{"id":2760,"date":"2021-05-06T01:05:00","date_gmt":"2021-05-06T00:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2760"},"modified":"2021-05-05T13:49:18","modified_gmt":"2021-05-05T12:49:18","slug":"quando-armando-ronca-porto-un-angolo-di-hollywood-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/06\/quando-armando-ronca-porto-un-angolo-di-hollywood-in-citta\/","title":{"rendered":"Quando Armando Ronca port\u00f2 un angolo di Hollywood in citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Dell\u2019ingegnere Armando Ronca e di come abbia inciso fortemente nella storia urbanistica ed architettonica di Merano nel corso del \u2018900, ne abbiamo scritto anche di recente. Questa volta parleremo invece di un precedente architettonico che stravolger\u00e0 l\u2019estetica e le costruzioni locali, nei primi trent\u2019anni del novecento.<br>Nel 1935 il giovanissimo Ronca ottiene l\u2019incarico di realizzare in via Cavour 66 a Merano una residenza per il Cavalier Antonio Cembran.\u00a0<br>La collocazione del sito \u00e8 spettacolare, leggermente in posizione elevata rispetto al centro storico meranese e poteva godere di una visione privilegiata sulla citt\u00e0. Il progettista ha praticamente \u201ccarta bianca\u201d da parte della committenza e non vi sono vincoli urbanistici o paesaggistici particolari. Tutte le fantasie progettuali di Ronca possono dunque essere attuate, proprio a Merano, anticipando di qualche anno ci\u00f2 che realizzer\u00e0 in Alto Adige ed altrove. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di avere grandi superfici vetrate che guardano verso la citt\u00e0 ed il suo contesto verde ed ambientale.\u00a0<br>Il progettista opter\u00e0 per una \u201cpianta libera\u201d alla maniera razionalista, il linguaggio \u00e8 quindi geometrico e non formale. La costruzione verr\u00e0 realizzata su due livelli, dove una scalinata con un ampio terrazzo introduce i visitatori ad un ampio salone d\u2019ingresso di 9 metri per 9,30. Il piano sottostante \u00e8 destinato a studio e in parte ad abitazione. La pianta \u00e8 sostanzialmente\u00a0 quasi quadrangolare, con una leggera traslazione sul lato sinistro.\u00a0<br>Sul lato dove colloca gli studi del cavaliere, Ronca realizza anche un grande terrazzo con il \u201cgiardino d\u2019inverno\u201d, il quale si estende per tutta la lunghezza della facciata. Le dimensioni degli ambienti sono tutti ampi e spaziosi ed i percorsi abitabili sono tutti concettuali e razionali. Come in gran parte degli edifici realizzati da Ronca, per la distribuzione degli spazi interni il concetto di \u201ccorridoio\u201d \u00e8 abolito. Uno spazio centrale, distribuisce infatti tutti gli spazi abitati interni.\u00a0<br>C\u2019\u00e8 un po\u2019 di cultura veneta in tutto questo: Ronca era nato a Verona e le ville venete, nonch\u00e9 quelle palladiane, sono proprio impostate su tale concetto. Le superfici esterne rivestite in travertino di un bianco abbagliante &#8211; in contrasto col giardino verdissimo, trattato all\u2019inglese &#8211; ne fanno una delle ville pi\u00f9 belle ed invidiate di Merano e non solo.<br>A questa magnifica villa mancano le quattro statue che erano previste nei due scaloni di ingresso, forse bocciate dalla committenza per gli eccessivi costi, ma che ne avrebbero fatto a tutti gli effetti una residenza hollywoodiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dell\u2019ingegnere Armando Ronca e di come abbia inciso fortemente nella storia urbanistica ed architettonica di Merano nel corso del \u2018900, ne abbiamo scritto anche di recente. 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