{"id":3463,"date":"2021-07-01T01:30:00","date_gmt":"2021-07-01T00:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3463"},"modified":"2021-06-30T11:21:34","modified_gmt":"2021-06-30T10:21:34","slug":"e-mail-che-tracciano-dove-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/01\/e-mail-che-tracciano-dove-siamo\/","title":{"rendered":"E-mail che tracciano dove siamo"},"content":{"rendered":"\n<p>Ha fatto scalpore, a febbraio di quest\u2019anno, la notizia, apparsa sulla BBC, che un numero impressionante di e-mail che riceviamo contiene un vero e proprio \u201ctrucco da prestigiatore\u201d per tracciare informazioni sul ricevente. Per chi \u00e8 interessato a leggere la notizia originale, basta cercare sul web il titolo \u201cSpy pixels in emails have become endemic\u201d. Il titolo stesso indica che questo trucco si basa sugli \u201cspy\u201d pixel.<br>Per spiegarvi come funziona, devo brevemente raccontarvi che quando navighiamo sul web, le pagine che vediamo vengono caricate sulla base di informazioni che otteniamo da computer \u201clontani\u201d. Immaginate che con il mio cellulare (chiamiamolo C) io voglia vedere su web la foto di un hotel che mi piace. Quella foto \u00e8 memorizzata nel computer dell\u2019hotel (chiamiamolo H) collegato in rete (non possiamo qua approfondire come fa C a trovare H &#8211; immaginiamo che lo conosca gi\u00e0). Per ottenere l\u2019immagine da H, C avvia un \u201cprotocollo di scambio informazioni\u201d\u2026 immaginatelo proprio come due persone che si parlano: C si presenta, H risponde, poi C chiede di avere la foto, H la cerca e la spedisce a C (o meglio, spedisce i bit che permetteranno a C di ricomporre l\u2019immagine).<br>Adesso immaginatevi lo stesso tipo di interazione, ma avviato in modo \u201cnascosto\u201d. Questo \u00e8 quello che succede con quei famigerati \u201cspy pixel\u201d all\u2019interno di una e-mail. Gli spy pixel altro non sono che minuscole immagini trasparenti, quindi invisibili all\u2019occhio umano, che vengono inserite all\u2019interno di una e-mail. In realt\u00e0, nell\u2019e-mail viene inserito il fatto che quelle piccoli immaginette andranno richieste via internet a un computer lontano (chiamiamolo Z, il computer dell\u2019azienda che ci ha mandato l\u2019e-mail, esattamente come l\u2019immagine dell\u2019hotel memorizzata da H). A quel punto, appena apriamo l\u2019e-mail, viene messo in moto, senza che ce ne accorgiamo, lo stesso protocollo che abbiamo descritto sopra per C e H, solo che questa volta il risultato \u00e8 che C mostrer\u00e0 un\u2019immagine trasparente di cui la persona che sta leggendo l\u2019e-mail non si accorger\u00e0. Il fatto \u00e8 che mentre C e Z si parlano, Z pu\u00f2 memorizzare informazioni su C, come ad esempio le informazioni su dove C \u00e8 localizzato, su quando l\u2019e-mail \u00e8 stata aperta, e altro. Questo \u00e8 solo uno dei tanti esempi di come, ad oggi, produciamo continuamente dati senza che ce ne accorgiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei tanti esempi di come produciamo continuamente dati senza che ce ne accorgiamo<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3464,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[24],"class_list":["post-3463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-citta-digitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3463"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3465,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3463\/revisions\/3465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}