{"id":3349,"date":"2021-06-17T01:20:00","date_gmt":"2021-06-17T00:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3349"},"modified":"2021-06-18T09:52:37","modified_gmt":"2021-06-18T08:52:37","slug":"santantonio-lantica-cittadella-sacra-di-laives","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/06\/17\/santantonio-lantica-cittadella-sacra-di-laives\/","title":{"rendered":"Sant&#8217;Antonio, l&#8217;antica cittadella sacra di Laives"},"content":{"rendered":"\n<p>Correva l\u2019anno 180 d.C. Le interminabili guerre tra l\u2019impero e i sediziosi Marcomanni condizionavano pesantemente la vita della popolazione \u2013 anche nella piccola terra tra i monti. Il 17 marzo mor\u00ec a Vindibona (Vienna) il leggendario imperatore Marco Aurelio, lasciando il trono al figlio diciannovenne Commodo. Laives, gi\u00e0 fiero villaggio retico ai piedi del soleggiato Montelargo, fa parte con tutta la valle dell\u2019Adige fino a Statio Maiensis (Merano) della Regio X Venetia et Histria. Nei giorni del solstizio invernale, nei pressi del tempio di Saturno si radunano i possidenti della zona con i loro schiavi (che godevano di particolari privilegi durante le festivit\u00e0) per festeggiare i Saturnali che ogni anno si svolgevano tra il 17 e il 23 dicembre. Grandi carri trasportano le botti di vino retico, su tavoli di legno sistemati davanti al piccolo tempio vengono offerti cibi e frutti di ogni genere. Dopo le cerimonie sacre officiate dalle sacerdotesse in onore della divinit\u00e0 e dell\u2019anima dei defunti, la festa durava ininterrottamente per una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scena di 2000 anni fa probabilmente si \u00e8 svolta nel piazzale davanti all\u2019odierna chiesa, dove si trovava il tempio di una divinit\u00e0 venerata in tutto il territorium tridentinum, Sarturno. Ci troviamo dunque nell\u2019area sacra, nella cittadella, il cui nome antico ci \u00e8 ignoto. In epoca medievale questo luogo venne denominato St. Anton \/ Sant\u2019Antonio (Abate), un toponimo oggi completamente dimenticato. Solo la vecchia chiesa parrocchiale porta ancora il suo nome insieme a quello di S. Nicola. I nomi di santi, a differenza di quelli \u201claici\u201d di derivazione popolare, erano sempre imposti dalle istituzioni per sostituire precedenti denominazioni \u201cpagane\u201d. Perci\u00f2 possiamo pensare che proprio al posto dell\u2019attuale chiesa si trovasse un tempio pagano. Nel commendarius trentino si legge: \u201cin villa Leifers quidam capella in honorem sanct antoni confessoris antiquitis constructa\u201c. (Nel paese di Laives fu costruita in tempi antichi una cappella in onore di Sant\u2019Antonio). Con antiquitis ci si riferisce probabilmente ai tempi carolingi o poco prima, nei quali il Cristianesimo si impose definitivamente da queste parti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 proprio Sant\u2019Antonio? Chi era costui? Dalle storie di Atanasio (Vita Antonii) apprendiamo che nacque in Egitto nel 251 e qui trascorse tutta la vita nel deserto; mor\u00ec a 105 anni nel 356. Era, tra l\u2019altro, il protettore degli allevatori e degli animali domestici, e perci\u00f2 veniva anche chiamato Sant\u2019Antonio dei porcelli. Antonio aveva quindi il delicato \u201ccompito\u201d di far dimenticare una divinit\u00e0 precedente molto amata. Attorno all\u2019anno 1000 le reliquie del santo furono portate a La-Motte-au-Boi e in tutta Europa si diffuse rapidamente il suo culto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reinhard Christanell ripercorre ancora una volte il passato remoto di Laives.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-3349","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3349"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3349\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3403,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3349\/revisions\/3403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}