{"id":418,"date":"2020-11-26T08:24:00","date_gmt":"2020-11-26T08:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=418"},"modified":"2021-02-02T08:25:48","modified_gmt":"2021-02-02T08:25:48","slug":"in-un-libro-la-storia-delle-strade-meranesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/11\/26\/in-un-libro-la-storia-delle-strade-meranesi\/","title":{"rendered":"In un libro la storia delle strade meranesi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In foto: Fine 19esimo secolo: la Habsburgerstrasse, oggi corso Libert\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa nostra storia personale \u00e8 fortemente legata al vicolo dove si \u00e8 imparato ad andare in bicicletta, all\u2019angolo del primo appuntamento. I nomi di queste strade manterranno sempre un posto particolare nella nostra memoria personale. Nonostante la loro presenza capillare, nella nostra vita quotidiana per\u00f2, non pensiamo mai davvero a cosa rappresentano quei nomi.\u201d L\u2019introduzione pubblicata sul secondo volume della collana Merabilia (edita dal Palais Mamming Museum) intitolato \u201cMeran\/o \u2013 Stra\u00dfennamen und ihre Geschichte\/Storie di strade\u201d spiega in maniera molto esplicita (e nelle due lingue che si parlano in Alto Adige) lo scopo di Pietro Fogale e Johannes Ortner: fornire ai cittadini di Merano uno strumento con cui leggere la storia della citt\u00e0 sul Passirio attraverso i cambiamenti dei nomi delle sue strade.<br>La prima parte della pubblicazione \u00e8 costituita da tre saggi in cui i due autori ricostruiscono le vicende storiche che stanno alla base delle scelte odonomastiche degli ultimi due secoli: dal periodo asburgico (quando si inizi\u00f2 a celebrare la famiglia reale e gli eroi tirolesi dedicando loro delle strade), alla Belle \u00c9poque, quando Merano si afferm\u00f2 come centro turistico di fama internazionale e nacque un \u201cAdressbuch\u201d, uno stradario, che tra 1882 e 1933 conobbe ben dodici edizioni, oltre a numerose mappe della citt\u00e0. Si passa poi all\u2019Annessione, quando la situazione dell\u2019odonomastica cambi\u00f2 radicalmente e vennero introdotti i primi nomi italiani, e dunque il fascismo e la sua caduta. Ampio spazio \u00e8 riservato agli anni del miracolo economico, quando la citt\u00e0 conobbe un nuovo sviluppo urbanistico. Sorsero cos\u00ec il rione dei musicisti, tra l\u2019ospedale e via Verdi, e quello degli scrittori, nella zona dei Greutenwiesen a Maia Bassa, tra la passerella sul Passirio e l\u2019ippodromo. A partire dagli anni \u201870 e \u201880 nella denominazione odonomastica si cominci\u00f2 ad allontanarsi dal modello celebrativo dell\u2019eroe per dare spazio a chi era stato vittima del nazi-fascismo.<br>Nella seconda parte del libro le strade vengono prese in considerazione e descritte una per una. Una curiosit\u00e0: a Merano ci sono 209 strade, 77 di queste sono dedicate a persone, 11 portano nomi di santi, quattro sono date e solo tre sono dedicate a personaggi femminili: Claudia de\u2019 Medici, Anne Frank, Albertina Brogliati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In foto: Fine 19esimo secolo: la Habsburgerstrasse, oggi corso Libert\u00e0 \u201cLa nostra storia personale \u00e8 fortemente legata al vicolo dove si \u00e8 imparato ad andare in bicicletta, all\u2019angolo del primo appuntamento. I nomi di queste strade manterranno sempre un posto particolare nella nostra memoria personale. 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