{"id":35,"date":"2021-01-14T09:44:15","date_gmt":"2021-01-14T09:44:15","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=35"},"modified":"2021-02-01T08:59:52","modified_gmt":"2021-02-01T08:59:52","slug":"ci-lasciamo-dietro-le-spalle-un-anno-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/14\/ci-lasciamo-dietro-le-spalle-un-anno-difficile\/","title":{"rendered":"Ci lasciamo dietro le spalle un anno difficile"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel 2020 la pandemia ha fortemente condizionato le nostre vite. Con l\u2019aiuto del giornalista Maurizio Ferrandi ripercorriamo un anno complicato che ha provocato ansia e dolore, mettendo in discussione alcuni aspetti del nostro vivere comune che fino a ieri ci erano sembrati scontati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche in quest\u2019anno molto particolare abbiamo pensato di mantenere il nostro tradizionale appuntamento volto a ripercorrere la cronaca degli ultimi 12 mesi assieme a un collega giornalista. Per l\u2019occasione abbiamo ospite l\u2019ex caporedattore della redazione italiana e ladina di Rai Alto Adige Maurizio Ferrandi, un volto noto anche della ricerca storica altoatesina. Con lui abbiamo cercato di sintetizzare i momenti salienti di un anno 2020 per forza di cose fagocitato dall\u2019emergenza legata alla pandemia del Coronavirus. Nell\u2019anno appena trascorso e salutato in sordina non c\u2019\u00e8 stato infatti nemmeno un aspetto del vivere comune a risultare in qualche modo immune rispetto alle restrizioni alle quali non ci siano ancora abituati e che speriamo di poter finalmente superare nel corso del 2021.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;INTERVISTA <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Partiamo dalla politica locale: come ha affrontato la pandemia?<\/strong><br>Anche qui come in tutto il mondo la politica \u00e8 stata presa assolutamente in contropiede. A livello locale il tratto caratterizzante \u00e8 stato cercare a tutti i costi di gestire la vicenda in maniera autonoma rispetto al livello nazionale. Il tentativo in alcuni casi \u00e8 riuscito, in altri ha mostrato delle incertezze e dei momenti di arretramento. Basti pensare a ottobre quando qui si voleva tenere tutto aperto ma poi nel giro di pochi giorni si \u00e8 stati costretti a chiudere a causa della forza dei dati. In ogni caso la politica locale in termini di lotta alla pandemia non ha fatto n\u00e9 meglio n\u00e9 peggio che altrove. Ma in parallelo manca ancora un tentativo serio di riorganizzare un settore sanitario che qui come altrove ha dimostrato di essere assolutamente carente e bisognoso di una profonda riforma.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E la sanit\u00e0 altoatesina come ha reagito?<\/strong><br>Che la sanit\u00e0 altoatesina non attraversasse una stagione felice lo si sapeva gi\u00e0 prima del Covid. Recentemente sono state anche rese note delle statistiche che sui livelli essenziali di assistenza ci collocano addirittura agli ultimi posti a livello nazionale. La politica perseguita negli ultimi anni si pu\u00f2 ancora adattare a una situazione come quella che stiamo vivendo e soprattutto a quello che dovremo avere in futuro. \u00c8 evidente a tutti la contraddizione che esiste oggi tra la politica dei sette ospedali da difendere a tutti i costi e una medicina del territorio che invece appare carente, cos\u00ec come l\u2019assistenza domiciliare. Ora siamo presi dall\u2019emergenza, ma sarebbe davvero l\u2019occasione buona per una revisione del \u201cmodello sanitario\u201d, visto che probabilmente arriveranno dei fondi suppletivi. Non limitandoci alla questione della lingua dei medici, che pure \u00e8 un problema serio.<br>Stiamo vivendo in tutto il mondo un\u2019emergenza che speriamo prima o poi si normalizzi, ma \u00e8 chiaro per tutti che questa non sar\u00e0 l\u2019ultima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La pandemia ha avuto un impatto tale da mettere in crisi diversi settori dell\u2019economia altoatesina, seminando anche inquietudine a livello sociale. Per non parlare delle attivit\u00e0 culturali e associative, praticamente azzerate.<\/strong><br>Tutto sommato la provincia di Bolzano finora ha reagito abbastanza bene all\u2019emergenza. A essere colpito in particolare \u00e8 stato il settore del turismo. Ma anche il commercio e il terziario hanno avuto importanti conseguenze. A medio e lungo termine ci saranno degli strascichi abbastanza pesanti, ma l\u2019errore pi\u00f9 grosso ora sarebbe quello di pensare che fra un anno tutto torner\u00e0 come prima. Credo che occorrer\u00e0 capire che ci sono anche dei modelli di sviluppo rispetto all\u2019espansione a tutti i costi che \u00e8 stata perseguita in passato, soprattutto nel turismo. Abbiamo infatti avuto un boom spaventoso negli ultimi anni, con una serie di conseguenze. L\u2019Alto Adige ha delle grandi possibilit\u00e0 anche in questa prospettiva, lo ha dimostrato la scorsa estate in cui l\u2019offerta turistica altoatesina rimodulata \u00e8 risultata molto competitiva. Possiamo essere fiduciosi, ma \u2013 lo ripeto \u2013 pensare che tutto possa tornare come prima sarebbe un errore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cercando di allargare il discorso, uscendo dal tema Covid, dobbiamo anche ricordare che il 2020 ha portato al rinnovo delle amministrazioni comunali in Alto Adige. Quali sono state le principali novit\u00e0?<\/strong><br>A Bolzano possiamo dire che ci si attendeva lo sfondamento del centrodestra, ma che questo non c\u2019\u00e8 stato. Il centrodestra ha ottenuto un buon numero di voti, la Lega ha fatto man bassa come era prevedibile e c\u2019\u00e8 stata la crescita di Fratelli d\u2019Italia, ma questo non \u00e8 bastato per far vincere Zanin, un personaggio che era stato scelto proprio per allargare il perimetro del consenso verso il centro moderato. Caramaschi partiva evidentemente avvantaggiato dal fatto di aver governato con un discreto consenso negli anni precedenti, facendo diverse cose e dando un\u2019impressione di capacit\u00e0 ed efficienza. Va ricordato per\u00f2 che Caramaschi in realt\u00e0 partiva svantaggiato a causa dell\u2019esito del referendum sul tram. Al centrodestra \u00e8 mancata la capacit\u00e0 di andare oltre, recuperando un elettorato che non fosse quello tradizionale della destra. Poi c\u2019\u00e8 stata la scelta della SVP che ha preferito puntare su Caramaschi, anche sulla base della presenza nel centrodestra di una forza come Fratelli d\u2019Italia che la Stella Alpina a torto o a ragione continua ad identificare c come l\u2019erede della politica antiautonomista dell\u2019MSI e di AN.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019esito delle elezioni a Laives invece in pratica contraddicono quanto \u00e8 avvenuto a Bolzano, con la conferma a grande maggioranza del sindaco Bianchi e dell\u2019alleanza tra centrodestra e SVP.<\/strong><br>A Laives non c\u2019\u00e8 molta materia del contendere. Il centrosinistra si \u00e8 fortemente indebolito e non \u00e8 riuscito a presentarsi agli elettori con un progetto forte, mentre il centrodestra guidato da Bianchi, persona pragmatica e affidabile, \u00e8 riuscito a conquistarsi le simpatie della Stella Alpina. Contraddizioni etniche a Laives non ce ne sono e quindi alla fin fine la cosa funziona. La stessa cosa poteva avvenire anche a Bolzano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Merano invece il discorso \u00e8 totalmente diverso.<\/strong><br>S\u00ec, quasi opposto. Penso che a Merano ci sia un \u201cnon detto\u201d. Nei prossimi decenni Merano avr\u00e0 un grosso problema da risolvere: cosa fare dell\u2019enorme area dismessa delle caserme e \u2013 forse \u2013 anche di quella attigua dell\u2019ippodromo. L\u2019idea di gestire urbanisticamente quell\u2019area pu\u00f2 attirare molti interessi, legittimi. Ma in questo senso avere o non avere gli ecologisti al governo, pu\u00f2 chiaramente fare la differenza, molto pi\u00f9 che le questioni etniche. Alla questione del sindaco italiano o tedesco ci si pu\u00f2 senz\u2019altro appassionare, ma il vero snodo \u00e8 quello urbanistico che per\u00f2 finora non \u00e8 emerso nel dibattito. Una cosa \u00e8 certa: dalla tornata elettorale la SVP ne \u00e8 uscita come tramortita. Per la seconda volta hanno perso e questa volta non sono nemmeno riusciti ad andare al ballottaggio, la ferita \u00e8 ancora aperta. La Stella Alpina non \u00e8 riuscita ad archiviare l\u2019era R\u00f6sch; non poteva ufficialmente appoggiare il candidato italiano contro quello di lingua tedesca, per\u00f2 in realt\u00e0 abbiamo visto come le sue simpatie andavano proprio al candidato Dal Medico. E questo perch\u00e9 probabilmente c\u2019\u00e8 un comune sentire sul un\u2019idea di citt\u00e0. Se a Bolzano i Verdi sono tutto sommato potabili per la SVP, a Merano questo invece non succede. Le motivazioni economiche prevalgono, basti vedere anche Bolzano dove pure la Volkspartei ci tiene molto a tenere sotto controllo lo sviluppo urbanistico della citt\u00e0. Anche se in realt\u00e0 le grandi scelte nel capoluogo sono gi\u00e0 state fatte, a ben vedere. Con la citt\u00e0 incapsulata e ferma, al di l\u00e0 del mega progetto dell\u2019areale sul quale pare siano tutti d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo chiuso l\u2019anno senza il mercatino di Natale. Una fine d\u2019anno quasi surreale\u2026<\/strong><br>La citt\u00e0 di Bolzano vive di commercio, da sempre. Non dobbiamo dimenticarci che l\u2019edificio pi\u00f9 bello della citt\u00e0 si chiama proprio Palazzo Mercantile. Per anni si sono osteggiati i centri commerciali, alla fine la citt\u00e0 si \u00e8 arresa, ma ora a mettere in crisi i negozi \u00e8 il commercio online, cresciuto in maniera vertiginosa durante la pandemia. A Bolzano non si sono mai vista cos\u00ec tante vetrine buie, ma non va dimenticato che i prezzi degli affitti dei locali sono sempre rimasti altissimi, anche in questo periodo. E va osservato che in citt\u00e0 ci sono negozi chiusi da decenni, perch\u00e9 i proprietari preferiscono non affittare, piuttosto che guadagnare di meno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo fanno perch\u00e9 se lo possono permettere.<\/strong><br>Indubbiamente. Ma facciamo i conti con una forte contraddizione: si parla di espansione nell\u2019areale quando di fatto la citt\u00e0 si sta svuotando dal suo interno. Sembra che Caramaschi ora voglia intervenire per cercare di calmierare gli affitti. Mi sembra giusto: i proprietari degli immobili ora dovrebbero essere indotti ad abbassare i loro canoni, sulla base di una specifica politica fiscale. Altrimenti non ci sar\u00e0 fine allo svuotamento di negozi e uffici. Il problema \u00e8 soprattutto legato al comportamento di alcuni grandi proprietari, che detengono mezza citt\u00e0 ma preferiscono non affittare. Non so cosa aspettino: con la realizzazione di Benko e areale quel poco di richiesta che c\u2019\u00e8 verr\u00e0 in pratica assorbita tutta l\u00ec. E allora? Anche la Provincia ha la sua responsabilit\u00e0, avendo deciso di concentrare tutti i suoi uffici nel centro storico. La citt\u00e0 sarebbe senz\u2019altro molto pi\u00f9 vivibile se gli uffici pubblici fossero distribuiti in periferia. Eviteremmo tra l\u2019altro due terzi del problema del pendolarismo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>MAURIZIO FERRANDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bolzanino di nascita, Maurizio Ferrandi ha coniugato, sin dai tempi degli studi universitari, la passione per il giornalismo con quella per la storia altoatesina del \u2018900. Si \u00e8 laureato con una tesi sugli accordi Hitler-Mussolini del 1939 e le Opzioni di cittadinanza. Mentre lavorava presso le redazioni del quotidiano \u201cl\u2019Adige\u201d, di \u201cTVA Televisione delle Alpi\u201d e del quotidiano \u201cAlto Adige\u201d, ha scritto un libro sulla storia della Fiera di Bolzano e la biografia di Ettore Tolomei (L\u2019uomo che invent\u00f2 l\u2019Alto Adige, Publilux, Trento 1986). Per venticinque anni ha lavorato presso la RAI di Bolzano, realizzando tra l\u2019altro diversi programmi a carattere storico sul la chiusura del \u201cPacchetto\u201d e sull\u2019\u201cAccordo Degasperi Gruber\u201d. Ha lasciato nel 2013 l\u2018incarico di caporedattore responsabile delle redazioni italiana e ladina, per dedicarsi completamente alla ricerca storica.<br>Da allora ha pubblicato due volumi dedicati alle cronache parlamentari della questione altoatesina e ha curato un\u2019antologia di scritti sull\u2019Alto Adige terra di frontiera. Tutti questi libri sono stati pubblicati dalla casaa editrice Alpha Beta, compresa la riedizione aggiornata della biografia di Tolomei, uscita nello scorso autunno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2020 la pandemia ha fortemente condizionato le nostre vite. Con l\u2019aiuto del giornalista Maurizio Ferrandi ripercorriamo un anno complicato che ha provocato ansia e dolore, mettendo in discussione alcuni aspetti del nostro vivere comune che fino a ieri ci erano sembrati scontati. 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