{"id":2591,"date":"2021-04-22T01:15:00","date_gmt":"2021-04-22T00:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2591"},"modified":"2021-04-22T09:05:35","modified_gmt":"2021-04-22T08:05:35","slug":"trodena-al-confine-tra-bassa-atesina-e-val-di-fiemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/04\/22\/trodena-al-confine-tra-bassa-atesina-e-val-di-fiemme\/","title":{"rendered":"Trodena, al confine tra Bassa Atesina e Val di Fiemme"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel nostro immaginario collettivo, Trodena, soleggiato paese dell\u2019Unterland montano immerso nel verde ai piedi del Cocul (ovvero cocuzzolo, reminiscenza linguistica del retoromanzo parlato fino al medioevo in queste vallate) e del Monte Corno, occupa un posto soprattutto come luogo di villeggiatura o \u201cfreschi\u201d, come ancora oggi si usa dire in Bassa Atesina. Erano, un tempo, gli abitanti di Ora e Egna, tormentati dalle frotte di zanzare che nelle calde notti estive sciamavano sulla paludosa valle dell\u2019Adige, a cercare riparo quass\u00f9. Tuttavia, il turismo vero e proprio, favorito dalla realizzazione della strada tra Ora e Cavalese e successivamente della linea ferroviaria austroungarica, assunse una certa rilevanza solo a partire dal XVIII secolo, quando tra Fontanefredde, San Lugano e Trodena apparvero numerose case per villeggianti. Allora, chi se lo poteva permettere, soggiornava qui fino ad ottobre e non di rado disponeva anche di un ampio orto in cui coltivare gli ortaggi di stagione.<br>Gli abitanti, allora come ora, erano principalmente agricoltori. La prima conta \u2013 ovviamente a fini \u201cfiscali\u201d \u2013 di focolari ne rilev\u00f2 una ventina, per un centinaio di abitanti circa. Interessante il fatto che la misura del tributo da versare da ogni maso si esprimeva in \u201carimannie\u201d, equivalente all\u2019importo necessario alla vestizione completa e al sostentamento di un cavaliere longobardo. Poche sono invece le tracce rinvenute di insediamenti preistorici: su alcuni rilievi minori (Forchwaldspitz, Katzenschrot o Oansiedel) sono ancora visibili cumuli di pietre, in parte protostorici, in parte medievali, che potrebbero essere state impiegate nella costruzione di qualche castelliere o torre di guardia. La nascita \u201cufficiale\u201d del paese risale all\u2019anno 1111, quando il vescovo di Trento, signore anche di queste terre, concede ai signori dii Enn, che in suo nome governano su tutto il territorio dal fondovalle fino ai comuni della Val di Fiemme, di disboscare e edificare alcuni masi a nord della \u201cclusa de Trodena\u201d. Successivamente, il conte del Tirolo contese la sovranit\u00e0 al Vescovo e anche qui si impadron\u00ec, con le buone e spesso con le cattive, dei suoi possedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2592\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Una_visita_a_chiesa_di_San_Biagio.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Chiesa di San Biagio<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Trodena, il cui nome trae origine da un preromano \u201ctrodo\u201d o \u201ctroi\u201d con il significato di sentiero (per uomini e bestie), \u00e8 ancora oggi raggiungibile dalla vecchia strada che saliva da Ora verso Gleno e Molini, secolare via di collegamento tra la Val d\u2019Adige e la Vale di Fiemme. Uomini e animali, e in particolare gli allevatori di Trodena che godevano del diritto di pascolo invernale a Montagna, la usavano proprio per questo scopo.<br>Trodena \u00e8 il classico comune di confine: geografico, con la vicina provincia di Trento, e culturale-linguistico, a cavallo tra mondo germanofono e italiano. Il destino di queste comunit\u00e0 non sempre \u00e8 semplice e richiede una grande capacit\u00e0 di adattamento. Trodena, forse in virt\u00f9 dell\u2019antica fratellanza retoromanza, ha sicuramente affrontato al meglio questa situazione, fungendo nei secoli non da elemento divisorio ma da collante tra due realt\u00e0 cos\u00ec diverse. Se dunque per un verso il paese \u00e8 integrato da tempo immemorabile nella Magnifica Comunit\u00e0 di Fiemme con le sue storiche \u201cregole\u201d (Rigl), dall\u2019altro esso appartiene in egual misura, per tradizioni e lingua, al territorio della Bassa Atesina. Il dialetto, tipico dell\u2019Unterland ma arricchito da una pronuncia strascicata delle doppie vocali come, per esempio, in Haalbmitaag o Pleint, merenda di mezza mattina e polenta, ne caratterizza la colorita parlata. Negli ultimi 100 anni la popolazione di Trodena e delle sue frazioni \u00e8 rimasta sempre stabile attorno ai 1000 abitanti. Certo all\u2019attivit\u00e0 agricola prevalente si sono aggiunti altri fattori in campo artigianale e turistico. Il paese appare per la maggior parte modernizzato e oggi sembra una comunit\u00e0 viva e capace di adeguarsi alle cadenze dei tempi moderni \u2013 fermo restando il privilegio di godere di una natura incontaminata e una salutare distanza dalle congestioni dei maggiori centri urbani.<br>Terminiamo la passeggiata per le ripide vie del paese con le sue caratteristiche case davanti alla chiesa parrocchiale dedicata a San Biagio. Nella sua forma originaria, romanica, essa dovrebbe risalire all\u2019XI secolo mentre successivamente \u00e8 stata pi\u00f9 volte ampliata e ristrutturata, ottenendo nel XVI secolo la sua attuale veste gotica: con esclusione della torre romanica che tutt\u2019ora ricorda la sua fondazione e funge da elemento di unione di un paese ricco di storia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Foto dell&#8217;intero servizio: David Kurk<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel nostro immaginario collettivo, Trodena, soleggiato paese dell\u2019Unterland montano immerso nel verde ai piedi del Cocul (ovvero cocuzzolo, reminiscenza linguistica del retoromanzo parlato fino al medioevo in queste vallate) e del Monte Corno, occupa un posto soprattutto come luogo di villeggiatura o \u201cfreschi\u201d, come ancora oggi si usa dire in Bassa Atesina. 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