{"id":4081,"date":"2021-09-16T01:00:00","date_gmt":"2021-09-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4081"},"modified":"2021-09-15T09:05:14","modified_gmt":"2021-09-15T08:05:14","slug":"anche-i-cani-feroci-ridono-quando-nevica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/16\/anche-i-cani-feroci-ridono-quando-nevica\/","title":{"rendered":"Anche i cani feroci ridono (quando nevica)"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cAnche i cani feroci ridono (quando nevica)\u201d di Maxi Obexer e tradotto e curato da Cristina Vezzaro, \u00e8 l\u2019ultimo romanzo uscito per Edizioni Alphabeta Verlag di Merano nella collana Travenbooks. Un volume che esprime nel profondo lo spirito dell\u2019editore e ne coglie la vocazione pi\u00f9 autentica, di \u201cterritorio di frontiera\u201d: un ponte (a volte molto complesso) e un incrocio tra lingue e culture differenti. Ispirato alle storie vere delle donne raccontate dal progetto tedesco \u201cWomen in Exile\u201d, l\u2019autrice descrive, in forma letteraria, le vicende di una donna nigeriana che fugge dal suo paese, alla ricerca di un futuro diverso.<br>Obexer prova a restituire una sorta di memoria collettiva delle tantissime ragazze che condividono la stessa sorte, e d\u00e0 a tutte loro il volto di Helen, protagonista del racconto. Una narrazione teatrale per raccontare un fenomeno che sta segnando drammaticamente la nostra storia, quello delle migrazioni attraverso il Mediterraneo. L\u2019autore lancia un appello alla coscienza individuale, che \u201cdeve andare oltre le ragioni di Stato, oltre la narrazione mediatica\u201d, e fa luce sul reale fatto che spesso tendiamo a dimenticare: che ciascuno tra le tante migliaia di migranti morti (14.768 ufficialmente, tra il 2016 e il 2018) \u00e8 un essere umano e porta con s\u00e9 la sua storia.<br>La trama<br>\u201cAnche i cani feroci ridono (quando nevica)\u201d narra di Helen, una giovane nigeriana che decide di migrare in Europa non in fuga da conflitti o persecuzioni, ma per una legittima aspirazione a una vita migliore. Il lungo viaggio attraverso il continente africano si rivela ben presto un incubo: ostaggio di spietati trafficanti di esseri umani, si trova a sottostare a un\u2019inenarrabile serie di violenze fisiche e psicologiche, a continue estorsioni di denaro, a terrore e umiliazioni. In questa lenta e inesorabile discesa agli inferi, in cui la stessa sopravvivenza \u00e8 perennemente appesa a un filo, anche la fiducia nei compagni di destino finisce per vacillare, persino quando hanno le parvenze di angeli custodi. Sempre pi\u00f9 prostrata e rassegnata, Helen resiste grazie a un mondo parallelo che ricrea nei contatti epistolari con la famiglia, immaginando uno sguardo esterno che le permette di prendere le distanze da ci\u00f2 che \u00e8 costretta a subire. Tra attese spossanti e amare disillusioni, la ragazza riesce infine ad approdare in Europa, fiduciosa di trovare accoglienza e pieno riconoscimento di una propria identit\u00e0 e dignit\u00e0. Ma nuove e impensabili traversie la aspettano.<br>Cos\u00ec Cristina Vezzaro, traduttrice e curatrice del romanzo, riflette sul messaggio di Obexer nella sua Postfazione al volume. Obexer pone in evidenza, attraverso il suo personaggio, una societ\u00e0 condizionata dai media alla continua ricerca di pericolosi sensazionalismi che instillano paura e restituiscono visioni spesso fuorvianti del fenomeno migratorio. La minaccia dell\u2019\u201cinvasione\u201d, sia in chiave economica sia culturale e religiosa, \u00e8 il frutto di una scorretta comunicazione e di un dilagante bisogno di difesa che si trasforma spesso in indifferenza, quando non in cinismo. E a pagare le spese pi\u00f9 pesanti sono, anche in questo caso, le donne. L\u2019autrice contrappone, grazie allo spirito visionario di Helen, l\u2019importanza della comprensione reciproca e del sentirsi profondamente esseri umani e comunit\u00e0, uniti da un destino comune.<br>La traduzione<br>Nella postfazione al libro \u201cAnche i cani feroci ridono (quando nevica)\u201d, Cristina Vezzaro riflette sulla traduzione del romanzo, e ribadisce l\u2019importanza dell\u2019interpretazione del messaggio. Nell\u2019opera di Maxi Obexer, la lingua si fa mezzo per esprimere un impegno, guidato da ideali umanitari e contrario ai particolarismi nazionalistici. La stessa Vezzaro afferma: \u201cIn questa chiave, quindi, va interpretato il lavoro di traduzione delle sue opere: nel caso dell\u2019italiano, una trasposizione che e\u0300 anche e necessariamente \u201critorno\u201d, proprio per le origini italiane da cui Obexer ha preso le mosse per inserirsi nel contesto europeo che pi\u00f9 anima le sue corde di artista\u201d. L\u2019interazione tra lingua originale e traduzione richiede quindi di \u201candare oltre\u201d, quasi una sola lingua non potesse bastare a contenere tutto ci\u00f2 che l\u2019autrice desidera esprimere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;AUTRICE E LA TRADUTTRICE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Maxi Obexer (1970) e\u0300 nata a Bressanone e vive a Berlino. Drammaturga e saggista, e\u0300 stata visiting professor presso la Georgetown University di Washington e il Dartmouth College (NH), quindi docente all\u2019Universita\u0300 delle Arti di Berlino e al Deutsches Literaturinstitut di Lipsia. Vincitrice del Premio Robert Geisendo\u0308rfer (2016) per i suoi saggi politici e del Potsdamer Theaterpreis per la pie\u0301ce Gehen und Bleiben (2017), nel 2014 ha fondato il NIDS (Neues Institut fu\u0308r dramatisches Schreiben). Il suo precedente romanzo pubblicato in italiano, \u201cLa prima estate dell\u2019Europa\u201d (alpha- beta, 2020), e\u0300 stato finalista al Premio Bachmann (2017).<br>Cristina Vezzaro (Bolzano, 1972) ha studiato Traduzione all\u2019Universita\u0300 di Ginevra. Ha iniziato a occuparsi di traduzione editoriale nel 1997, collaborando con la rivista \u201cInternazionale\u201d. Dal 2005 si dedica alla traduzione di narrativa, poesia e saggistica.<br>Attualmente e\u0300 dottoranda in Translation Studies all\u2019Universita\u0300 di Gent in Belgio e si occupa in particolare di traduzione dell\u2019ironia e trasposizione della multiculturalit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAnche i cani feroci ridono (quando nevica)\u201d di Maxi Obexer e tradotto e curato da Cristina Vezzaro, \u00e8 l\u2019ultimo romanzo uscito per Edizioni Alphabeta Verlag di Merano nella collana Travenbooks. 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