{"id":3417,"date":"2021-07-01T01:00:00","date_gmt":"2021-07-01T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3417"},"modified":"2021-06-30T10:25:19","modified_gmt":"2021-06-30T09:25:19","slug":"in-origine-ci-furono-12-ville-e-8-virtu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/01\/in-origine-ci-furono-12-ville-e-8-virtu\/","title":{"rendered":"In origine ci furono 12 ville (e 8 virt\u00f9)"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per secoli nella piana del capoluogo, la citt\u00e0 di Bolzano rappresent\u00f2 solo una minima parte del territorio. Gran parte della conca infatti era raggruppata sotto la giurisdizione di Gries e Dodiciville. Ma cosa significa Dodiciville (Zw\u00f6lfmalgreien in lingua tedesca) e dove si trovavano in origine queste \u201cville\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Notoriamente il nucleo urbano di Bolzano risale al XIII secolo. Si trattava di un borgo prevalentemente mercantile, essendo costituito da una via lunga circa 350 metri sulla quale si affacciavano case strette e lunghe con la facciata sul porticato, profonde cantine, interni cortili aperti e locali magazzino per le merci.<br>Questa era ed \u00e8 tutt\u2019ora la via Portici. Cos\u00ec come non ha cambiato il proprio nome anche Piazza del Grano, Kornplatz, dove sorgeva il castello vescovile, chiamata cos\u00ec sin dal 1277, anno in cui il conte Mainardo II di Tirolo conquist\u00f2 la citt\u00e0 e ne abbatt\u00e9 le mura di cinta.<br>Ma da l\u00ec in poi il nucleo storico della citt\u00e0 di Bolzano non ebbe modo di crescere molto, se non in prossimit\u00e0 delle vie di accesso alla citt\u00e0 appunto (le attuali via Museo, via Bottai), tanto che la conca bolzanina fino agli inizi del XX Secolo contava tre comuni ben distinti: Bolzano, Gries e Dodiciville. Com\u2019\u00e8 noto questi ultimi due vennero inglobati nel comune di Bolzano rispettivamente solo nel 1911 e nel 1925.<br>A testimonianza dell\u2019epoca precedente oggi restano i comuni catastali, e dalle mappe si evince che il Comune di Bolzano non rappresentava che una parte dell\u2019attuale zona con il bollino verde per i parcheggi, compresa tra il cuneo dato dalla confluenza Talvera e Isarco da un lato e ricomprendendo tutto il nucleo commerciale storico fino all\u2019odierna via Hofer. Basti pensare che la stazione ferroviaria all\u2019epoca della sua costruzione nell\u2019800 non si trovava sul suolo di Bolzano, ma di Dodiciville, che dei tre era decisamente il comune pi\u00f9 esteso.<br>Oggi quando parliamo di Dodiciville pensiamo soprattutto al quartiere intorno a Piazza Dogana\/ Zollstange (1), che di fatto per\u00f2 era solo una delle dodici originarie \u201cMalgreien\u201d.<br>L\u2019originario comune di Dodiciville era infatti costituito da 12 centri rurali quasi tutti vitivinicoli, le Malgreien appunto, sparsi su uno spazio enorme che delimitava Bolzano da tre lati. Dai vigneti sui pendii di San Pietro (2) a sud di Castel Roncolo e sotto al maso \u201cPeter Ploner\u201c, il comune si estendeva alla base del Monte Tondo con la Malgrei di San Giovanni in Villa (3), che sorgeva intorno alla omonima chiesetta in stile tardo romanico con elementi gotici, fino a Rencio (4) che arrivava fino al Rivellone (il torrente in prossimit\u00e0 dell\u2019odierno bivio per il Renon) e comprendeva anche l\u2019attuale zona dei Piani.<br>Pi\u00f9 a monte rispetto a Rencio facevano parte del comune di Dodiciville le frazioni costruite intorno alle chiesette Santa Maddalena (Praz\u00f6ll) (5), e Santa Giustina (6), nonch\u00e9 la zona di Leitach (7), che grosso modo si trovava all\u2019imbocco della Val d\u2019Isarco, dove oggi sorge la centrale idroelettrica di Cardano.<br>Da l\u00ec il Comune di Dodiciville si estendeva anche in direzione Sud-Ovest, seguendo l\u2019Isarco fino alla confluenza con l\u2019Adige, comprendendo la Malgrei Isarco (Campiglio) (8) con la la suggestiva chiesetta trecentesca di San Martino, (quella che oggi \u00e8 letteralmente compressa tra la statale del Brennero e l\u2019autostrada), Campegno ed il Colle (9). Poi seguivano il Virgolo (10), la zona pedemontana di Aslago (11), ed infine Oltrisarco (San Giacomo) (12), che comprendeva anche la campagna in zona Agruzzo.<br>L\u2019importanza delle zone vitivinicole intorno a Bolzano \u00e8 documentata ed esaltata anche nella poesia riguardo alle Acht Bozner Seligkeiten, che potremmo tradurre come le otto virt\u00f9 di Bolzano, i requisiti che il vero bolzanino doveva avere per essere considerato tale, e che erano una sorta di status symbol. Al secondo posto in questa lista spiccava il requisito di possedere, oltre che una casa sotto ai portici, anche una azienda vinicola a Leitach (o comunque in una delle 12 Malgreien o a Gries). L\u2019importanza di Leitach per Bolzano \u00e8 rappresentata anche dalla apposita porta della chiesa parrocchiale di Bolzano, che verso Est ha appunto il Leitacher T\u00f6rl, il portoncino di Leitach.<br>Le altre virt\u00f9 erano: possedere una casa estiva al Renon, avere una panca assegnata nella chiesa parrocchiale, una loggia a teatro, una tomba di famiglia sotto alle arcate del cimitero. Si doveva anche possedere tantissima biancheria ed ed essere sposati con una bolzanina oppure imparentati con una von Zallinger.<br>Nonostante la forte estensione territoriale, di cui troviamo conferma nelle mappe catastali, il comune di Dodiciville si svilupp\u00f2 poco in termini di popolazione. La Malgrei \u201cAn der Zollstange\u201d, di cui oggi resta la denominazione popolare \u201cPiazza Dogana\u201d si trovava a ridosso del centro di Bolzano e nel 1911, con la creazione del \u201cPassaggiio Julius Perathoner\u201d (ovvero la costruzione di un arco nella Casa Amonn), i due comuni si fusero e oggi per molti il termine Dodiciville non fa che identificare la zona compresa tra Via Piave e la stazione a valle della funivia del Renon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa significa Dodiciville e dove si trovavano in origine queste \u201cville\u201d?<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3418,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-3417","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bolzano-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3417"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3419,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3417\/revisions\/3419"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}