{"id":3162,"date":"2021-06-03T01:30:00","date_gmt":"2021-06-03T00:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3162"},"modified":"2021-06-03T13:03:36","modified_gmt":"2021-06-03T12:03:36","slug":"ue-intelligenza-artificiale-e-regole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/06\/03\/ue-intelligenza-artificiale-e-regole\/","title":{"rendered":"UE: intelligenza artificiale e regole"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella serie di articoli sugli algoritmi, abbiamo affrontato il problema di come i pregiudizi umani si possono trasferire, involontariamente, alle macchine. Questo problema si inserisce in un contesto molto pi\u00f9 ampio, quello della cosiddetta \u201cetica delle macchine\u201d, ovvero di come fare in modo che le macchine (siano esse robot, assistenti vocali, software di supporto alle decisioni, algoritmi per il riconoscimento delle immagini, servizi web) esibiscano dei comportamenti compatibili con i principi etici e morali della societ\u00e0 in cui operano. Allo stesso tempo, molti esperti stanno mettendo in evidenza che, seppur fondamentale, il tema dell\u2019etica delle macchine non \u00e8 sufficiente a fornire strumenti efficaci per definire opportuni confini al raggio di azione dell\u2019intelligenza artificiale. Questo aspetto \u00e8 centrale per le societ\u00e0 di oggi: siamo infatti in una fase di profonda trasformazione del lavoro, in cui l\u2019intelligenza artificiale, la data science, e la potenza di calcolo delle odierne reti di calcolatori giocano un ruolo centrale. Le previsioni su come il lavoro si trasformer\u00e0 sono molto contrastanti: si passa da chi indica un prossimo collasso del sistema del lavoro (immaginando un futuro prossimo in cui le macchine potranno sostituire l\u2019uomo nella stragrande maggioranza dei compiti), a chi invece pi\u00f9 cautamente dice che il lavoro non sparir\u00e0, ma si trasformer\u00e0 creando nuove opportunit\u00e0. Allo stesso tempo, gli esperti sono unanimi nel mettere in evidenza che c\u2019\u00e8 un nodo da sciogliere, nodo che potrebbe essere ancora pi\u00f9 determinante dello sviluppo tecnologico nell\u2019incidere sul futuro del lavoro: l\u2019oligopolio nel mondo IT di pochissimi giganti, ovvero Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, e Google. Questi giganti non possono essere controllati se ci si ferma al tema dell\u2019etica: serve per questo un apparato di regole condivise. La regolamentazione in tal senso \u00e8 stata, fino a pochi anni fa, praticamente assente. L\u2019Europa, che spesso si trova a inseguire gli altri paesi nella corsa all\u2019innovazione, \u00e8 su questo tema assolutamente all\u2019avanguardia, grazie alla recente introduzione del regolamento generale per la protezione dei dati (GDPR) ed alla prima proposta, a livello mondiale, per la definizione di un apparato normativo per l\u2019intelligenza artificiale (Artificial Intelligence Act). Approfondiremo entrambi questi documenti nei prossimi numeri della nostra rubrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella serie di articoli sugli algoritmi, abbiamo affrontato il problema di come i pregiudizi umani si possono trasferire, involontariamente, alle macchine. 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