{"id":3785,"date":"2021-07-29T01:00:00","date_gmt":"2021-07-29T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3785"},"modified":"2021-07-27T15:49:26","modified_gmt":"2021-07-27T14:49:26","slug":"cauto-ottimismo-tra-le-imprese-altoatesine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/07\/29\/cauto-ottimismo-tra-le-imprese-altoatesine\/","title":{"rendered":"Cauto ottimismo tra le imprese altoatesine"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il graduale ritorno alla normalit\u00e0 infonde nuova fiducia alle imprese altoatesine: si prevede una crescita dei fatturati e oltre tre quarti degli operatori confidano in una redditivit\u00e0 quantomeno soddisfacente nel 2021. Alla luce di questi segnali positivi, ma considerando anche l\u2019elevata incertezza che caratterizza alcuni settori, il forte rincaro delle materie prime e i rischi connessi alla diffusione della variante Delta, l\u2019IRE \u2013 Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano rivede al rialzo le proprie valutazioni sulla dinamica del prodotto interno lordo altoatesino nel 2021, prevedendo un leggero rafforzamento della ripresa, la cui entit\u00e0 dovrebbe essere compresa tra +3,0 e +5,0 per cento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La rilevazione estiva del Barometro dell\u2019economia dell\u2019Ire mostra una ripresa della fiducia tra le imprese altoatesine, con il 76 per cento di esse che prefigura per quest\u2019anno una redditivit\u00e0 quantomeno soddisfacente. Le valutazioni espresse dagli imprenditori, seppur significativamente migliorate rispetto alla precedente indagine condotta a febbraio, sono comunque connotate da maggiore cautela rispetto a quanto registrato lo scorso autunno, quando oltre l\u201980 per cento degli intervistati espresse aspettative positive per il 2021. L\u2019incertezza che ancora avvolge molte imprese traspare altres\u00ec dalle decisioni di investimento. In molti settori dell\u2019economia sembra, infatti, essersi arrestato il trend di diminuzione in atto gi\u00e0 da prima della pandemia, ma sono pochi i comparti dove si prevede un effettivo rimbalzo degli investimenti, soprattutto per quanto riguarda quelli in fabbricati e veicoli.<\/p>\n\n\n\n<p>I segnali positivi<br>Tuttavia, non mancano i segnali positivi, cominciando dall\u2019andamento dei fatturati. Dopo aver archiviato il 2020 con un calo medio del 13 per cento e nonostante nei primi due mesi del 2021 sia stata registrata una diminuzione rispettivamente del 17 e del 18 per cento rispetto agli stessi mesi dello scorso anno, a partire da marzo si \u00e8 assistito ad una ripresa nella maggior parte dei settori. Attualmente oltre quattro imprese su dieci prefigurano un aumento del volume d\u2019affari nel 2021. L\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 testimoniato anche dai consumi energetici delle imprese, che ad aprile e maggio sono risultati superiori rispettivamente del 26 e del 15 per cento rispetto agli stessi mesi dello scorso anno.<br>La puntualit\u00e0 dei pagamenti<br>Anche le valutazioni sulla puntualit\u00e0 della clientela nei pagamenti e sulle condizioni di accesso al credito sono migliorate rispetto alla precedente rilevazione congiunturale di febbraio. Oltre la met\u00e0 degli imprenditori intervistati segnala, per\u00f2, un drastico aumento dei costi, riconducibile in gran parte al rincaro di molte materie prime e dei beni energetici sui mercati internazionali. Per fare fronte a questa dinamica molte imprese intendono aumentare i prezzi di vendita. I giudizi sulla situazione competitiva rimangono negativi in circa un quinto dei casi, ma migliorano leggermente rispetto alle valutazioni espresse a inizio anno.<br>La ripresa del mercato del lavoro appare piuttosto lenta: a maggio 2021 l\u2019occupazione dipendente in Alto Adige ha registrato un incremento del 4,4 per cento rispetto allo stesso mese del 2020. Tuttavia, in confronto al livello di maggio 2019 mancano ancora all\u2019appello oltre 4.700 contratti di lavoro. Le imprese, comunque, prevedono nuove assunzioni entro l\u2019anno.<br>I timori del turismo<br>Considerando i singoli settori di attivit\u00e0, il maggiore ottimismo si ravvisa nei servizi, nella manifattura e nel comparto del commercio e della riparazione di veicoli. Ancora molto caute appaiono, invece, le valutazioni degli operatori del comparto turistico, vista l\u2019elevata incertezza sull\u2019evoluzione della pandemia. In generale, il clima di fiducia appare migliore tra le imprese di maggiori dimensioni: tra quelle con almeno 50 addetti, quasi nove su dieci attendono per l\u2019anno in corso una redditivit\u00e0 quantomeno soddisfacente e molte di esse prevedono una crescita di fatturati, investimenti e occupazione. Decisamente pi\u00f9 caute appaiono, invece, le valutazioni delle imprese pi\u00f9 piccole.<\/p>\n\n\n\n<p>Si attende la vera ripresa<br>In Italia, nel primo trimestre 2021 il Pil \u00e8 cresciuto dello 0,1 percento rispetto al trimestre precedente. L\u2019economia ha beneficiato della ripresa del commercio mondiale e della produzione industriale, che da aprile \u00e8 ritornata sui livelli pre crisi. Nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno, grazie all\u2019allentamento delle misure di contenimento sociale, ci si attende una ripresa anche nel settore terziario. L\u2019indice del clima di fiducia di famiglie e imprese \u00e8 tornato su livelli superiori a quelli pre crisi e anche l\u2019attivit\u00e0 di investimento ha mostrato segnali di ripresa gi\u00e0 nel primo trimestre dell\u2019anno. Per il 2021 la Commissione stima una crescita del prodotto interno lordo nazionale pari al 5,0 per cento, mentre per il 2022 si prevede un +4,2 per cento, grazie anche ai primi effetti sul Pil del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.<br>Timidi segnali di ripresa coinvolgono anche il mercato del lavoro: a partire da febbraio, il tasso di occupazione ha iniziato una \u2212 seppur debole \u2212 crescita e a maggio era pari al 57,2 per cento.<br>Parallelamente, si \u00e8 assistito alla diminuzione del tasso di inattivit\u00e0, attualmente pari al 36,0 per cento.Il tasso di disoccupazione \u00e8 per\u00f2 salito al 10,5 per cento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il prodotto interno lordo in Alto Adige<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla luce dei segnali di miglioramento registrati tra le imprese e i consumatori, nonch\u00e9 delle informazioni attualmente disponibili, l\u2019IRE rivede al rialzo le stime di crescita del PIL altoatesino, che dovrebbe attestarsi tra +3,0 e +5,0 percento, secondo l\u2019evoluzione della pandemia.<br>Il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, sottolinea l\u2019importanza della ripresa degli investimenti in questa fase congiunturale: \u201cNon si pu\u00f2 avere un miglioramento tecnologico o l\u2019incremento della produttivit\u00e0 e della competitivit\u00e0 senza investimenti. Essi vanno favoriti e incentivati, poich\u00e9 alimentano la ripresa, innescando un ciclo virtuoso della domanda e dell\u2019occupazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il graduale ritorno alla normalit\u00e0 infonde nuova fiducia alle imprese altoatesine: si prevede una crescita dei fatturati e oltre tre quarti degli operatori confidano in una redditivit\u00e0 quantomeno soddisfacente nel 2021. 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