{"id":2741,"date":"2021-05-06T01:05:00","date_gmt":"2021-05-06T00:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2741"},"modified":"2021-05-05T13:26:53","modified_gmt":"2021-05-05T12:26:53","slug":"il-palazzo-del-turismo-e-la-difesa-del-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/06\/il-palazzo-del-turismo-e-la-difesa-del-moderno\/","title":{"rendered":"Il palazzo del turismo e la difesa del \u201cmoderno\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Parliamo di una nota ancora, dolorosa, per la recente storia architettonica, culturale e sociale di Bolzano. Nell\u2019estate del 1986 le ruspe entrano in azione fra via Virgilio e Corso Libert\u00e0. A niente erano valsi la raccolta di firme di cittadini e commercianti presentata in Comune, gli appelli dei diversi Ordini professionali, la presentazione del vincolo di tutela alla Sovrintendenza ai Beni culturali artistici ed architettonici della Provincia di Bolzano. Un cavillo giuridico permise la demolizione di un edificio, ritenuto da molti uno dei pi\u00f9 belli esempi dell\u2019architettura razionalista eretti a Bolzano. Erano gli anni nei quali \u201cil piccone demolitore\u201d aveva come unica scusante quella di affermare \u201c\u00e8 un edificio costruito dal fascismo, quindi va demolito\u201d; oppure \u201cgli edifici costruiti da quel regime sono tutti uguali&#8230;\u201d. Fortunatamente, ne \u00e8 passata di acqua sotto i ponti. Sulle macerie di quella demolizione sono stati realizzati convegni, pubblicazioni, opere di sensibilizzazione e visite culturali. Con buona pace di molti&#8230; le architetture dagli anni \u201830\/\u201940 non sono tutte uguali. Esiste l\u2019architettura monumentale-piacentiniana nella quale il regime fascista veicolava tutto il suo linguaggio retorico e reazionario ed esiste l\u2019architettura razionalista nella quale il linguaggio \u00e8 libero e non formale, legata alle scuole di pensiero europee e internazionali. Le due realt\u00e0 coesistevano in quel periodo. Gli edifici maggiormente celebrativi erano legati alla filosofia piacentiniana, quelli funzionali alla scuola di pensiero razionalista.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2743\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Rubrica_LePietrediBolzano_Palazzo_del_turismo_e_la_difesa_del_moderno_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Palazzo del Turismo si colloca, appieno, nel secondo assioma. Realizzato su progetto dell\u2019ingegnere Armando Ronca viene costruito fra il 1938 e il 1940. Il progettista si trova a dover raccordare il fronte monumentale di Corso IX Maggio (attuale Corso Libert\u00e0) con una impostazione pienamente libera di piazza Virgilio. Egli creer\u00e0 due blocchi. Uno pi\u00f9 alto, sul prospetto della via principale \u2013 ma ne romper\u00e0 lo schema compositivo, alternando mattoni a faccia vista con ampie superfici finestrate poste in verticale. Mentre nella facciata a fronte della piazza compone un frontone rivestito in travertino bianco intervallato da nove fornici rimarcate da esili colonne in marmo verde (serpentino del Brennero). Dalla scalinata di accesso si accedeva al grande salone dominato da una plastica scala d\u2019onore \u2013 una delle pi\u00f9 belle realizzate in Alto Adige \u2013 che portava all\u2019 ampio teatro. Oltre alla sala teatrale, l\u2019edificio ospitava gli uffici dell\u2019 Azienda di Soggiorno e di Cura di Bolzano, sale di rappresentanza, gli uffici del Reale Automobil Club e altre attivit\u00e0 legate al rilancio del turismo. La guerra ferm\u00f2 la destinazione d\u2019uso iniziale e quando arrivarono gli americani a Bolzano il teatro, non ancora ultimato, venne arredato con i suppellettili provenienti dal cinema Roma. Nel 1946 la sala teatro venne trasformata in cinematografo, nota ai bolzanini come il \u201cCorso\u201d e rimase in funzione fino alla sua demolizione.<br>Senza il sacrificio del Corso, non avremo potuto salvare l\u2019ex Gil,\u00a0 il Lido, lo stadio Druso, gran parte della zona industriale e tanti altri edifici dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo di una nota ancora, dolorosa, per la recente storia architettonica, culturale e sociale di Bolzano. Nell\u2019estate del 1986 le ruspe entrano in azione fra via Virgilio e Corso Libert\u00e0. 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