{"id":3991,"date":"2021-09-02T01:22:00","date_gmt":"2021-09-02T00:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=3991"},"modified":"2021-09-01T16:32:58","modified_gmt":"2021-09-01T15:32:58","slug":"le-bombe-di-semi-di-fukuoka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/02\/le-bombe-di-semi-di-fukuoka\/","title":{"rendered":"Le bombe di semi di Fukuoka"},"content":{"rendered":"\n<p>Era il 27 aprile 2018, mi trovavo a Firenze nel Giardino dell\u2019Orticoltura per l\u2019evento \u201cLibera Semina\u201d, un altro appuntamento organizzato da Seed Vicious. A pochi passi dallo splendido Tepidarium del Roster, la serra di vetro e acciaio, allestimmo un laboratorio per i bambini. Con pazienza e leggerezza, alla presenza di genitori curiosi, imparammo e insegnammo questa pratica, quella dei proiettili di semi. L\u00ec, per la prima volta, ho sentito parlare delle bombe di semi di Fukuoka. Ma cosa sono le bombe di semi? Le bombe di semi sono una pratica arcaica nata nell\u2019Antico Egitto dei Faraoni dopo le inondazioni primaverili del Nilo. Una tecnica presente anche in Giappone con l\u2019antica conoscenza \u201ctsuchi dango\u201d ovvero gnocco di terra, ripresa da Fukuoka. L\u2019idea rivoluzionaria si basa sull\u2019assecondare la natura, ridurre al minimo l\u2019intervento umano e salvaguardare la biodiversit\u00e0. Masanobu Fukuoka, botanico e filosofo giapponese, \u00e8 stato il pioniere dell\u2019agricoltura naturale o del non fare, il padre della permacultura, un modo di coltivare senza lavorare il terreno e senza mai lasciare scoperto il suolo. \u00e8 colui che si \u00e8 avvicinato maggiormente alle rese industriali senza mai ricorrere alla chimica. In tempi pi\u00f9 recenti le bombe di semi sono diventate una pratica adottata perfino da guerrilla gardening: nato negli anni 70 a New York e diffusosi rapidamente in tutto il mondo \u00e8 un movimento di persone attivamente impegnate nell\u2019utopica \u2013 ma concreta \u2013 missione di strappare le loro citt\u00e0 dal grigiore e dal degrado. Potremmo definirli anche dei moderni Robin Hood, che, stanchi di aspettare che aiuole e parchi trascurati tornino a rifiorire da soli o che qualcuno intervenga per riqualificarli, si rimboccano le maniche e, zappe in spalla, scendono in strada, di giorno o di notte, per piantumare o prendersi cura del verde pubblico.<br>Non ci sono quantit\u00e0 fisse di ingredienti per creare le bombe di semi, l\u2019importante \u00e8 che l\u2019argilla inglobi terriccio, compost, semi e acqua. Dopo averle fatte asciugare e compattare possiamo lanciarle o adagiarle semplicemente sul terreno, aspettando che la natura faccia il suo corso. Gli ingredienti necessari allo sviluppo delle bombe sono terriccio, compost, semi e argilla che le aiuteranno a svilupparsi e ad essere protette dallo strato di argilla appunto.<br>Possiamo testarle nel BalconORTO e finanche nel giardino di casa. Si tratta di un esperimento pedagogico -botanico molto interessante, che in futuro potrebbe essere ripreso anche da enti istituzionali, quale programma scolastico. Con qualche accorgimento potrebbe essere la chiave di volta di arboricoltori e tecnici del verde per rimboschire impervie aree boschive completamente andate perdute a causa di maledetti piromani o per opera di elementi naturali, come i fulmini nelle foreste siberiane e Vaia, bostrico tipografo permettendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 27 aprile 2018, mi trovavo a Firenze nel Giardino dell\u2019Orticoltura per l\u2019evento \u201cLibera Semina\u201d, un altro appuntamento organizzato da Seed Vicious. A pochi passi dallo splendido Tepidarium del Roster, la serra di vetro e acciaio, allestimmo un laboratorio per i bambini. 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