{"id":4089,"date":"2021-09-16T01:00:00","date_gmt":"2021-09-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4089"},"modified":"2021-09-15T09:01:27","modified_gmt":"2021-09-15T08:01:27","slug":"un-ciclodromo-per-laives-che-non-convince-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/16\/un-ciclodromo-per-laives-che-non-convince-tutti\/","title":{"rendered":"Un ciclodromo per Laives (che non convince tutti&#8230;)"},"content":{"rendered":"\n<p>Il movimento ciclistico altoatesino sta vivendo un periodo d\u2019oro. Sono tanti i piccoli campioni che dopo anni di allenamenti e gare stanno raccogliendo i frutti del duro lavoro. Un esempio \u00e8 Elena Pirrone, bolzanina e medaglia di bronzo nella gara a cronometro agli Europei che si stanno svolgendo a Trento. Una delle palestre che sforna un gran numero di talenti \u00e8 per\u00f2 Laives, dove i giovani della Polisportiva Libertas, casco in testa, si stanno facendo largo con successo nelle categorie di esordienti e allievi a suon di pedalate. Impegno, passione, sacrificio, pazienza, e tanta motivazione: ecco la ricetta di questo sport. L\u2019ultima stella locale \u00e8 Mattia Predomo, che qualche giorno fa in Egitto ha conquistato la medaglia di bronzo ai mondiali su pista juniores, nello sprint. \u201cLaives negli ultimi anni sta regalando alla nostra nazionale di ciclismo atleti fantastici, che nei prossimi anni vedremo sicuramente nel panorama sportivo mondiale. Il ciclismo altoatesino va alla grande e non posso che essere molto orgoglioso di tutti i ragazzi, e di tutte le associazioni sportive che permettono loro di fare attivit\u00e0 sportiva, culturale, ricreativa\u201d, ha commentato di recente il sindaco di Laives Christian Bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4100\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Articolo_QuiBA_Cilcodromo_Laives_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Salvatore Falcomat\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>UN NUOVO CICLODROMO<\/strong><br>Ed \u00e8 cavalcando l\u2019onda dell\u2019entusiasmo che nel 2023, tra Pineta e la zona sportiva Galizia, verr\u00e0 realizzato il primo ciclodromo dell\u2019Alto Adige, un anello protetto per gli atleti del ciclismo su strada di interesse sovracomunale, ossia accessibile per tutti. L\u2019amministrazione laivesotta in simbiosi con la Provincia ha in mente di dar vita anche ad una scuola provinciale per il ciclismo, che includa anche un \u201ccampo scuola\u201d per poter svolgere attivit\u00e0 didattiche riferite all\u2019educazione e alla sicurezza stradale.<br>La Giunta provinciale, su proposta dell\u2019assessore all\u2019edilizia, Massimo Bessone, ha gi\u00e0 autorizzato l\u2019intervento per definire le modifiche tecniche necessarie alla realizzazione della struttura che verr\u00e0 a costare 2,3 milioni di euro, di cui 600mila a carico del Comune di Laives e i rimanenti alla Provincia Autonoma.<br>\u201cIn Alto Adige abbiamo tanti atleti che praticano questo bello sport con grande successo. Abbiamo tante associazioni sportive che si dedicano ogni giorno alle attivit\u00e0 su strada e gi\u00e0 da tempo si era deciso di creare questo anello che sar\u00e0 a disposizione di tutti gli atleti provinciali\u201d, puntualizza il presidente altoatesino Arno Kompatscher.<br>Provincia e Comune di Laives negli anni scorsi, con due convenzioni, avevano previsto la realizzazione del collegamento pedo-ciclabile attraverso un ponte tra Pineta e la zona sportiva Galizia. In seguito, il Comune di Laives, in collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana, aveva chiesto alcune modifiche alla convenzione al fine di realizzare un vero e proprio ciclodromo, lavorando per trovare anche la migliore forma per la gestione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E UN VERO VELODROMO QUANDO?<\/strong><br>Non tutti gli attori del panorama ciclistico locale per\u00f2 si trovano d\u2019accordo con questo progetto, anzi. Salvatore Falcomat\u00e0, presidente del Centro pista Bolzano e storico allenatore di ciclismo giovanile, storce il naso davanti alla decisione di creare un ciclodromo che, nelle sue idee, non andrebbe a soddisfare le vere esigenze degli atleti e delle associazioni, ma che sarebbe pi\u00f9 un\u2019opera a sfondo politico pi\u00f9 che sportivo.<br>\u201cCredo che la soluzione giusta per gli atleti di tutta la Provincia sia quella della realizzazione di un grande velodromo al coperto con una pista da 360 metri che possa ospitare al suo interno attrezzature, palestre, servizi vari e spogliatoi. Un impianto pi\u00f9 completo rispetto al progetto di Laives e che potrebbe sorgere all\u2019interno del l\u2019areale ferroviario di Bolzano\u201d, spiega Falcomat\u00e0, che ha deciso di iniziare una campagna per convincere la Provincia a realizzare la struttura. Un sogno, quello del velodromo, nato gi\u00e0 nel lontano 1996, quando la bolzanina Antonella Belluti vinse l\u2019oro ai Giochi olimpici di Atlanta per poi riconfermarsi nel 2000 in quelli di Sydney. Grandi risultati che non bastarono a far decollare un movimento che \u00e8 cresciuto poi negli anni a seguire.<br>Il velodromo andrebbe a risolvere in primis il problema della sicurezza, togliendo gli atleti pi\u00f9 piccoli dalla strada e da tutti i rischi collegati, facendoli allenare in una pista al chiuso e sotto una migliore osservazione degli allenatori. Il velodromo poi garantirebbe spazi adatti &#8211; in un\u2019unica, estesa, struttura attrezzata \u2013 in cui riunire gli oltre 4mila appassionati che praticano le diverse discipline di questo sport.<br>Falcomat\u00e0 ha accompagnato da aprile di quest\u2019anno una trentina di giovani atleti, una volta a settimana, fino Pescantina (la pista pi\u00f9 vicina) con il furgone per allenarsi. Trecento chilometri per far pedalare i campioni del futuro. Ma le trasferte pesano e il grande rammarico \u00e8 quello di non essere mai stati interpellati dalle istituzioni per un parere sul progetto: \u201cQueste sono opere che vanno concordate e programmate con cura tutti insieme. Serve gente che voglia bene al ciclismo e che riconosca gli sforzi fatti da genitori e atleti in questi anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Alexander Ginestous<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il movimento ciclistico altoatesino sta vivendo un periodo d\u2019oro. Sono tanti i piccoli campioni che dopo anni di allenamenti e gare stanno raccogliendo i frutti del duro lavoro. Un esempio \u00e8 Elena Pirrone, bolzanina e medaglia di bronzo nella gara a cronometro agli Europei che si stanno svolgendo a Trento. 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