{"id":3644,"date":"2021-07-15T01:16:00","date_gmt":"2021-07-15T00:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3644"},"modified":"2021-07-14T10:40:39","modified_gmt":"2021-07-14T09:40:39","slug":"mamming-nei-cuore-di-steinach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/15\/mamming-nei-cuore-di-steinach\/","title":{"rendered":"Mamming: nei cuore di Steinach"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel piazzale superiore del Duomo e pi\u00f9 precisamente nella estremit\u00e0 occidentale dell\u2019antichissimo quartiere di Steinach, dominato dalla Torre Polveriera, si affaccia uno dei pi\u00f9 bei palazzi di Merano. Dal 2015 \u00e8 sede del Museo Civico meranese, il suo nome \u00e8 conosciuto attualmente come palazzo Mamming, in precedenza era citato come Palais Desfour, o Steinachheim.<br>I primi proprietari e committenti furono i baroni Mamming, i quali nel 1675 diedero l\u2019incarico all\u2019architetto Karl Delai di realizzare una residenza in stile tardo &#8211; rinascimentale.<br>L\u2019edificio si staglia nettamente dalle altre costruzioni della piazza, per la rigorosit\u00e0 delle sue forme classiche e geometriche, quasi palladiane. Un maestoso portale in bugnato a tutto sesto, ne fa la sua porta d\u2019accesso. Nei piani superiori \u00e8 scandita la sequenza regolare delle aperture finestrali e dei grandi mensoloni seicenteschi che sorreggono la copertura sovrastante. La particolarit\u00e0 e l\u2019accentuazione dello \u201cstile italiano\u201d \u00e8 data dal balcone, in corrispondenza del portone d\u2019ingresso. Ricordiamo che nell\u2019architettura tirolese questa struttura aggettante \u00e8 molto rara, in quanto invece viene privilegiato l\u2019Erker. Gli interni sono affrescati sia nelle volte che nelle pareti superiori laterali in una intersezione e sequenza di elementi concavi e convessi, intercalati da lunette con volta a spicchio.<br>L\u2019affresco di maggior rilievo \u00e8 dato dalla \u201callegoria della Vittoria alata\u201d.<br>Fino alla morte di Angelika Steiner Lupi palazzo mamming era sede del Museo Steiner ed era conosciuto come palazzo Desfour, dal nome della penultima proprietaria. Angelika Steiner era figlia del famoso scultore meranese Hermann Steiner (1878 &#8211; 1963), e proprio lei fece del palazzo un museo per poter esporre al pubblico le opere del padre, un artista premiato in Europa ed in America, ma forse poco conosciuto ed apprezzato nella sua citt\u00e0 natale.<br>Il museo poneva in bella vista la sua opera pi\u00f9 famosa, \u201cLa marcia della libert\u00e0\u201d. L\u2019opera &#8211; un altorilievo dalla potente carica espressiva lungo cinque metri e nel quale sono rappresentate pi\u00f9 di trecento figure &#8211; veniva custodita con orgoglio e passione dalla figlia. Alla morte di Angelika Steiner il palazzo ed il suo patrimonio rischiarono di essere dispersi, ma nel 1991 il Comune di Merano lo acquist\u00f2, restituendoci, restaurato, questo prezioso gioiello architettonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel piazzale superiore del Duomo e pi\u00f9 precisamente nella estremit\u00e0 occidentale dell\u2019antichissimo quartiere di Steinach, dominato dalla Torre Polveriera, si affaccia uno dei pi\u00f9 bei palazzi di Merano. 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