{"id":3747,"date":"2021-07-29T01:06:00","date_gmt":"2021-07-29T00:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3747"},"modified":"2021-07-28T07:52:24","modified_gmt":"2021-07-28T06:52:24","slug":"prent-la-valle-dei-fantasmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/29\/prent-la-valle-dei-fantasmi\/","title":{"rendered":"Prent, la valle dei fantasmi"},"content":{"rendered":"\n<p>La Vallarsa \/ Brantental che collega la Bassa Atesina (e in particolare Laives) all&#8217;altipiano del Monte Regolo, rientra a buon diritto tra le localit\u00e0 fantasma. Ma questa gola stretta tra spaventose pareti porfiriche e attraversata da un torrente impetuoso pu\u00f2 vantare un passato di tutto rispetto. Un tempo veniva chiamata semplicemente &#8220;Leiferer Tal \/ Valle di Laives oppure &#8220;Valle dei Liechtenstein&#8221; (che ne erano i proprietari). Oggi vi si affacciano solo edifici in rovina, masi semiabbandonati, mulini e officine crollati e ponti caduti.<br>Accanto alle risorse idriche e alle varie miniere che vi venivano coltivate, dal medioevo in poi questa valle ha conquistato grande rilevanza nel commercio di legname e nell&#8217;estrazione del porfido. Ma dalla costruzione della strada della val d&#8217;Ega a met\u00e0 900, questa valle \u00e8 caduta in un sonno profondo e attende da decenni l&#8217;improbabile comparsa di un taumaturgico principe azzurro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome secolare della valle contiene l&#8217;antica parola tedesca &#8220;Brand-Prant&#8221;, che potrebbe derivare dalle numerose &#8220;Brandrodungen&#8221; (disboscamento per abbruciamento) che vi venivano praticate. Come la valle si chiamasse prima, non \u00e8 noto. \u00c8 presumibile che un luogo di tale rilievo per i collegamenti tra la valle dell&#8217;Adige e il Regglberg abbia portato un nome romano o preromano.<\/p>\n\n\n\n<p>Un qualche indizio ci pu\u00f2 essere fornito dalla circostanza che la valle nel gergo popolare continua a chiamarsi semplicemente &#8220;Val&#8221; o, in tedesco, &#8220;Tal&#8221;. E perci\u00f2 non si pu\u00f2 escludere che anche il suo primo nome sia stato il retico &#8220;Vul&#8221; o &#8220;Val&#8221;, da cui successivamente &#8220;Vallis&#8221; e &#8220;Tal&#8221;.<br>A Nova Ponente esistevano in epoca medievale otto quartieri o Roden. Uno di questi si chiamava \u2013 e si chiama ancora \u2013 Prent. Qui si trova anche il maso Prentner, nominato per la prima volta nel 1336 come &#8220;de Prente de nova teutonica&#8221;. Prent(e) dovrebbe essere il plurale di Brand (incendio), e la valle potrebbe anche aver preso questo nome &#8220;Prentner Tal&#8221; da questo maso Prent. A volte viene chiamato anche im Prand, Pr\u00fcntental oder Pr\u00e4ntental.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il nome &#8220;Brant&#8221; non \u00e8 univoco. Molti studiosi ritengono che toponimi con la radice Pre- o Pren- o Bran- siano da porre in collegamento con il popolo dei Breoni che a suo tempo frequentavano l&#8217;area alpina. Nomi come Brenner, Brenta, Brentonico, Breguzzo, Brione, Breno e molti altri ancora deporrebbero a favore di questa ipotesi. Se anche Brantental \/ Vallarsa rientri in questo novero non si sa.<br>Interessante ci sembra invece l&#8217;ipotesi delio studioso Ernst Forstemann, che ritiene che i nomi con &#8220;Brand&#8221; non derivino dal fuoco e da brennen (ardere) ma dall&#8217;acqua: &#8220;Questi nomi ci suggeriscono che deve essere esistita una radice Brand o Brant per corsi d&#8217;acqua, come per esempio nei fiumi Brend e Brenz, che trovano la loro origine nell&#8217;indogermanico brendh (sgorgare). Anche Hans Krahe riconobbe nel termine la radice bhrondhi, fonte.<br>Si pone dunque il quesito se la Brantental \/ Vallarsa abbia preso il suo nome dalla &#8220;Rode Prent&#8221; o se il nome di questa derivi dal rio che la attraversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Vallarsa \/ Brantental rientra a buon diritto tra le localit\u00e0 fantasma. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3748,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-3747","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3747"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3747\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3814,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3747\/revisions\/3814"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}