{"id":2908,"date":"2021-05-20T01:00:00","date_gmt":"2021-05-20T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2908"},"modified":"2021-05-20T07:02:52","modified_gmt":"2021-05-20T06:02:52","slug":"la-storia-di-rencio-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/20\/la-storia-di-rencio-1\/","title":{"rendered":"La storia di Rencio #1"},"content":{"rendered":"\n<p>In questo numero di Qui Bolzano abbiamo voluto tracciare la storia del quartiere di Rencio. Ci siamo rivolti al Prof. Ferruccio Cumer, conosciutissimo per essere stato professore di scuola secondaria per generazioni di studenti bolzanini, che da sempre vive a Rencio, il quale all\u2019appuntamento ci ha presentato il signor Luciano Tiso, lui s\u00ec, a detta di Cumer, autentico conoscitore della storia del quartiere e dei suoi aneddoti.<br>Dalla conversazione sono emersi aspetti di Bolzano che non tutti conoscono. Innanzitutto che Rencio era una delle dodici Malgreien, potremmo dire uno dei borghi, del comune di Dodiciville. Dalla targa esposta a lato del Passaggio Julius Perathoner, l\u2019arco che collega Piazza Municipio a Via Piave, sappiamo che il 30 dicembre del 1910 ci fu la fusione dei comuni di Bolzano e Dodiciville. Dodiciville che per noi, bolzanini del XXI secolo, non \u00e8 che il quartiere che da Ca\u2019 de Bezzi, Piazza Municipio e la stazione Ferroviaria si estende verso Est, verso Piazza Dogana e la funivia del Renon e oltre fino quasi a Cardano.<br>Luciano Tiso: \u201cIn realt\u00e0 il Comune di Dodiciville in passato era molto esteso, era pi\u00f9 vasto di Bolzano e di Gries, e in un certo senso circondava Bolzano, estendendosi da San Pietro, il quartiere storico presso il Ponte di Sant\u2019Antonio, fino al Colle e dall\u2019imbocco della Val d\u2019Isarco e quasi alla confluenza tra Isarco e Adige. Oggi rimane solo un comune catastale del capoluogo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo Lei ci sono delle date simbolo che hanno caratterizzato la storia \u201cmoderna\u201d di Rencio?<\/strong><br>\u201cSe andiamo in ordine cronologico, penso al 1867 per via della costruzione della linea ferroviaria che collegava Bolzano ad Innsbruck, e gli indennizzi per gli i terreni su cui \u00e8 stata costruita la ferrovia sono stati una manna per la popolazione; nel 1897 venne fondata la Cassa Rurale di Rencio e Dodiciville e l\u2019anno successivo il Consorzio Elettrico Dodiciville, che costru\u00ec la centrale elettrica a Cardano, quella piccolina all\u2019imbocco della Val d\u2019Ega. Contestualmente fu anche realizzato l\u2019acquedotto che portava l\u2019acqua del Rio Ega nelle case\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2910\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Articolo_QuiBZ_Rencio_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per la Rencio come la conosciamo oggi, riveste una particolare importanza il 1916, che \u00e8 l\u2019anno in cui fu messo mano alla strada, alla \u201choher Weg\u201d, per consentire l\u2019ingresso in citt\u00e0 delle truppe in caso di necessit\u00e0. 1916 \u00e8 anche la data incisa all\u2019interno di un pentagono, quasi una casa, su uno dei pietroni che ancora oggi costeggiano la strada. Da parte dei prigionieri di guerra serbi e russi impiegati per costruire la strada, i quali evidentemente quell\u2019anno avrebbero fatto ritorno a casa. Di giorno lavoravano alla strada e la sera venivano rinchiusi in una zona recintata all\u2019altezza dell\u2019odierno supermercato Amort.<br>Significativa anche la data del 10 novembre 1918, in cui transit\u00f2 per Rencio il primo gruppo di Alpini, in direzione Brennero.&nbsp;<br>Certo che, ai fini dello sviluppo economico di Rencio, furono importanti gli anni della costruzione della centrale elettrica di Cardano, i cui lavori iniziarono nel 1924 e diedero lavoro a 5000 operai, molti dei quali nei cinque anni di lavori, soggiornavano presso alloggi di Rencio. La centrale, all\u2019epoca la pi\u00f9 grande del suo genere in Europa, fu inaugurata nel 1929 e gestita dalla Societ\u00e0 Idroelettrica dell\u2019Isarco (SIDI). Oltre alla costruzione di tunnel che portano l\u2019acqua dalla diga all\u2019altezza di Colma fino alle condotte forzate della centrale, era stato realizzato un bacino idrico a monte, che permise di gestire l\u2019irrigazione dei campi a Rencio e Santa Maddalena, contribuendo in maniera determinante al miglioramento qualitativo delle coltivazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>(continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo numero di Qui Bolzano abbiamo voluto tracciare la storia del quartiere di Rencio. 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