{"id":3187,"date":"2021-06-03T01:00:00","date_gmt":"2021-06-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3187"},"modified":"2021-06-02T17:30:32","modified_gmt":"2021-06-02T16:30:32","slug":"hikikomori-quando-i-giovani-si-ritirano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/06\/03\/hikikomori-quando-i-giovani-si-ritirano\/","title":{"rendered":"Hikikomori, quando i giovani si ritirano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La pandemia ha acccentuato ancora di pi\u00f9 il fenomeno dell&#8217;isolamento sociale e coinvolge soprattutto giovani e adolescenti, che decidono di ritrarsi nella proria cameretta e troncare qualsiasi relazione o attivit\u00e0 con il mondo esterno. In Alto Adige si contano circa 600 casi. La cooperativa bolzanina &#8220;Il Germoglio&#8221;, con l&#8217;Associazione &#8220;La Strada-Der Weg&#8221; e il CRAIS di Bolzano ne ha parlato durante un evento online.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Immaginate di rimanere chiusi in casa nella vostra stanza, avendo contatti solamente attraverso il computer, e passare intere giornate tra videogiochi e altre attivit\u00e0 da cameretta. Vero, in un certo senso \u00e8 quello che tutti noi abbiamo gi\u00e0 sperimentato sulla nostra pelle durante il primo lockdown di marzo 2020, quando l\u2019emergenza Coronavirus sconvolse le nostre vite. Sotto al tappeto di incertezze e paure che pian piano la maggior parte di noi sono riusciti a spazzare via, c\u2019\u00e8 per\u00f2 chi ci vive ancora, e non per obbligo, ma addirittura per scelta. Si chiamano infatti Hikikomori (termine giapponese che vuol dire &#8216;stare in disparte&#8217;) quelle persone che decidono di ritirarsi dalla societ\u00e0 e chiudersi all&#8217;interno della propria stanza, troncando qualsiasi tipo di rapporto con l&#8217;esterno. Un fenomeno diffuso anche in Alto Adige, dove ad oggi si contano circa 600 casi del genere. Sul tema si \u00e8 svolto nei giorni scorsi un incontro online promosso dalla cooperativa bolzanina \u201cIl Germoglio-der Sonnenschein\u201d con l&#8217;associazione &#8220;LaStrada-derWeg&#8221;, e con il sostegno e il supporto del CRAIS di Bolzano. Si tratta di enti e associazioni che da tempo fanno del loro meglio per andare incontro alle famiglie dei ragazzi che si ritirano, attraverso progetti come \u201cInvisibili\u201d, o con vere e proprie ricerche o azioni di sensibilizzazione nelle scuole. Il fenomeno coinvolge nella stragrande maggioranza dei casi giovani e adolescenti, ed \u00e8 un processo lento qullo che porta il ragazzo a ritirarsi lontano da sguardi indiscreti e dai propri affetti pi\u00f9 cari, per paura di giudizi, insulti o pi\u00f9 semplicemente per il fatto di non sentirsi adeguato nella societ\u00e0 in cui viviamo oggi. Ci\u00f2 porta anche ad un&#8217;inevitabile allontanamento dalla scuola, dallo sport o da altre attivit\u00e0 di gruppo. Un rifiuto del mondo esterno che dipende il pi\u00f9 delle volte da una fragilit\u00e0 d&#8217;animo e da sensibilit\u00e0 individuali non capite, da episodi di bullismo, problemi familiari o la continua difficolt\u00e0 a sentirsi adatti in un ambiente in continua evoluzione, spesso troppo competitivo e giudicante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3189\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Elena Carolei<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>\u201cQuelle colpite da questo tipo di situazione sono molto spesso famiglie di cultura medio alta, in cui il figlio viene educato ai valori della seriet\u00e0 e dell\u2019impegno a scuola. Ci\u00f2 comporta alte aspettative nei suoi confronti. Il ragazzo generalmente \u00e8 brillante e rispettoso, ma ad un certo punto queste aspettative su di lui vengono gradualmente meno\u201d, racconta Elena Carolei, presidente dell\u2019Associazione Genitori Hikikomori Italia.\u00a0<br>Il ragazzo rifiuta gli impegni perch\u00e9 viene messo a confronto con i propri coetanei che hanno valori diversi dai suoi e patisce cos\u00ec il giudizio degli altri. \u201cSi innesca cos\u00ec un vero paradosso, perch\u00e9 il ragazzo che \u00e8 sempre andato bene a scuola, di punto in bianco decide di non andarci pi\u00f9 e rischia la bocciatura per le troppe assenze\u201d, continua Carolei.\u00a0<br>Il giovane in pratica trova rifugio nella sua cameretta, distante dalla pressione della societ\u00e0. E anche l\u2019aiuto iniziale non sempre funziona, perch\u00e9 genera ulteriori pressioni e vergogna.<br>\u201cQuello degli hikikomori \u00e8 un fenomeno sempre pi\u00f9 presente anche \u2013 racconta Gabriele Baldo, psicologo, psicoterapeuta e coordinatore delle attivit\u00e0 dell\u2019associazione regionale Hikikomori Italia -. \u00c8 importante riuscire a distinguere i vari casi per capire le cause che evocano il ritiro, e che possono essere riconducibili a pi\u00f9 fattori\u201d. In questo senso, l\u2019associazione cerca di dare una mano anche ai genitori, che spesso si ritrovano spaesati e non sempre riescono a condividere le proprie paure, sentimenti, sensazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3190\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiBA_Hokikomori_3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Gabriele Baldo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>\u201cCon noi il genitore pu\u00f2 conoscere a fondo il problema e avere un confronto sano con altre persone nella stessa situazione. Il gruppo aiuta a superare la vergogna e a chiedere aiuto\u201d, continua Baldo.<br>E anche il web gioca un ruolo chiave: \u201c\u00c8 assolutamente sbagliato pensare che internet sia la causa di tutto questo. Contrariamente a quanto si pu\u00f2 pensare, il web \u00e8 un mezzo d\u2019appoggio ad una condizione gi\u00e0 esistente per il ragazzo. \u00c8 grazie al pc infatti che i ragazzi riescono ad avere contatti sociali. Senza internet, probabilmente, l\u2019isolamento sarebbe ancora pi\u00f9 duro\u201d, spiega Baldo. Rimane quanto mai fondamentale per\u00f2 sottolineare come non esista una cura o un protocollo certo per far tornare i giovani alla vita di prima.\u00a0<br>&#8220;L&#8217;importante \u00e8 riuscire a tenere a bada il giudizio, ascoltare il ragazzo e fare in modo che torni a fidarsi delle persone che ruotano attorno a lui costruendo una rete forte e avendo una forte rapidit\u00e0 d&#8217;intervento&#8221;, conclude Baldo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Autore: Alexander Ginestous<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pandemia ha acccentuato ancora di pi\u00f9 il fenomeno dell&#8217;isolamento sociale e coinvolge soprattutto giovani e adolescenti, che decidono di ritrarsi nella proria cameretta e troncare qualsiasi relazione o attivit\u00e0 con il mondo esterno. In Alto Adige si contano circa 600 casi. 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