{"id":2734,"date":"2021-05-06T01:03:00","date_gmt":"2021-05-06T00:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2734"},"modified":"2021-05-05T13:15:51","modified_gmt":"2021-05-05T12:15:51","slug":"la-musica-spirituale-di-elisa-venturin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/06\/la-musica-spirituale-di-elisa-venturin\/","title":{"rendered":"La musica spirituale di Elisa Venturin"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nelle scorse settimane, insieme ad altri dischi di cui ci siamo occupati o comunque ci occuperemo, ha visto la luce Akshaya Tritiya, disco d\u2019esordio di Elisa Venturin, brava cantante bolzanina dall\u2019importante e titolato curriculum, sia per quanto riguarda gli studi che le collaborazioni. Ma se per qualcuno sarebbe stato legittimo attendersi dalla cantante una raccolta di standard, Elisa ci ha stupiti con un progetto discografico ben preciso, cantato per lo pi\u00f9 in sanscrito, ispirato e dedicato al suo maestro spirituale, Paramahamsa Sri Swami Vishwananda, ed \u00e8 stato sostenuto da un gruppo di amici tramite i quali si \u00e8 avvicinata ai suoi insegnamenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer la cultura indiana \u2013 ci racconta Elisa \u2013, il guru \u00e8 un Maestro. Per noi che seguiamo i suoi insegnamenti, Paramahamsa Sri Swami Vishwananda \u00e8 il nostro Maestro o, pi\u00f9 semplicemente, Guruji. La sua vita \u00e8 dedicata a ispirare tutte le persone ad amare al di l\u00e0 di ogni barriera culturale, religiosa, di genere e di et\u00e0\u201d.<br>Una scelta sicuramente coraggiosa, soprattutto in un\u2019epoca in cui in campo musicale scegliere di abbracciare una fede, qualunque essa sia, non \u00e8 certo premiante, sono lontani i tempi in cui artisti come George Harrison prima e Bob Dylan poi (tanto per dire i due pi\u00f9 famosi) potevano permettersi di portare in musica il proprio credo senza rischiare di rimetterci, come \u00e8 accaduto invece ad altri (pensate a Yusuf Islam prima di tornare a essere Cat Stevens). Il disco di Elisa Venturin in questo senso sembra essere in bilico tra le due possibilit\u00e0: se da un lato ci offre alcune pregevoli composizioni che ne evidenziano le qualit\u00e0 a livello di cantautrice (ci viene in mente la prima Rickie Lee Jones), dall\u2019altro dobbiamo fare i conti con una buona met\u00e0 di brani in cui il testo in sanscrito non \u00e8 facilmente assimilabile.<br>\u201cIl sanscrito \u2013 ci viene in aiuto la cantautrice \u2013 \u00e8 un linguaggio vibrazionale che \u00e8 stato usato nei rituali di preghiera per migliaia di anni. Le frequenze vibrazionali generate dal canto dei mantra sanscriti calmano la mente e permettono di scendere fino al tuo cuore, dove risiede il Divino. Tutti i brani a parte il Lingashtakam, che \u00e8 una potente preghiera per il Shivalingam, sono mantra o preghiere con melodie e testi scritti da me. E ci sono delle composizioni corali perch\u00e9 i cori sono fondamentali nella tradizione indiana\u201d.<br>Cos\u00ec, se determinate tracce del disco sembrano indirizzate ad un fruitore\/ascoltatore gi\u00e0 addentro la materia anche a livello di idioma, evidentemente, non si pu\u00f2 prescindere da quei brani cantati in inglese, o anche parzialmente in sanscrito, in cui emerge maggiormente la vocalit\u00e0 dell\u2019autrice e in cui il tessuto musicale \u00e8 di una certa consistenza, pi\u00f9 vicina al pop che non ai mantra o alla cultura indiana.<br>Parliamo in particolare di All My Love For You, la composizione posta in aperture del disco, ma anche di Om Sri Swami Vishwananda, in cui appunto la lingua usata \u00e8 il sanscrito, e ancora da non sottovalutare sono Melody For You, You\u2019re The Truth e We Are Gurudeva, molto corale ma interessante e proposta anche in fondo al disco col testo in italiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2736\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LaScenaMusicale_Elisa_Venturin_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Venturin, oltre a comporre e cantare, si occupa anche del paino elettrico, mentre per la produzione e gli altri strumenti, oltre ad un quintetto di coriste nei brani pi\u00f9 mantrici, si \u00e8 affidata al bassista Mirko Giocondo e agli Shanti Powa Thomas Maniacco, Florian Gamper e Fabian Pichler.<br>\u201cSono stati gli amici che hanno prodotto il disco finanziariamente \u2013 spiega Elisa \u2013 a suggerirmi di rivolgermi a Thomas e Florian per quanto riguarda la produzione artistica, io in realt\u00e0 non li conoscevo, anche se sapevo dell\u2019esistenza degli Shanti Powa. Florian si \u00e8 occupato oltre che della ritmica anche della parte tecnica, nello studio ad Aicha di Fi\u00e8 dove lavora in team con Thomas. Mirko Giocondo invece lo conoscevo ed \u00e8 stato un connubio perfetto. Hanno tutti messo la loro sensibilit\u00e0 nel disco, cosa che in un prodotto a sfondo spirituale \u00e8 quanto mai importante. Ora spero di trovare un\u2019etichetta interessata a produzioni di questo tipo, che nel mondo anglosassone sono abbastanza frequenti ma in Italia sono piuttosto rare\u201d.<br>Intanto il disco \u00e8 disponibile sulle principali piattaforme musicali o tramite\u00a0 il sito www.ellisonweb.com.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle scorse settimane, insieme ad altri dischi di cui ci siamo occupati o comunque ci occuperemo, ha visto la luce Akshaya Tritiya, disco d\u2019esordio di Elisa Venturin, brava cantante bolzanina dall\u2019importante e titolato curriculum, sia per quanto riguarda gli studi che le collaborazioni. 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