{"id":2557,"date":"2021-04-22T01:30:00","date_gmt":"2021-04-22T00:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2557"},"modified":"2021-04-26T15:53:47","modified_gmt":"2021-04-26T14:53:47","slug":"la-speranza-nei-volti-e-nelle-storie-in-terapia-intensiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/04\/22\/la-speranza-nei-volti-e-nelle-storie-in-terapia-intensiva\/","title":{"rendered":"La speranza, nei volti e nelle storie in terapia intensiva"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il fotografo e documentarista di Salorno Andrea Pizzini racconta i sei mesi trascorsi in rianimazione a Bolzano, passati a incontrare pazienti e sanitari, con lo scopo di raccontare le loro storie di sostegno e ritorno alla vita.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Raccontare la pandemia, con scrupolo giornalistico ma allo stesso tempo identificando e valorizzando i motivi di speranza che in questi 13 mesi sono germogliati numerosi, anche dalle storie pi\u00f9 tristi e dolorose.&nbsp;<br>Questo \u00e8 il compito \u2013 difficilissimo \u2013 che molti di noi giornalisti si sono posti durante l\u2019emergenza Coronavirus, un\u2019esperienza davvero inedita&nbsp; e fuori dagli schemi. Uno dei pochi a essere riusciti in questo intento, a nostro avviso, \u00e8 il documentarista e fotografo di Salorno <strong>Andrea Pizzini<\/strong> che \u2013 tornato la scorsa estate dal Belgio dove aveva vissuto per dieci anni \u2013 ha scelto di \u201ctrasferirsi\u201d nel reparto di terapia intensiva covid dell\u2019Ospedale di Bolzano. Lo scopo? Raccontare dall\u2019interno il dramma \u2013 reale,&nbsp; al di l\u00e0 delle peggiori fake news \u2013 dei malati ma anche e soprattutto la gioia dei ritorno alla vita dei guariti. E anche il fondamentale lavoro dei sanitari in prima linea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2559\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Il volto di un&#8217;infermiera in terapia intensiva a Bolzano<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 nato il progetto Wellenbrecher?<\/strong><br>Nella scorsa estate sono tornato dal Belgio, dove ho vissuto 10 anni, e sono arrivato a Merano, dove ho un\u2019amica infermiera che lavora in terapia intensiva. Lei mi ha raccontato delle varie fake news che giravano e dopo un po\u2019, in ottobre, ho pensato di visitare il reparto per fare delle foto e raccontare il suo lavoro. Ho pensato che in questo modo la gente poteva vedere un po\u2019 sui social quello che succede veramente. Non sapevo se mi avrebbero dato il permesso per entrare.&nbsp;<br><br><strong>Beh, accedere in qualit\u00e0 di fotografo in una terapia intensiva non \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice del mondo&#8230;<\/strong><br>Ho fatto richiesta all\u2019Azienda Sanitaria, pensando che magari non avrei neanche ricevuto una risposta. Ma invece \u00e8 capitato che proprio qualche giorno prima della mia mail \u00e8 circolata una falsa notizia davvero importante e virale. Allora i responsabili sanitari mi hanno detto che volevano provare per vedere cosa sarebbe successo. Fino a quel momento nessuno era entrato in rianimazione per raccontare le storie che stavano succedendo. Prima sono entrato a Merano ma presto mi sono spostato a Bolzano, dove la situazione era molto pi\u00f9 grave. Sono arrivato l\u00ec e ora sono ancora l\u00ec, in pratica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2560\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Questo titolo \u2013 Wellenbrecher \u2013 da cosa deriva?<\/strong><br>Sono entrato in novembre quando c\u2019era appunto una grande ondata. Vedevo i medici e gli infermieri e il grande lavoro che stavano svolgendo cercando di contrastare l\u2019onda, facendo turni pazzeschi. Il lockdown valeva per tutti, ma all\u2019esterno l\u2019ondata non si vedeva. La vedevano e la affrontavano solo loro, in pratica, stando in prima linea.&nbsp;<br><br><strong>E Wellenbrecher sta per frangiflutti, lo stesso compito che svolgono i grandi massi che si trovano appena al largo, al mare, per impedire alle mareggiate di raggiungere il porto e la spiaggia.&nbsp;<\/strong><br>Proprio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stato il tuo incontro con gli operatori sanitari che lavorano in terapia intensiva?<\/strong>&nbsp;<br>Loro all\u2019inizio erano perplessi, anche perch\u00e9 io stavo loro molto vicino, come si vede anche dai video che ho fatto. All\u2019inizio sono semplicemente rimasto con loro, chiacchierando, per conoscerli ma anche e soprattutto per farmi conoscere. Nei primi due mesi non ho postato nulla sui social, ho cominciato a farlo solo pian piano, coinvolgendo le persone pi\u00f9 adatte e con cui avevo stabilito un rapporto di fiducia. Quando ho cominciato a trascorrere l\u00ec le notti con loro, hanno capito cosa stavo davvero facendo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><strong><em>Nei miei documentari il messaggio di speranza \u00e8 davvero fondamentale. Il senso del lockdown \u00e8 salvare vite.<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p><br><strong>Com\u2019\u00e8 stato l\u2019incontro con i malati?<\/strong><br>Questa naturalmente \u00e8 stata la parte pi\u00f9 difficile. All\u2019inizio ho solo osservato senza fotografare e senza raccontare. Ho capito che l\u2019unico momento veramente buono per confrontarmi con i pazienti sono gli ultimi giorni in terapia intensiva, prima delle dimissioni dall\u2019ospedale. L\u00ec cominciano a parlare e posso provare ad avvicinarli, spiegando loro cosa sto facendo. Chiedo se posso raccontare la loro storia e, se \u00e8 possibile, li intervisto. Poi aspetto che escano e mando loro il video, chiedendo se posso pubblicarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un doppio consenso dunque. Mentre lo si realizza e poi anche a posteriori.<\/strong><br>S\u00ec. Chiedo anche di fare vedere il video ai parenti, per avere una conferma davvero definitiva. Alcuni di loro, infatti, al momento hanno voglia di raccontarsi, ma magari poi dopo tre giorni ci ripensano. Ci vuole sicurezza, perch\u00e9 si tratta di cose molto delicate.&nbsp;<br><br><strong>Quindi vengono veicolati due messaggi, in sostanza. In primo luogo che \u00e8 tutto vero. E poi che anche di questo si pu\u00f2 guarire.&nbsp;<\/strong><br>Nei miei documentari il messaggio di speranza \u00e8 fondamentale. Il senso del lockdown \u00e8 salvare vite. E si vede che chi ne esce vivo, lo pu\u00f2 fare grazie alle misure adottate e alle macchine che alimentano i polmoni con l\u2019ossigeno.&nbsp;<br><br><strong>In Alto Adige c\u2019\u00e8 ancora una certa fetta di cittadinanza che osserva con scetticismo la pandemia. Molti sono contrari alle vaccinazioni in generale e c\u2019\u00e8 anche un settore, per fortuna molto limitato, che inveisce contro tutto e contro tutti, negando persino l\u2019esistenza del video. Che idea ti sei fatto in merito, portando avanti il tuo progetto?<\/strong><br>Io penso che gli estremisti non li convinci in nessun modo. In ospedale ho visto uno che non credeva nel covid che \u00e8 stato intubato. Lo hanno salvato e dopo che \u00e8 uscito ha detto che il covid non esiste e che era influenza.&nbsp;<br>Il senso del mio lavoro \u00e8 parlare con le persone normali, che si pongono delle domande e che normalmente non vedono quello che succede in terapia intensiva. Se possono vedere quello che succede l\u00ec, magari capiscono meglio qual \u00e8 questa realt\u00e0.&nbsp;<br><br><strong>Insomma: l\u2019obiettivo \u00e8 dare degli strumenti in pi\u00f9 per consentire alle persone di farsi un\u2019idea oggettiva. Dai social sono arrivati anche degli attacchi d\u2019odio, sulla scia dei post di Wellenbrecher?&nbsp;<\/strong><br>Ho ricevuto tonnellate di questo tipo di messaggi, ma io sono tranquillissimo. Da anni ho un sito di fotografia con milioni di lettori ogni mese e l\u00ec ho anche ricevuto minacce di morte. Sono abituato, ormai. Mi fa zero effetto. La loro \u00e8 una malattia. Quando leggo un commento pieno d\u2019odio mi dispiace per la persona che lo inserisce, perch\u00e9 vuol dire che sta male.&nbsp;<br><br><strong>Quali sono stati i due o tre momenti pi\u00f9 emozionanti vissuti in questo periodo?&nbsp;<\/strong><br>Il momento pi\u00f9 forte \u00e8 stato quando uno del mio paese ricoverato in terapia intensiva mi ha riconosciuto. Sono stato l\u2019ultimo a parlargli prima che se ne andasse. Un mese dopo un altro del mio paese voleva dirmi qualcosa ma non ci riusciva, e alla fine ho capito che voleva dire \u201caria aria\u201d. Gli mancava l\u2019aria. I momenti pi\u00f9 belli sono quando i pazienti stanno meglio, all\u2019improvviso, e cominciano a raccontare le loro storie, sono felici, insieme ai loro parenti. \u00e8 veramente molto bello.<br><br><strong>\u00c8 la travolgente forza della vita.&nbsp;<\/strong><br>S\u00ec, li vedi quasi morire per settimane e poi invece si svegliano, come un fiore di primavera. E tu dici: \u00e8 pazzesco!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il progetto va avanti ancora?&nbsp;<\/strong><br>S\u00ec, ora sto facendo una serie di interviste perch\u00e9 il momento \u00e8 ideale vista la pressione minore sul reparto. Ma spero che presto potr\u00f2 venire via, perch\u00e9 questa cosa sar\u00e0 finita.&nbsp;<br><br><strong>Lo speriamo anche noi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2561\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SDC1_Pizzini_4.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">ANDREA PIZZINI<\/h2>\n\n\n\n<p>Nato il 4 ottobre 1977 a Mezzolombardo, Andrea Pizzini \u00e8 cresciuto a Salorno e si \u00e8 diplomato alla Scuola di Documentario, Televisione e New Media ZELIG di Bolzano. Dal 2002 al 2011 ha viaggiato il mondo realizzando documentari in zone di guerra, slums e favelas. Nel 2011 ha creato un sito di fotografia che oggi ha 4 milioni di lettori al mese. Dal 2012 fotografa con una camera gigante chiamata \u201cCube\u201d creata insieme a Christan Martinelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti \u2013 Direttore del giornale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fotografo e documentarista di Salorno Andrea Pizzini racconta i sei mesi trascorsi in rianimazione a Bolzano, passati a incontrare pazienti e sanitari, con lo scopo di raccontare le loro storie di sostegno e ritorno alla vita.&nbsp; Raccontare la pandemia, con scrupolo giornalistico ma allo stesso tempo identificando e valorizzando i motivi di speranza che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":2558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-2557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2557"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2718,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2557\/revisions\/2718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}