{"id":3327,"date":"2021-06-17T01:00:00","date_gmt":"2021-06-17T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3327"},"modified":"2021-06-18T07:04:12","modified_gmt":"2021-06-18T06:04:12","slug":"etranger-viaggio-nellinferno-dellindocina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/06\/17\/etranger-viaggio-nellinferno-dellindocina\/","title":{"rendered":"Etranger: viaggio nell&#8217;inferno dell&#8217;Indocina"},"content":{"rendered":"\n<p>La seconda guerra mondiale era finita da poco, ma c\u2019\u00e8 chi non ha smesso di abbracciare il fucile e di tornare a tuffarsi nell\u2019orrore di un conflitto. Dall\u2019altra parte del mondo. Una storia a tratti incredibile, quella che Luca Fregona ha raccontato nel suo libro \u201cSoldati di sventura\u201d, edito da Athesia; ed ora le immagini di quell\u2019inferno fanno la loro comparsa in Rete con la mostra virtuale\u00a0<br>\u201c\u00c9tranger\u201d, \u201cStraniero\u201d, visibile invece online sul sito www.etranger.online. Attraverso testi e immagini, \u201c\u00c9tranger\u201d narra la storia vera di tre giovani altoatesini, Rodolfo Altadonna, Beniamino Leoni ed Emil Stocker che hanno combattuto con la Legione straniera francese nella prima guerra d\u2019Indocina.\u00a0<br>La mostra, unica nel suo genere, \u00e8 un percorso digitale che &#8211; attraverso documenti, foto e un registro narrativo agile &#8211; svela una pagina di storia poco conosciuta, quella del \u201cVietnam italiano\u201d. Si calcola infatti che dai 5 ai 7 mila giovani italiani abbiano combattuto in Indocina dal 1946 al 1954, e che circa un migliaio siano morti. Il sito, graficamente molto raffinato e intuitivo, \u00e8 una vera e propria immersione nella guerra, ma anche nelle vicende umane di quei ragazzi spediti a combattere e morire a diecimila chilometri da casa, tra paludi e risaie. Il progetto \u201c\u00c9tranger\u201d \u00e8 stato curato da Stefania Borin e Giovanna Podavini della cooperativa Mairania 857, in collaborazione con Luca Fregona e la Biblioteca provinciale Claudia Augusta. Il design grafico \u00e8 stato curato da Damir Jellici e Veronica Simionato dello studio \u201cdamirjellici.it\u201d. Sonorizzazione con musiche originali di David Torri e Federico Campana. Il sito \u00e8 consultabile in tre lingue: italiano, tedesco (la traduzione \u00e8 a cura di Katia De Gennaro) e inglese (traduzione Ceil Jann Fredman). Con la collaborazione del quotidiano Alto Adige.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3329\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Articolo_QuiMe_Etranger_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le foto del legionario<\/strong><br>La gran parte delle foto che scorrono sullo schermo sono state scattate da Emil Stocker, legionario meranese, morto nel 2020, che faceva parte della 13esima Mezza Brigata, impiegata dai francesi nelle operazioni nel Delta del Tonchino e falcidiata nella battaglia finale di Dien Bien Phu, che ha sancito la fine del colonialismo francese in Indocina e la divisione del paese sul 17esimo parallelo tra il Nord comunista di Ho Chi Minh e il Sud in orbita statunitense.<br>Immagini in bianco e nero che documentano le diverse fasi del conflitto, ma anche la vita nelle&nbsp; risaie, nei villaggi e in citt\u00e0 come Hanoi, all\u2019epoca ancora sotto amministrazione francese. Stocker, inoltre, era presente al passaggio dei poteri tra l\u2019Armata francese e il Vietminh, l\u2019esercito di liberazione del Vietnam del generale Giap.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 si sono arruolati<\/strong><br>La mostra mescola le immagini alle biografie, soffermandosi anche sulle ragioni che hanno portato i tre protagonisti a firmare l\u2019ingaggio. Una scelta estrema che va inquadrata nel contesto storico del secondo dopoguerra.\u00a0<br>Le loro storie rappresentano, infatti, quelle di migliaia di giovani pi\u00f9 o meno costretti a vedere nella Legione straniera l\u2019unico approdo possibile. Molti di loro erano migranti economici, entrati clandestinamente in Francia in cerca di lavoro. Una volta scoperti, venivano messi di fronte ad un aut aut: l\u2019ingaggio nei Kep\u00ecblanc oppure la galera e poi il rimpatrio. Altri ancora, seppur giovanissimi, erano in fuga dalle \u201cscorie\u201d della guerra: ex fascisti e repubblichini, ma anche partigiani e anarchici o semplicemente sbandati, incapaci di reinserirsi nella societ\u00e0. C\u2019era poi chi scappava dalla giustizia e vedeva nell\u2019anonimato garantito dalla Legione un\u2019opportunit\u00e0 per evitare il carcere. Molti di questi giovani avevano solo un\u2019idea vaga di cosa fosse realmente la Legione straniera, e, ancor meno, cognizione del conflitto in Indocina. Una guerra che per ferocia, vittime e crudelt\u00e0 \u00e8 paragonabile solo al Vietnam \u201camericano\u201d degli anni Sessanta. Gli altri due protagonisti sono Beniamino Leoni, bolzanino, che poi ha disertato per combattere insieme ai partigiani viet; e Rudi Altadonna, anch\u2019egli bolzanino, ucciso a 24 anni il 21 aprile 1954 nella conca di Dien Bien Phu.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>foto principale: Una delle foto di Emil Stocker, legionario meranese, morto nel 2020, cge faceva parte della 13esima Mezza brigata<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda guerra mondiale era finita da poco, ma c\u2019\u00e8 chi non ha smesso di abbracciare il fucile e di tornare a tuffarsi nell\u2019orrore di un conflitto. Dall\u2019altra parte del mondo. 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