{"id":2996,"date":"2021-05-20T01:20:00","date_gmt":"2021-05-20T00:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=2996"},"modified":"2021-05-20T15:05:46","modified_gmt":"2021-05-20T14:05:46","slug":"gli-antichi-quartieri-raut","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/05\/20\/gli-antichi-quartieri-raut\/","title":{"rendered":"Gli antichi quartieri: Raut"},"content":{"rendered":"\n<p>I primi nomi propri riferiti al territorio furono sicuramente quelli dei corsi d\u2019acqua. Molti idronimi, secondo lo studioso Hans Krahe, risalgono ad una lingua proto-europea antecedente le invasioni dei popoli indoeuropei. La ragione \u00e8 pratica: i fiumi fungevano da confini e spesso anche da vie di comunicazione. \u00c8 significativo il fatto che questi autentici fossili linguistici siano rimasti in vita per millenni passando indenni \u2013 o con piccoli adattamenti \u2013 da un popolo all\u2019altro, da un\u2019epoca a quella successiva.\u00a0<br>Allo stesso modo, la nascita degli insediamenti stabili produsse un\u2019infinit\u00e0 di denominazioni attribuite a villaggi, poderi, campi, ruscelli eccetera. I nomi erano scelti in base all\u2019aspetto, all\u2019utilizzo, all\u2019origine o anche al proprietario del luogo (come i prediali romani, molto frequenti anche in Alto Adige).\u00a0<br>Nel comune di Laives, vecchi documenti come il catasto teresiano, bandi d\u2019asta fallimentare o contratti di compravendita o donazione di epoca medievale (per esempio l\u2019urbarium di Mainardo II del XIII secolo elenca i nomi di alcuni masi da lui acquisiti a Laives: der hof bi der Aiche overo Aichner, hof in der Ekke, Wigand) sono ricchi di microtoponimi oggi purtroppo completamente dimenticati. In una vecchia cronaca del periodico \u201cVolksblatt\u201d leggiamo per esempio: \u201cLa scorsa domenica \u00e8 scoppiato un furioso incendio nella casa di tale Johann Curti in localit\u00e0 Rauth\u201d. Gi\u00e0 nel 1863 medici e levatrici del luogo erano obbligati \u201ca garantire i loro servizi nelle localit\u00e0 di Lent, Raut, Spital, K\u00f6lbeln, Thaler, Biegeleben, Welschm\u00fchle \u2026 \u201c<br>Uno dei toponimi storici \u00e8 pertanto quello di Raut. Esso si riferisce ad una zona che originariamente comprendeva una vasta area tra le odierne vie Marconi e F.Fizi fino al maso presso la fossa provinciale chiamato per l\u2019appunto Rautgut. Oggi questo nome \u00e8 quasi scomparso e si parla piuttosto della zona \u201cCurti\u201d dal nome dell\u2019ultimo proprietario.<br>Ma che significa Raut? Sappiamo che \u00e8, con varie varianti (Rungg, Ronca, Reut), una denominazione molto diffusa in Trentino Alto Adige. Il termine deriva dall\u2019antico verbo tedesco \u201creuten\u201d, oggi roden, ossia dissodare o disboscare. Secondo Grimm, reuten o roden significa rendere coltivabile un terreno mediante l\u2019eliminazione di cespugli e alberi.\u00a0<br>\u00c8 dunque evidente che in origine quella zona fosse ricoperta da vegetazione e nel corso del medioevo, probabilmente in concomitanza con una massiccia immigrazione da Nova Ponente, dove nel XIII secolo molte famiglie furono costrette ad emigrare verso la Bassa Atesina o il Trentino a causa di una carenza di terreno coltivabile e una notevole crescita demografica. Allo stesso tempo il fatto che fosse scelto questo nome significa anche che le altre aree del comune erano gi\u00e0 state precedentemente rese coltivabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi nomi propri riferiti al territorio furono sicuramente quelli dei corsi d\u2019acqua. 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