{"id":4270,"date":"2021-09-30T01:20:00","date_gmt":"2021-09-30T00:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4270"},"modified":"2021-09-29T11:26:07","modified_gmt":"2021-09-29T10:26:07","slug":"un-capolavoro-seminascosto-nel-duomo-di-san-nicolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/09\/30\/un-capolavoro-seminascosto-nel-duomo-di-san-nicolo\/","title":{"rendered":"Un capolavoro seminascosto nel duomo di San Nicol\u00f2"},"content":{"rendered":"\n<p>In una gelida notte di inverno, quasi alla vigilia di Natale, mi trovai a passare sotto le arcate della torre campanaria del duomo meranese. L\u00ec alla luce quasi crepuscolare mi colp\u00ec un bell\u2019affresco, inserito dentro una lesena gotica dove compare il dipinto affrescato col tema della Santa Croce di due pellegrini e di un giardino \u201cmistico\u201d e quasi incantato.<br>Il tema \u00e8 un po\u2019 atipico nell\u2019arco dei cicli pittorici di inizi del quattrocento, ma ha diverse affinit\u00e0 iconografiche e linguistiche con altri dipinti del periodo sia in Alto Adige che altrove. L\u2019opera \u00e8 attribuita a Maestro Venceslao (1352 &#8211; 1411), pittore boemo artefice del bel ciclo di affreschi del Castello del Buonconsiglio a Trento (1390 &#8211; 1400), dove il pittore boemo si caratterizza per l\u2019intreccio fra il mondo cavalleresco, la natura ed il quotidiano. L\u2019incarico trentino all\u2019artista avvenne tramite il principe &#8211; vescovo Giorgio di Liechtenstein, quello meranese per passaparola dal vescovo di Coira. La datazione \u00e8 attribuita all\u2019inizio del \u2018400, subito dopo l\u2019incarico di Trento.<br>A Merano &#8211; come nell\u2019analogo esempio trentino &#8211; la natura ha un aspetto preponderante per il novanta per cento del campo visivo; l\u2019opera \u00e8 composta da un folto giardino nel quale compaiono sul lato destro inginocchiati un pellegrino con accanto ad un uomo con abiti orientaleggianti, sul lato opposto compare una semplice croce. Essa si caratterizza per un particolare: il tronco verticale \u00e8 del classico colore ligneo, mentre quello orizzontale \u00e8 di un netto colore azzurro, che rappresenta il Cielo; vuole indicare che il martirio del Cristo \u00e8 stato solo un \u201cpassaggio\u201d verso la definitiva Resurrezione. I due personaggi a lei rivolgono lo sguardo e l\u2019Orientale indica all\u2019Occidentale dove guardare.<br>Il bosco \u00e8 rappresentato come se fosse un giardino, le file degli alberi sono composte in maniera ordinata ed il pittore si concede a rappresentazioni realistiche, dipingendo un\u2019infinit\u00e0 di specie arboree e di piante. Sopra la scena, delimitata da tre colline, in uno spicchio di cielo compare un Sole ardente. La composizione \u00e8 gentile e per niente consolatoria, lascia all\u2019osservatore un senso di gradevole armonia fra il mondo reale e quello spirituale.<br>Qui a Merano il Maestro Venceslao anticiper\u00e0 di novant\u2019anni quello che Friedrich Pacher far\u00e0 nel ciclo di affreschi del chiostro dei Domenicani a Bolzano e l\u2019opera del pittore olandese Hieronymus Bosch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Flavio Schimenti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una gelida notte di inverno, quasi alla vigilia di Natale, mi trovai a passare sotto le arcate della torre campanaria del duomo meranese. 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