{"id":3300,"date":"2021-06-16T10:16:55","date_gmt":"2021-06-16T09:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3300"},"modified":"2021-06-16T10:16:55","modified_gmt":"2021-06-16T09:16:55","slug":"bolzano-citta-dellacqua-rogge-e-fontane-in-epoca-antica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/06\/16\/bolzano-citta-dellacqua-rogge-e-fontane-in-epoca-antica\/","title":{"rendered":"Bolzano citt\u00e0 dell&#8217;acqua: rogge e fontane in epoca antica"},"content":{"rendered":"\n<p>Ai pi\u00f9 sar\u00e0 capitata sottomano\u00a0 un\u2019immagine indelebile della Bolzano antica, raffigurante le donne ricurve, nell\u2019attuale via Dr. Streiter, intente a lavare i panni sulla roggia presente sul lato sinistro della strada.\u00a0<br>Le rogge cittadine che attraversavano la citt\u00e0 sin dall\u2019epoca medievale avevano diverse funzioni. Dalla distribuzione delle acque bianche all\u2019immissione di quelle nere, dall\u2019attivazione di alcuni mulini ad acqua, al lavaggio delle pelli o dei tessuti.<br>In via Dr. Streiter, ma anche in vicolo delle Erbe e in altri luoghi, le donne di Bolzano lavavano i loro panni. Un lavoro duro e faticoso. Al bordo della roggia veniva appoggiato un lavatoio fatto in legno, di solito rigato, per facilitare l\u2019azione di lavatura dei capi in lino, canapa, cotone (raramente) o in lana. Le mani delle donne, spesse volte sformate per l\u2019artrite, sfregavano energicamente i capi per tutta la famiglia. Nelle immagini storiche non si avvertono per\u00f2 dolore o sofferenza. Il lavare insieme era infatti occasione per scambiare due chiacchiere, pettegolezzi, annunci di nascite o avvenimenti dolorosi, racconti di tradimenti, amori inconfessabili, emigrazioni, ma anche ritorni da guerre o prigionie.\u00a0<br>Nel 1906 venne inventata la prima lavatrice, assemblando un mastello di legno, e nel 1930 l\u2019industria Miele produsse il primo prototipo a motore. Da quel momento cambi\u00f2 tutto, o quasi, e per sempre.<br>Fino a 100 anni fa l\u2019acqua non era presente nelle case. Ogni via, ogni strada, ogni vicolo, ogni corte o cavedio interno, aveva la sua fontana. Le famiglie attingevano a questo bene prezioso, andandolo reperire proprio in strada.\u00a0<br>Delle fontane rimaste ne troviamo diverse in tutto il centro storico, ma non solo. Differenti per stili ed epoche, la maggior parte delle fontane risalgono al \u2018600 e \u2018700.\u00a0<br>Ne ricordiamo alcune. Ad esempio quella posta al n. 15 di via Dr. Streiter, settecentesca e con forma a edicola, dotata di un\u2019 anfora stilizzata sulla trabeazione terminale e un basamento svasato e rastremato. C\u2019\u00e8 poi quella di via Cassa di Risparmio, angolo via Talvera, che risale al Seicento, col suo motivo ornamentale con i pesci. In via Vintola sono invece presenti due fontanelle con la vasca a forma di conchiglia e l\u2019augello della fuoriuscita dell\u2019acqua con la testa di leone.\u00a0<br>In passato l\u2019acqua per Bolzano non fu dunque non solo simbolo di devastazione con le alluvioni, ma anche e soprattutto fonte di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai pi\u00f9 sar\u00e0 capitata sottomano\u00a0 un\u2019immagine indelebile della Bolzano antica, raffigurante le donne ricurve, nell\u2019attuale via Dr. Streiter, intente a lavare i panni sulla roggia presente sul lato sinistro della strada.\u00a0Le rogge cittadine che attraversavano la citt\u00e0 sin dall\u2019epoca medievale avevano diverse funzioni. 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