{"id":3982,"date":"2021-09-01T01:15:00","date_gmt":"2021-09-01T00:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3982"},"modified":"2021-09-15T07:37:51","modified_gmt":"2021-09-15T06:37:51","slug":"la-storia-di-bolza-cittada-dipinta-ieri-oggi-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/01\/la-storia-di-bolza-cittada-dipinta-ieri-oggi-e-domani\/","title":{"rendered":"La storia di Bolzano, citt\u00e0 dipinta, ieri, oggi e domani"},"content":{"rendered":"\n<p>Se, recentemente, la citt\u00e0 di Trento \u00e8 stata definita come \u201ccitt\u00e0 dipinta\u201d grazie ai suoi magnifici palazzi pregni di affreschi nelle facciate e per il suo centro storico, lo stesso per molti versi lo si pu\u00f2 dire anche per la citt\u00e0 di Bolzano. La differenza, sostanziale, consiste nelle differenti vicende storiche che hanno coinvolto i due capoluoghi.<br>L\u2019iniziativa del principe-vescovo di Trento aveva incentivato i ricchi signori della citt\u00e0, a dipingere le facciate dei principali edifici cittadini per diverse ragioni e Bolzano non poteva che fare altrettanto. Ma purtroppo le tragiche vicende che si sono succedute nelle due citt\u00e0 e le diverse scelte drastiche hanno portato all\u2019attuale stato di fatto. In sintesi: nel centro storico bolzanino i palazzi dipinti si contano sul palmo di una mano, al contrario di Trento.<br>Ma cosa ha inciso nella sostanza per determinare questi due percorsi cos\u00ec diversi?<br>In effetti si tratta di un argomento molto attuale, a mutare l\u2019ordine delle cose sono state le epidemie, o come si dice attualmente le pandemie, dei secoli passati.<br>A Bolzano, come noto, si sono succedute le pesti del 1347, quella del 1478 ed altre gravi pandemie. Dei bei palazzi dipinti di Bolzano dunque se ne salvarono solo alcuni. Il rimedio adottato per \u201csanare\u201d tutto fu infatti la calce, cosicch\u00e9 a Bolzano nei dipinti o nelle rappresentazioni del centro storico a partire dal XVII sec. troviamo per lo pi\u00f9 facciate di un irrimediabile \u201cbianco\u201d. In pratica si salvarono solo: il palazzo Troilo di via Argentieri, l\u2019edificio al nr. 43 di via dr. Streiter e qualche palazzo dei Portici (tra i quali l\u2019antico Municipio) e di via Bottai.<br>Nel seicentesco palazzo Troilo appartenente alla nota famiglia di commercianti di origine roveretana possiamo ammirare una composizione geometrica a lombi composti a scacchiera di colore bianco e rosso, mentre intorno alle finestre compaiono cornici che mimano elementi scultorei.<br>Nell\u2019 edificio di via dr. Streiter invece le immagini sono molto pi\u00f9 complesse in un gioco di chiari e scuri, con due cavalieri si fronteggiano in un richiamo allegorico e simbolico che rimanda la lotta fra \u201cil bene ed il male\u201d, fra le \u201cvirt\u00f9\u201d e la \u201cperdizione\u201d.<br>Solo a partire dall\u2019800 a Bolzano si torn\u00f2 alla pratica di dipingere le facciate e le opere principali si vennero realizzate dai pittori cittadini della famiglia Stolz.<br>Bella mostra ne sono: il palazzo Amonn di piazza Municipio, l\u2019edificio della farmacia \u201calla Madonna\u201d e tanti altri.<br>Nel nostro secolo si \u00e8 tornati a dipingere le facciate, valorizzando soprattutto le periferie, per opera di tanti artisti. Per tale motivo oggi possiamo dire che anche Bolzano \u00e8 una \u201ccitt\u00e0 dipinta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;architetto Schimenti racconta la storia del capoluogo, dal punto di vista delle decorazioni sugli edifici.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3983,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[25],"class_list":["post-3982","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-le-pietre-di-bolzano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3982","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3982"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3982\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4072,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3982\/revisions\/4072"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3982"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3982"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3982"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}