{"id":2535,"date":"2021-04-22T01:07:00","date_gmt":"2021-04-22T00:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2535"},"modified":"2021-04-21T14:53:11","modified_gmt":"2021-04-21T13:53:11","slug":"un-principe-frate-fra-le-mura-del-convento-dei-cappuccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/04\/22\/un-principe-frate-fra-le-mura-del-convento-dei-cappuccini\/","title":{"rendered":"Un principe-frate fra le mura del convento dei Cappuccini"},"content":{"rendered":"\n<p>Il nome di Giovanni Battista da Modena forse non ci dir\u00e0 un granch\u00e9. Se a tale nome aggiungiamo Alfonso III d\u2019Este allora il racconto della nostra storia, che andremo a narrare, ci\u00a0 parr\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 chiaro.\u00a0<br>Alfonso d\u2019 Este, principe di Ferrara, Modena e Reggio Emilia, appartenente ad una delle casate pi\u00f9 antiche d\u2019Europa (1039), abbandon\u00f2 i propri abiti nobiliari ed i pregi di corte, per indossare l\u2019umile veste del saio cappuccino. Prese il nome di padre Giovanni Battista da Modena dopo aver abdicato nel 1629 ed al suo superiore del convento di Bologna chiese di essere mandato in missione. Il superiore lo accontent\u00f2 e il frate venne inviato al convento dei Cappuccini di Merano. Il suo arrivo mise in subbuglio tutto il territorio tirolese ed i loro regnanti, i quali avevano favorito la costruzione dei conventi cappuccini in quasi tutte le localit\u00e0 del Nord e del Sud Tirolo. La costruzione di quello dei Cappuccini di Merano era recentissima, 1615, realizzata per volere del vescovo di Coira e della casata degli Asburgo.\u00a0<br>Gli stilemi dell\u2019architettura cappuccina, uguali in tutto il territorio del Tirolo, della Baviera e del Veneto, erano stati dettati dalle regole edilizie prescritte dal frate fabriciere Antonio da Pordenone. Presente anch\u2019esso nel nostro territorio, egli aveva coniugato lo stile e la semplicit\u00e0 francescana con la razionalit\u00e0 palladiana e l\u2019ispirazione della architettura alpina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2537\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Rubrica_LePietrediMerano_principe-frate_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Padre Giovanni Battista, arrivato a Merano nel luglio del 1629, infervor\u00f2 subito la piazza meranese con le sue possenti prediche. Divenne ben presto famoso, tanto che altre citt\u00e0 ed altri conventi richiesero la sua presenza. Venne chiamato ad Innsbruck, Ratisbona, Gorizia e Milano.\u00a0<br>A Merano vi rest\u00f2 poco meno di due anni fra il 1629 ed il 1631. Nelle sue note si lamentava del clima rigido e poi anche scriveva : \u201cSon pi\u00f9 Italiano che Todesco &#8230; e mi rammarico per le tante calamit\u00e0 che affliggono l\u2019Italia&#8230;\u201d.<br>La sua presenza a Merano, come quella di tanti frati, non venne dimenticata: l\u2019Ordine dei frati Cappuccini divenne fra i pi\u00f9 amati dalla popolazione altoatesina; nel convento dei Cappuccini della citt\u00e0 del Passirio gli venne eretta una piccola edicola, con la sua immagine tutt\u2019ora venerata e custodita gelosamente.<br>Il principe &#8211; frate torn\u00f2 verso le proprie terre natali e si spense in quel di Castelnuovo il 24 maggio del 1644, mantenendo per\u00f2 un caro ricordo dell\u2019esperienza meranese, dove finalmente aveva ritrovato, come disse, \u201cl\u2019animo quieto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell&#8217;immagine principale: il convento dei Cappuccini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome di Giovanni Battista da Modena forse non ci dir\u00e0 un granch\u00e9. 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