{"id":45,"date":"2021-01-14T11:49:00","date_gmt":"2021-01-14T11:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=45"},"modified":"2021-02-17T09:21:13","modified_gmt":"2021-02-17T09:21:13","slug":"rubrica_balconorto_malattie_fungine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/14\/rubrica_balconorto_malattie_fungine\/","title":{"rendered":"Malattie fungine: curare l\u2019oidio"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019oidio, detto anche mal bianco, \u00e8 una grave patologia che pu\u00f2 avere un impatto significativo sulle rese. Segnalato per la prima volta nel 1847 a Parigi, l\u2019oidio si diffuse rapidamente in tutta Europa e giunse in Italia nel 1851. \u00c8 una malattia causata da funghi Ascomycota della famiglia delle Erysiphaceae: si presenta con macchie miceliche polverulente, ovvero patine di colore bianco-grigiastre, a contorni indefiniti, simili alla farina, che ricoprono foglie, germogli, fiori e frutti. Le foglie colpite arrestano lo sviluppo, si accartocciano, ingialliscono e cadono, mentre i germogli hanno una crescita stentata e i bottoni fiorali originano fiori piccoli e malformati. I frutti attaccati da muffe e funghi non sono utilizzabili e il loro odore diventa sgradevole. L\u2019oidio manifesta 1) infezioni primarie: avvengono in primavera con determinate condizioni climatiche (10\u00b0C e in presenza di piogge leggere \u2013 almeno 2,5 mm \u2013 con 15\/20 ore di bagnatura fogliare, e sulle cui lesioni si producono dei conidi (spore) 2) infezioni secondarie: tipiche della stagione estiva e autunnale sono prodotte dalle spore del micelio svernante, che da quello sviluppatosi nelle infezioni primarie con determinate condizioni meteo (siccit\u00e0 6\/8 giorni, assenza precipitazioni &gt; 25 mm, temperature medie 18\/30\u00b0 C con umidit\u00e0 relativa &gt; del 40 %). Attacca salvia, zucchine, zucche, pomodori, bietole, cetrioli, radicchio, indivia, carote, sedano, prezzemolo, finocchio e anche i cereali come il grano saraceno e l\u2019orzo, oltre che gli alberi da frutta, melo, pero, vite, pesco, fico, albicocco e piante ornamentali quali rose, begonie, dalie, calendule, alloro e ortensie.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimedi: 1) evitare ristagni umidi intorno alle piante; 2) evitare innaffiature sulle foglie; 3) rimuovere il fogliame verde in eccesso per favorire la circolazione dell\u2019aria ed eliminare quello ormai secco o colpito; 4) macerato di equiseto, nel terreno; 5) infuso di tanaceto, nel terreno; 6) nebulizzatori fogliari con acqua, aceto di mele e bicarbonato di sodio, oppure con bicarbonato di potassio con olio di neem e cannella, la mattina presto; 7) acido lattico: cambia il pH sulla superficie delle foglie e ne contrasta la diffusione. Per la preparazione \u00e8 consigliato usare 1 parte di latte in 2 di acqua. Il trattamento \u00e8 da eseguirsi con uno spruzzino, al mattino presto, prima che il sole possa farlo evaporare velocemente. Effettuate questa operazione almeno 2 volte a settimana. \u00c8 consigliabile, entro qualche ora dal trattamento, risciacquare con acqua le zone trattate; 8) fungo antagonista (Ampelomyces quisqualis), che invece di attaccare la piante si nutre del suo simile. Si miscela con olio minerale e si somministra preferibilmente in autunno, quando i resti dell\u2019oidio cominciano la loro azione parassitaria sulla pianta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autore: Donatello Vallotta<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019oidio, detto anche mal bianco, \u00e8 una grave patologia che pu\u00f2 avere un impatto significativo sulle rese. 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