{"id":3518,"date":"2021-07-01T01:20:00","date_gmt":"2021-07-01T00:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3518"},"modified":"2021-06-30T14:47:46","modified_gmt":"2021-06-30T13:47:46","slug":"i-nomi-del-passato-agruzzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/01\/i-nomi-del-passato-agruzzo\/","title":{"rendered":"I nomi del passato: Agruzzo"},"content":{"rendered":"\n<p>A nord di Laives (e a sud di Bolzano), nei pressi dell\u2019attuale aeroporto, per secoli si trovava una zona incolta e insalubre utilizzata dagli abitanti delle due localit\u00e0 (e di alcuni paesi montani) soprattutto come pascolo invernale. L\u2019Isarco, che correva minaccioso a ridosso dei centri abitati prima di essere deviato verso Castelfirmiano, allagava costantemente l\u2019area tra Oltrisarco (Oberau) e San Giacomo (Unterau) e perci\u00f2 ogni coltivazione continuativa era destinata a scomparire rapidamente.<br>Quest\u2019ampia superficie di quasi 50 ettari veniva chiamata Grutzen o Grutz, in italiano Agruzzo. Nel 1582 un documento noto proprio come &#8220;Grutz-Urbar&#8221; (Descrizione della Grutz in der Au sotto Bolzano) ne elencava tutti gli appezzamenti di terreno. Ma gi\u00e0 nel &#8220;1496 i Niederthor bolzanini avevano ottenuto il diritto di assegnare terreni presso l\u2019Isarco&#8221;. I piccoli coltivatori dovevano liberare la terra dal pietrame apportato dal fiume, qualcuno vi coltivava un piccolo vigneto o campo, altri erigevano improbabili muri di contenimento delle acque. Nel catasto teresiano \u00e8 rimasta traccia di queste particelle.<br>Ma cosa significa Grutz \/ Agruzzo? Si tratta di una denominazione &#8220;tedesca&#8221; risalente all\u2019arrivo dei Baiuvari nella valle dell\u2019Adige tra il sesto e l\u2019ottavo secolo? O di un vecchio nome romanico o addirittura preromano poi germanizzato?<br>I nomi dei campi spesso derivano dall\u2019utilizzo o dalla consistenza degli stessi. Per esempio Laimburg deriva sicuramente da Laim, limo. Perci\u00f2 la supposizione dei fratelli Grimm che Grutzen derivi da Gr\u00fctze (frumento frantumato, cosa piccola, dalla radice indogermanica ghreud, sminuzzare) \u00e8 decisamente pertinente. Un qualche collegamento \u00e8 possibile anche con il termine &#8220;Gries&#8221; (Griez, arena) per terreno sabbioso.<br>L\u2019ipotesi &#8220;bavarese&#8221; \u00e8 suggestiva ma poco convincente. Scriveva infatti Karl Finsterwalder: &#8220;L\u2019occupazione bavarese (\u2026) trov\u00f2 le nostre vali tirolesi ancora abitate e i moltissimi toponimi pregermanici dimostrano che la popolazione rimase nei propri paesi&#8221;.<br>Dunque i Baiuvari non sostituirono la vecchia popolazione romanica ma si insediarono accanto ad essa, utilizzando la toponomastica preesistente. Questi eventi tra il VII e l\u2019VIII secolo sono comprovati anche dagli scontri proprio in questa zona tra Longobardi e Baiuvari. Solo nel 769 Bolzano con Laives divennero possedimento dei Baiuvari, dato che allora il loro duca Tassilo III, sposato a Liutberga, figlia dell\u2019ultimo sovrano longobardo Desiderio, appare &#8220;in Bauzano rediente de Italia&#8221;.<br>\u00c8 dunque assai probabile che il termine Grutz trovi origine in quest\u2019epoca e nella lingua longobarda, che conosceva anche il termine grutsa o grutsena con il significato di piccolo podere di una dimensione tra i 12 e i 30 iugeri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuova puntata della rubrica di Reinhard Christanell dedicata alle memorie di Laives<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3519,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-3518","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3518"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3518\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3520,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3518\/revisions\/3520"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}