffigurazioni sono volutamente di forma altamente teatrale, ricche di pathos e in qualche modo assurgeranno quasi al grottesco. La prima cappella rappresenta il \u201cCommiato di Cristo da Maria\u201d, le altre \u201cCristo nell\u2019 orto degli ulivi\u201d, \u201cLa cattura di Cristo\u201d, Cristo deriso\u201d, \u201cLa flagellazione\u201d, \u201cIl martirio di Cristo\u201d \u201cLa salita al Calvario\u201d e infine il gruppo della crocifissione e la \u201cGrotta del Calvario\u201d.\u00a0<br>La stazione finale di tale via sacra\u00a0 fu costituita dalla costruzione della chiesa del Calvario, realizzata nel 1683 dagli architetti Andrea e Pietro De Lai. Si tratta di un pezzo importante della citt\u00e0 che per diversi secoli ha vissuto un\u2019intensa dimensione di fede, soprattutto durante tutto il periodo pasquale e non solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutta l\u2019Europa cattolica, fra il XVII e il XVIII secolo, vennero istituite le Vie Crucis per rammentare la \u201cpassione di Cristo\u201d, aumentare la devozione popolare, nel contesto di una nuova sensibilit\u00e0 culturale, politica e religiosa. 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