{"id":4067,"date":"2021-09-16T01:30:00","date_gmt":"2021-09-16T00:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4067"},"modified":"2021-09-15T09:10:16","modified_gmt":"2021-09-15T08:10:16","slug":"spid-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/16\/spid-prima-parte\/","title":{"rendered":"SPID (prima parte)"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 2013, il deputato Stefano Quintarelli ebbe un\u2019idea pionieristica: quella di rendere pi\u00f9 semplice l\u2019accesso ai servizi pubblici utilizzando le tecnologie informatiche. L\u2019idea era quella di superare l\u2019intricata burocrazia del cartaceo e dei classici \u201cmille uffici\u201d da consultare per ottenere un servizio, permettendo ai cittadini di accedere a quello stesso servizio tramite internet. Tra i problemi pi\u00f9 difficili da risolvere, ce n\u2019era in particolare uno. Quando si va in un ufficio, la prima cosa da fare \u00e8 mostrare la propria identit\u00e0. Come rendere possibile questo nel mondo digitale, garantendo sicurezza e privacy? Dalla soluzione di questo problema \u00e8 nato l\u2019ormai famoso SPID &#8211; letteralmente \u201cSistema Pubblico di Identit\u00e0 Digitale\u201d, attualmente riconosciuto come sistema di riconoscimento della propria identit\u00e0 valido in tutti i paesi membri della Comunit\u00e0 Europea. Per poter richiedere lo SPID, \u00e8 necessario rivolgersi a enti accreditati capaci di fornire l\u2019identit\u00e0 digitale, e quindi creare \u201cl\u2019alter ego\u201d digitale del cittadino. Questi enti, chiamati \u201cidentity provider\u201d, sono riconosciuti e vigilati da AgID, l\u2019Agenzia per l\u2019Italia Digitale, agenzia pubblica che opera sotto la vigilanza diretta del presidente del Consiglio dei ministri. Come si pu\u00f2 evincere facilmente visitando il sito ufficiale di SPID (www.spid.gov.it), nove sono gli \u201cidentity providers\u201d attualmente accreditati. Tali enti definiscono specifiche procedure per creare l\u2019identit\u00e0 digitale di un cittadino. Queste procedure si basano principalmente sul riconoscimento del cittadino effettuato da una persona preposta, tramite tesserino del codice fiscale, carta di identit\u00e0, e riconoscimento facciale &#8211; esattamente come accade di solito. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire in presenza o, per vari enti, utilizzando la videocamera del proprio computer o cellulare. Una volta effettuato questo primo passaggio, \u00e8 possibile accedere a tutti i servizi associati a SPID utilizzando la propria identit\u00e0 digitale. In base alla tipologia di servizio e alla corrispondente esigenza di sicurezza, ci sono tre diverse modalit\u00e0 per poter provare la propria identit\u00e0, corrispondenti a tre livelli di sicurezza. Per i servizi di primo livello, al cittadino viene richiesta la classica coppia \u201cnome utente\u201d e \u201cpassword\u201d\u2026 con il vantaggio che questa stessa coppia pu\u00f2 essere definita una volta per tutte, e poi utilizzata per accedere a tutti i servizi collegati a SPID. Per i servizi di secondo livello, oltre al nome utente e alla password viene anche richiesta una ulteriore password \u201cusa e getta\u201d (in inglese OTP &#8211; one-time password), che viene generata da una app specifica da installare sul proprio cellulare. Per i servizi di terzo livello, viene anche richiesto l\u2019uso di una smartcard &#8211; modalit\u00e0 di autenticazione supportata solo da alcuni degli \u201cidentity provider\u201d attualmente accreditati.<br>In pratica, SPID ci permette di ricorrere ad un\u2019unica modalit\u00e0 di autenticazione per provare la nostra identit\u00e0 nel mondo digitale. Ma a quali servizi possiamo accedere a quel punto? Ne parleremo nel prossimo numero della \u201ccitt\u00e0 digitale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>continua\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2013, il deputato Stefano Quintarelli ebbe un\u2019idea pionieristica: quella di rendere pi\u00f9 semplice l\u2019accesso ai servizi pubblici utilizzando le tecnologie informatiche. L\u2019idea era quella di superare l\u2019intricata burocrazia del cartaceo e dei classici \u201cmille uffici\u201d da consultare per ottenere un servizio, permettendo ai cittadini di accedere a quello stesso servizio tramite internet. 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