{"id":2957,"date":"2021-05-20T01:30:00","date_gmt":"2021-05-20T00:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2957"},"modified":"2021-05-20T07:14:50","modified_gmt":"2021-05-20T06:14:50","slug":"peronospora-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/20\/peronospora-1\/","title":{"rendered":"Peronospora #1"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cCredevo fosse amore, invece era una calesse\u201d: questa pazza primavera non decolla! Le temperature si mantengono leggermente sotto la media, sistemi pi\u00f9 o meno organizzati continuano ad interagire nel Mediterraneo, quelli che la meteorologia &#8211; in gergo &#8211; chiama treno di perturbazioni. Il sole, che si nota solo per brevi tratti, \u00e8 davvero l\u2019assenza pi\u00f9 eclatante. Ai bordi di questo quadro maggese, che ai fotografi comporta soggetti con pochissime ombre, la vita scorre trepida e la storia ripete i conflitti e le ingiustizie con scenari tumultuosi e recrudescenti. Luoghi dove, se si \u00e8 nati dalla parte sfortunata, non esistono prati di tarassachi dove correre scalzi e scivoli in cui i bambini scendono entusiasti; ma di speranze infrante, piuttosto: le stesse, che a migliaia di chilometri di distanza e in tempo di pace, fanno imprecare agricoltori e contadini contro la peronospora.&nbsp;<br>La peronospora \u00e8 una malattia fungina che colpisce lattughe, cicorie e carciofi, bietole, tutte le crucifere, vite, meloni, cetrioli, angurie, zucche e zucchine, pomodori, patate, melanzane, alchechengi e tabacco, sedani, fragole, rose, cipolle, agli, porri, scalogni, gerani, ornamentali, meli e persino il basilico. Arrivata in Europa nel corso del 1800 coi vitigni americani, portatori asintomatici, pu\u00f2 distruggere interi raccolti e comprometterne pesantemente le rese. Ne esistono vari ceppi, che colpiscono di solito piante della stessa variet\u00e0 senza diffondersi sulle altre, ma che richiamano altre patologie, come oidio, ragnetto rosso, alternaria e muffa grigia. Le spore sopravvivono anche tutto l\u2019inverno nel terreno, mentre le proliferazioni avvengono in periodi che presentano la regola dei tre 10: germogli di 10cm, pioggia di 10mm in 24\/48h, temperatura minima di 10\u00b0C.<br>I segnali che le nostre colture sono state attaccate da questo fungo si differenziano a seconda delle specie. Generalmente sulla pagina superiore delle foglie compaiono aree tondeggianti prima di color verde chiaro e quasi trasparenti. In breve tempo il margine di queste macchie si far\u00e0 irregolare (raggiungeranno un diametro di 2-3cm) tendendo prima verso il giallo e poi verso il marrone scuro fino a necrotizzare.<br>La pagina inferiore presenter\u00e0 una muffa grigiastra. Infine le foglie si accartocceranno e cadranno. Parti ipogee, steli e fusti non saranno risparmiati, disseccandosi fino a marcire.&nbsp;<br>Il classico filo di rame, privato della sua sottilissima pellicola, infilzato alla base della pianta che ne farebbe assorbire piccole quantit\u00e0 per osmosi non \u00e8 un rimedio scientifico, bens\u00ec una credenza empirica.<br>(continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCredevo fosse amore, invece era una calesse\u201d: questa pazza primavera non decolla! 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